“Go Time”, primo appuntamento

GO timeIl team di Nba-Evolution è fiero di inaugurare la sua  prima rubrica gestita e scritta dal nostro playmaker ed opinionista “Go”. Nel post di oggi verranno trattati tre temi che riguarderanno i giocatori di supporto, le nuove generazioni e la questione del collettivo contro la superstar.

 

Tra Basket e donne ci son molte analogie
Se ti va bene partecipi al training camp e poi vieni scaricato dopo una stagione, invece se sei fortunato ti giochi le tue chance per diventare un grandissimo o esser un gregario ed esser dimenticato…ma le scelte son cosi corrette?

Supporting Players
I giocatori che si notano di più son quelli sfacciati e spavaldi, non i timidi e, a dispetto dei possibili risultati sul campo, son più agevolati i ragazzoni alla Podcolkzin (ex Varese, Dallas in Nba), Santiago (ex Milwaukee) o Rusconi (ex Raptors) piuttosto che i nanetti irriverenti alla Gianmarco Pozzecco, Nando Gentile (troppo ordinato forse), unica eccezione per Vincenzo Esposito.
Indi i timidi vengono relegati al supporting cast e a far il lavoro sporco. Ciò mi fa pensare come certi giocatori rispondano dalla penombra sempre presente e non vengano ritenuti troppo dai grandi del basket anche se son stati spesso se non sempre determinanti (vedi Toni Kukoc); perchè reattivi in ogni parte del campo oscurati da Stelle assolute alla Michael Jordan che apprese la capacita di non esser prima donna da Bird e Magic perchè da solo non si vince.

New Generation
Ora si assiste a star che si beano dei loro 30, 40, 60 punti ma lavorando sol per se e poco nel recupero palla e a far crescer il team; un cambio rotta si è visto in parte per Kobe, Pierce, Carter, Iverson ma per le stelle di nuova generazione (James, Anthony, Bosh..) bisogna capir se prediligono batter record e esser osannati per risultati individuali o vincere per  davvero…
La problematica e forse che lo spirito collettivo per il risultato si sta perdendo in Nba: troppe volte assistiamo a stelle che prendono in mano la lavagnetta e dettano legge e, il più delle volte, lo schema è “4 basso” (isolamento della stella in punta e tutti spettatori) o superstar che ribaltano lo spogliatoio per far fuori o un compagno o l’head coach. In Europa forse solo Ettore Messina è uno dei pochi che inculca ancora questi concetti alla NCAA, dove non conta il nome dietro la maglia ma solo quello davanti!

Il Collettivo
E’ vero che vince chi segna di più (filosofia Nba), ma il gioco diviene gradevole o migliore solo se si utilizzano bene tempi e spazi, lavorando a tutto tondo per tutto il campo sia difendendo che attaccando coralmente per tutto il tempo e solo cosi si potrà giunger agli obiettivi veri.
Molti notano solo il tabellino se fai 20 centri sei forte, però se servono 20 o più tentativi per arrivarci e non sempre se è in serata.
Del basket i profani apprezzano solo gli atti di forza, gli amanti notano più finezze anche nel gioco lontano dalla palla o senza essa (offensivamente oviamente), poi è logico che l’assolo della stella fa issare le folle ma per vincere hai bisogno di un’orchestra!

Goffredo Caravita

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B