“Go Time”, Ep.2

GO time Eccoci al secondo appuntamento col “Go Time”; in questo post verrà affrontato un dibattito che negli ultimi anni si è ancor più acceso, soprattutto dopo l’esperimento “Jennings”: meglio i college Usa o la scuola europea?

GO TIME, Ep.1

Scuole a confronto
Questa è una questione spinosa si mormora da tempo che i livelli si uniformano e sfortunatamente questo e verso il basso  eccovi il perchè
NBA sport-spettacolo la tecnica spesso viene un po’ accantonata,vedi i fischi di passi e accompagnate, a favore dell’atletismo puro e molti giovani ammirano e poi imitano.
Gli arbitri Fiba stanno iniziando a seguire anche loro, in alcuni casi, gli8 ideali NBA così favorendo una regressione tecnica e limando il valore delle scuole europee e di quella universitaria.

Born in USA
I giovani americani non potendo più saltar l’università anche sol per una stagione prediligono i soldi europei e questo può prepararli al mondo dei grandi.
Il primo a provare quest’avventura è stato il neo playmaker dei Milwaukee Bucks ed ex Virtus Roma Brandon Jennings (19 anni); forse è un giocatore più Nba che area Fiba per le sue doti atletiche e non splendore tecnico tattico come hanno dimostrato le luci e le moltissime ombre della stagione sotto la guida prima di coach Repesa e poi sotto quella di Nando Gentile.

Quelli del vecchio continente
L’Europa ha più scuole: slava su tutte e negli ultimi anni quella spagnola, vedi Rudy e i fratelli Gasol; scuole che mettono i fondamentali alla base di tutto, creando giocatori completi, allevandoli e poi lanciandoli in prima squadra come il Partizan di Belgrado
Mentre in USA si vive di licei, che qualcosa insegnano, e università che si basano prevalentemente  sul gioco in velocità sfruttando l’atletismo dei singoli, senza però dare a loro movimenti basilari come per i centri; dove il gancio cielo non lo esegue quasi più nessuno

A casa nostra
In Italia è difficile trovare mini-basket che non sia attività motoria, mentre una decina di anni fa o 15 si iniziavano subito i fondamentali avendo ragazzi più preparati a giocare a basket; imparare a giocare insieme e non a correre, saltare,  ma palleggiare  come capita adesso in modo pietoso fin ad alcuni livelli U17…se non oltre.

Europa o università? Dura scelta: meglio dove si ha spazio o si e comprimari in un progetto, onestamente la cosa migliore e non fermarsi solo una stagione. Se è una scuola ci si deve applicare per farsi le ossa; forse per un anno solo conviene il college, ma l’Europa con 2/3 anni può formarti meglio; tranne in alcune eccezioni.

Goffredo Caravita

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

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