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E se avessero giocato insieme?
Chi non hai mai giocato al fantabasket? Chi non si è mai creato il suo Dream Team alla playstation creando coppie o addirittura quintetti idilliaci. In questo post abbiamo voluto immaginare cosa sarebbe successo se certe stelle avessero vestito la stessa casacca, giocatori che neanche in Team USA hanno avuto l’occasione di passarsi la palla.
Kevin Garnett – Kobe Bryant
Abbiamo rischiato più volte di poter vedere allo Steaples Center queste due superstar, infatti più volte i Los Angeles Lakers hanno corteggiato “The Revolution” ma senza mai arrivare ad un
vero e proprio accordo.
Kobe e KG hanno tutte le carte in regola per essere un super duo da titolo; carisma, voglia di vincere, talento e forte personalità. Forse quest’ultima carta avrebbe potuto essere d’impiccio nello spogliatoio. Garnett a Boston è il leader, l’uomo spogliatoio e a volte pure il vice-allenatore di Doc Rivers; il “Mamba” a L.A è semplicemente tutto!
L’esperienza e l’intelligenza non mancano e se in più ci mettiamo coach Phil Jackson in panchina il successo sarebbe stato più che assicurato, infortuni permettendo.
Tim Duncan – Rasheed Wallace
Usando un’espressione metaforica, questo sarebbe il “sole Maori” dell’Nba, il bene (Duncan) ed il male (Wallace). Personalità differenti, carattere decisamente diverso ma classe e talento impareggiabili. La calma e la chete di “The Big Foundamental” sullo stesso parquet con la follia e il genio/sregolatezza di Sheed; un bel lavoro per coach Popovich contando che solo Larry Brown riuscì, per lo meno, a gestire il nuovo centro dei Boston Celtics. Sotto l’aspetto tattico San Antonio ri-avrebbe avuto le “torri gemelle” con l’aggiunta della pericolosità perimetrale che l’Ammiraglio David Robinson non dava.
Chi lo sa, magari l’uno avrebbe condizionato l’altro trasformando magari Wallace in un giocatore serio e TD in un vulcano…
Allen Iverson – Tracy McGrady
Per questo duo facciamo una piccola eccezione, infatti A.I e T-Mac hanno avuto l’opportunità di giocare insieme in Team USA ai giochi pan- americani del 2003, ma con un McGardy sempre in panchina per problemi fisici.
Forse avremmo visto il vero McGrady, “The Big Sleep” affiancato ad un giocatore che della grinta e del furore agonistico ha costruito gran parte della sua vita e della sua carriera. Entrambi hanno una cosa in comune, non un gran rapporto con altre stelle: Iverson ebbe ad intermittenza l’intesa con Carmelo Anthony a Denver mentre Tracy non ebbe proprio mai intesa con Yao Ming prima e poi con Ron Artest.
Sotto l’aspetto tattico avremmo potuto avere diverse letture: A.I guardia e T-Mac Ala, A.I playmaker e T-Mac guardia o, ancor più intrigante, A.I guardia e T-Mac playmaker (ruolo che rivestiva alla Mt. Zion Christian Academy).
Mah…Iverson avrebbe trasmesso il suo spirito “fighter” nell’addormentato T-Mac e forse avremmo avuto un “Dynamic Duo” da titolo e da almanacco dei record?
Shaquille O’Neal – Ron Artest
Nel film “Demolition Man” Sylvester Stallone disse: “Ci vuole un pazzo per prendere un pazzo”, ecco pensate a mettere questi due nello stesso spogliatoio: uno che è tutto uno spettacolo (Shaq) e uno che se gli girano i 5 minuti si mette nudo in mezzo allo spogliatoio esclamando “Se avete problemi con me, risolviamoli adesso!”.
Una coppia folcloristica dentro e fuori dal campo, un inferno per chiunque dovesse allenarsi ma, a parte gli spettacoli, una coppia che non conosce la parola “sconfitta”.
Due che non mollerebbero neanche sotto di 40 punti, veri e propri combattenti come il nome della band del neo Lakers (True Warrier, ndr). Non un duo da titolo, ma certamente un duo che farebbe il tutto esaurito ad ogni serata.
Francescomatteo Bertoli



