B&B: Rookie speciali!

Budinger&Blair Fino adesso di rookie che spostano gli equilibri di una partita se né parlato ben poco, a parte Brandon Jennigs e Tyreke Evans, nessuno ha fatto parlare di se, ma sicuramente di giocatori usciti dal recente Draft ce ne sono, magari con una chiamata anche alta. Ecco Chase Budinger e DeJuan Blair.

Uno di questi è Chase Budinger (201 cm, 20 anni) scelto clamorosamente al #44 da Detroit poi girato a Houston. Un giocatore con una storia piuttosto curiosa; Chase inizio la sua carriera sportiva con il volley, infatti fu un grande giocatore grazie alla sua elevazione piuttosto inusuale per un bianco con quella struttura fisica.
Poi nel 2006 si dedicò completamente al basket, passione tramandatogli dai suoi genitori, ed è stato sicuramente facilitato  dalle sue doti balistiche sviluppate nella pallavolo. Il californiano di Encinitas ha chiuso la Summer League con 17.8 punti di media in 22 minuti tirando con il 68 % dal campo e uno straordinario 72,7 % da tre punti, mostrando movimenti fluidi in uscita dai blocchi con un tiro pulitissimo sia dalla media che dalla lunga distanza. Non si può spiegare di fronte a queste cifre il motivo di una chiamata così alta. Francamente non si può far a meno di citarlo nella buonissima e inaspettata partenza dei Rockets, infatti lui è uno dei migliori 10 Rookie per punti segnati (8,9 di media), non gli manca la personalità di attaccare il ferro con decisione non avendo magari paura di avversari più fisici e di stazza superiore rispetto a lui. Budinger si può definire una “steal of the draft”, ovvero un giocatore con una chiamata alta, si rivela sorprendentemente produttivo, e lui è uno di questi visto le sue cifre: 8.9 punti segnati, 3.3 rimbalzi e  1.3 assist in 19.7 minuti giocati.

Un altro “furto al draft” è sicuramente Dejuan Blair (201 cm, 120 kg) scelto al #37 da San Antonio.
Centro il quale fa dell’energia e della voglia di combattere sotto le plance il suo punto forte. Al college Dejuan giocava nella sua città natale, Pittsburgh, dando sia punti che rimbalzi e andando vicino a viaggiare alla doppia-doppia di media, diventando comunque un giocatore fondamentale.
Le aspettative in Nba per lui erano abbastanza buone e l’ex Pittsburgh non ha per niente deluso, mostrando fin da subito decisione e a volte cattiveria come un guerriero.
Il suo debutto contro New Orleans fu uno dei migliori per le matricole, chiuse il match con 14 punti e 11 rimbalzi, una doppia-doppia per farsi conoscere dall’Nba; per gli Spurs è una pedina sicuramente importante, coach Popovich gli concede sempre il suo spazio e lui non delude quasi mai, sostituendo come può il centro titolare senza far rimpiangere Duncan o McDyess. Le sue cifre recitano così 6.4 punti segnati, 5.4 rimbalzi in 14.4 minuti di media, non male per un centro di 201 centimetri in ogni caso.

Magari ci accorgiamo più di loro, rookie che giocano in squadre che lottano per entrare ai playoffs, magari più facilitati a giocare in roster di gran lunga superiori, rispetto a rookie che giocano in franchigie che non hanno nulla da dire all’Nba, resta il fatto che B&B le loro occasioni non se le lasciano mai sfuggire dando un rendimento migliore con minor minuti a disposizione rispetto ad una scelta top ten, e per questo sono speciali, nonostante la chiamata alta al Draft.

Nicolò Paterini

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B