Torneranno i Re?

kings Dopo una stagione tragica fatta di disfatte su disfatte, la compagine viola della California è tornata a far parlare di sé ma in positivo: un coach collegiale, quintetto composto da quattro rookie con Tyreke Evans punta di diamante e Omri Casspi fiore all’occhiello dell’Europa. Sacramento, dopo Webber, Bibby, Divac e Christie, potrebbe ri-avere nuovi Re!

Parlare dei Sacramento Kings  viene proprio spontaneo dopo questo primo scorcio di stagione.
Infatti già all’inizio della regular season le prospettive erano piuttosto negative, e dopo l’infortunio del leader della squadra Kevin Martin, diventa inevitabile spendere qualche parola per la compagine della California.

Nessuno si aspettava che una squadra di quella caratura potesse trovare una quadratura senza la sua stella principale, anzi si diceva che sarebbe sprofondata ancor  più di quanto non avesse fatto l’anno scorso. 

Seppur privi di Martin, i Kings hanno trovato il rookie con il miglior rendimento della Nba, Tyreke Evans (20 anni, 198 cm,  guardia), ed è lui che ha preso il posto di KM nelle gerarchie della squadra.
Di Evans si parla già come del nuovo LeBron James, forse è troppo presto per fare certi paragoni, ma non è presto per definirlo una prossima superstar, perché ha tutto per diventarlo.
Il ragazzo però deve ancora aggiungere diverse frecce alla sua faretra: in primis la consapevolezza dei propri mezzi e soprattutto l’esperienza a giocare certe partite, come si è visto nel match con i Lakers, dove negli overtime ha sbagliato di tutto e di più… Comunque può vantare 20.7 punti , 5.1 rimbalzi e 5.0 assist a partita, decisamente numeri da star.

Da Israele è arrivato Omri Casspi (21 anni, 206 cm), che sembra veramente giocare con la stoffa del veterano, ed oltre a metterne 13 di media ogni sera, fa tutte quelle piccole cose che servono alla causa della squadra: le sue cifre recitano 4.8 rimbalzi e 1.3 assist a partita, niente male per un europeo al primo anno, soprattutto di quella età. Sicuramente i pezzi più pregiati della squadra sono loro e soprattutto sono loro ad aver fatto fare il salto di qualità a una squadra che aveva già un’ossatura, ma che mancava appunto di un pizzico di qualità.

Un altro giocatore giovane che si è fatto notare per tecnica ed atletismo nel ruolo di ala grande è Jason Thompson (23 anni, 2.11).
Già l’anno scorso aveva mostrato grandi doti atletiche e soprattutto tanta energia, quest’anno si è confermato sugli stessi livelli, anzi meglio, forse perché la squadra stessa è completamente diversa e più ambiziosa. Viaggia a quasi una doppia doppia di media con 14.4 punti e 9.0 rimbalzi a partita.
Oltre alle giovani leve ci sono anche quei giocatori cosiddetti “di esperienza” come Beno Udrih (playmaker, 27 anni),  il quale può finalmente dire di aver trovato una squadra dove gli viene dato spazio e libertà di inventare, riuscendo a conciliare discretamente il ruolo di playmaker con la sua vena realizzativa. A completare il quintetto titolare ci pensa Spencer Hawes (21 anni, 216 cm), centro dalle grandi potenzialità e dalle mani raffinatissime.
Il nativo di Seattle tira benissimo dalla media distanza e discretamente dalla lunga, ma fa ancora molta fatica sia nell’uno contro uno in post sia quando deve metter palla per terra, cosa che lo rende poco pericoloso da dietro la linea dei tre punti. Ma anche lui ha sicuramente tempo per migliorarsi, ed intanto è già un punto di riferimento nel pitturato.

Manca solo la panchina, ma quando si sente il nome di Andres Nocioni si può capire che anche tra le riserve c’è un mix di talento e di esperienza importante: oltre all’argentino ci sono giocatori come Ime Udoka, come Jon Brockman (rookie dalla capitale) abile a farsi sentire anche lui sotto le plance e Sergio Rodriguez (ex Portland), altro giovane, tanto per cambiare.
Per completare il puzzle manca solo un pezzo, quel pezzo che sembrava insostituibile fino a qualche mese fa: Kevin Martin. Forse con lui questi Kings riusciranno ad ambire a qualcosa di più importante che un semplice posto nei playoffs.
Le possibilità ci sono tutte e chissà se un giorno questi Kings diventeranno come Bibby e compagni qualche anno fa. Chissà…

Nicolò Paterini

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B