Tempo di pronostici: Western Conference

West PronosticiMancano due mesi all’inizio della regular season, ci  sono state le scelte del draft, i movimenti estivi di mercato, la caccia ai free agent, la Summer League, , ci sarà la pre-season e poi si ricomincerà, tutti con in mente una cosa sola: l’anello. Proviamo a metter giù qualche pronostico sulla base degli attuali roster, di eventuali rumors. Oggi Western Conference!

MERCATO WESTERN CONFERENCE

MERCATO 2009: CHI AVRÁ RAGIONE?

PRONOSTICI EASTERN CONFERENCE

Anche quest’anno i Los Angeles Lakers partono con i favori dei pronostici, forte del titolo appena conseguito, delle due stagioni vincenti consecutive e di aver cambiato pochissimo nel proprio roster. L’estate ha portato la conferma di Lamar Odom, dopo le lusinghe degli Heat, e l’arrivo di Ron Artest dal mercato dei free agent, che dovrebbe compensare, in parte e con altre caratteristiche, la perdita dell’energia atletica di Trevor Ariza, passato ai Rockets.
Le avversarie principali in una conference ricca di talento e sempre molto combattuta sembrerebbero tre: I soliti sospetti San Antonio Spurs, I New Orleans Hornets, se nelle condizioni fisiche di due anni fa, e i giovani leoni dei Portland Trail Blazers.

Gli Spurs si affideranno al solito trio delle meraviglie Duncan-Parker-Ginobili ove si è aggiunto il talento atletico di Richard Jefferson e l’esperienza di un veterano come Antonio McDyess che può dare nel pitturato quello che lo scorso anno si chiedeva a Drew Gooden e Fabricio Oberto e che non è arrivato. George Hill è al suo secondo anno ed è un giocatore che va tenuto d’occhio, poi c’è sempre coach Popovich. L’incognita è legata alle condizioni fisiche che lo scorso anno hanno martoriato Duncan e Ginobili, se gli infortuni si dimenticano degli Spurs…….
Anche New Orleans ha avuto la scorsa stagione problemi legati agli infortuni di giocatori chiave, vedi Peja Stojakovic. Lo scambio Chandler-Okafor, giocatore in continua crescita, può portare nuova energia agli Hornets, se Peja e Mo Peterson tornano sui livelli di due stagioni fa con il miglior play maker della lega in cabina, Chris Paul, questa squadra può tornare ai vertici della conference, senza dimenticare David West e James Posey.
Dai Blazers ci si aspetta un ulteriore passo avanti, quindi di riuscire a lottare per la leadership della conference. Sono giovani, pieni di talento e ben allenati da coach McMillian. Dal mercato dei free agent è arrivato un signor play maker come Andrè Miller, si spera nel recupero pieno di Webster, e del recupero definitivo di Greg Oden. Brandon Roy è la stella della squadra e quest’anno è atteso alla consacrazione, istigando magari i soliti per la lotta all’Mvp.

Un gradino più sotto troviamo i Denver Nuggets, la sorpresa della scorsa stagione. Confermato il roster della scorsa stagione, è arrivato Aaron Afflalo al posto di Dahntay Jones, Billups è sempre Billups, anche se con un anno in più, ma sarà difficile ripetere la stagione esplosiva dello scorso anno. Incognite sono Utah e Dallas: i Jazz sono riusciti a tenersi Memo Okur e Carlos Boozer ma non hanno portato niente di nuovo nel roster e questo, vista la scorsa stagione, non depone in favore della franchigia di Salt Lake City.
I Mavs hanno passato un’estate alla…Mark Cuban, sono arrivati Shawn Marion, Drew Gooden e Tim Thomas che lo scorso hanno ha guardato dalla panchina le partite dei Bulls e dei Knicks. Inoltre Jason Kidd ha un anno in più e già lo scorso anno è sembrato non riuscire a gestire una stagione da 82 partite.

Cattive notizie anche dall’Arizona, i Suns hanno rinnovato con Steve Nash ma questa è l’unica buona notizia dell’estate. E’ arrivato Channing Frye e, tanto per cambiare, Amarè Stuoudemire non sembra avere alcuna voglia di rimanere a Phoenix.
Minnesota e Oklahoma City sono giovani e dovrebbero migliorarsi ma i rispettivi roster non sembrano potersi garantire, malgrado la presenza tra i Thunders di un sicuro All Star come Kevin Durant, un posto nella corsa ai play off. Curiosità per l’arrivo sulla panchina dei T-Wolves di Kurt Rambis, alla sua prima stagione da head coach. Da un ex Celtics, McHale, ad un ex Lakers. Discorso diverso meritano per i Memphis Grizzlies: si aspetta la maturità  di O.J. Mayo e Marc Gasol, che hanno ben impressionato nella stagione da rookie, spettacolo assicurato con l’arrivo di Hasheem Thabeet, la conferma del solito Rudy Gay (giocatore di eleganza raffinata) e ciliegina sulla torta l’ingaggio di Allen Iverson, il leader che dovrà far fare quel salto di qualità alla franchigia del Tennesse.

Golden State sarà la solita scheggia impazzita, degna squadra di coach Nelson. Talento ce ne è da vendere, vedi alla voce Monta Ellis, Stephen Jackson (desideroso però di cambiare aria), Corey Maggette e (il rookie più atteso dopo Griffin) Stephen Curry; mancano i lunghi, Biedrins a parte, e dipende molto dalle eccentricità del coach, possono vincere 50 partite come 25.
Per Sacramento si prospetta un altro anno di sofferenza, squadra molto giovane che da qui a qualche anno potrebbe cominciare a regalare soddisfazioni.

Tra le sorprese possiamo puntare sugli Houston Rockets e Los Angeles Clippers. Houston ha rinunciato a Artest, dovrà molto probabilmente giocare una stagione senza Yao Ming, ha preso Trevor Ariza, buon acquisto e tenuto l’incognita Tracy McGrady  che comunque sarà l’ago della bilancia. Molta curiosità suscita l’arrivo in Texas di David Andersen (ex CSKA e Virtus Bologna) che in coppia con Scola potrebbe formare una coppia che, in Europa sarebbe devastante, ma che anche qui potrà avere un grande impatto tecnico.
I Clippers dispongo di un roster potenzialmente da playoff: la prima scelta assoluta di questo Draft, Blake Griffin, Baron Davis, Marcus Camby, il talentuosissimo Al Thornton, senza contare Eric Gordon e Chris Kaman. Ma dai Clippers ci si può aspettare di tutto, proprio perché sono i Clippers, e già dalla prima sera se ne potrà sapere di più visto che il “Barone” e co. Dovranno fronteggiare i cuginetti campioni in carica. 

Marco Abbati

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B