Angeli o demoni a Los Angeles?
L’obbiettivo principale per tutti nella prossima stagione è ovviamente quello di strappare il titolo di campioni ai Lakers; molte squadre si sono rinforzate, ma la trade che ha suscitato maggiore curiosità è stata quella che ha visto protagonisti proprio i giallo-viola, registrando (forse) il vero e proprio colpo dell’estate 2009: Ron Artest (30 anni), uno dei migliori difensori della lega.
L’arrivo del giocatore è visto con perplessità da molti in quanto il giocatore aveva dichiarato di voler proseguire l’avventura a Houston ma, probabilmente dopo il grave infortunio di Yao Ming (29 anni) nei play-off, ha ritenuto il livello della squadra non abbastanza adeguato per competere con le altre grandi alla lotta per il titolo di campioni, così da accettare l’offerta dei Lakers. Il giocatore (che indosserà la maglia numero 37 in onore di Michael Jackson) ha firmato un contratto quinquennale da 6,4 milioni di dollari a stagione lasciando i Rockets dopo una sola stagione e andando a coprire quel ruolo di ala piccola mancante a LA, dopo la decisione di Trevor Ariza (24 anni) di provare il mercato dei free agent.
Certo è che il passato da “bad boy” di Artest non fa sorridere i tifosi giallo-viola: protagonista della famosa rissa al Palace of Auburn Hills di Detroit nel 2004 (squalificato per tutta la season), le discussioni con Kobe Bryant (31 anni) in regular season, quando l’ex Kings disse al “Mamba”: “Tu non puoi giocare con me, non sei al mio livello” e le recenti bizze nei play-off lasciano qualche dubbio sulle situazioni che si possono venire a creare all’interno dello spogliatoio sia con Kobe che con Phil Jackson. Successivamente le parole del suo agente David Bauman hanno voluto subito cercare di chiarire questi primi dubbi dichiarando che: “Ron è un vincente a cui si presenta certamente l’opportunità più grande della sua carriera e pensa di conquistare l’anello nel prossimo campionato con i Los Angeles Lakers”.
Artest rimane un giocatore dalle qualità indiscusse, difensore aggressivo,rapido nei movimenti e nelle chiusure degli spazi nonché ottimo ladro di palloni, ma anche buon attaccante, con un tiro dalla media preciso e ottimo nell’ 1-contro-1 in post basso. Ora spetterà a coach “Zen” (al suo ultimo anno di contratto) gestire al meglio gli animi e i rapporti tra i giocatori; se l’uomo proveniente da Queensbridge si integrerà al meglio i Lakers potranno davvero decollare e fare un ulteriore salto di qualità, mentre se si verificheranno dei dissidi interni la situazione potrebbe complicarsi assai.
Sicuramente potrà contare su un roster dai numeri formidabili, sia offensivi che difensivi, potendo schierare un incredibile quintetto composto da Bynum-Gasol-Artest-Bryant e Fisher, con Lamar Odom (30 anni), fresco di firma del contratto di rinnovo da 8,3 milioni di dollari, come sesto uomo.
Niccolò Strocchi







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