Mavericks – Lakers 95-100

of the Los Angeles Lakers on January 13, 2010 at American Airlines Center in Dallas, Texas.  NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Malgrado la spaziale prestazione di Dirk Nowitzki, i Mavs sono costretti ad uscire dal campo sconfitti sempre per colpa del “Mamba”: solo 10 punti per Kobe ma l’ultimo è quello che spezza le gambe negli ultimi 30”. Bene il reparto lunghi con ancora Bynum sopra a quota 20 punti.

Dallas Mavericks – Los Angeles Lakers 95-100 (24-27; 45-49; 71-76)

Mavericks: Marion 10, Nowitzki 30 (16 rimb), Dampier 5, Howard 18, Kidd 11 (11 ass), Terry 7, Gooden 8,, Singleton, Barea 6, Beaubois ne, Carroll ne, Ross ne.
All. Carlisle

Lakers: Odom 18 (14 rimb), Artest 16 (11 rimb), Bynum 22 (11 rimb), Bryant 10, Fisher 3, Mbenga 4, Farmer 12, Brown 6, Walton 4, Powell 3, Vujacic 2, Morrison ne
All. Jackson

Top performance:
Rimbalzi: Nowitzki 16 (DAL)
Assist: Kidd 11 (DAL)
Recuperi: Bryant 1 (LAL)
Palle perse: Artest 3 (LAL)
Stoppate: Marion 1 (DAL)

Mvp: Kobe Bryant 10 pt (5/9, 0/2 da 3), 2 rimb, 1 ass

Cronaca:
Nella serata in cui Dirk Nowitzki raggiunge i 20.000 punti in N.B.A. i Lakers vincono nella seconda trasferta del loro back to back in Texas.
Partita strana, dai molti volti, leggermente diversa dalle solite partite di regular season che ha avuto comunque nel quarto periodo i momenti agonistici migliori. Pronti via si parte: i Mavericks si presentano alla palla a due con Kidd e Howard guardie, Marion e Nowitzki ali e Dampier centro, Los Angeles risponde con il solito quintetto in contumacia Gasol, lo spagnolo è ancora in borghese in panchina, Fisher e Bryant guardie, Artest e Odom ali e Bynum centro. Si capisce da subito che da parte gialloviola lo spartito prevede qualcosa di diverso, Bryant oltre ai soliti problemi all’indice della mano destra ha anche un problema muscolare alla schiena e viene cavalcato pochissimo dalla squadra, che nel primo quarto cerca insistentemente Bynum in post basso che porta costantemente a scuola Dampier dimostrando primo che il lavoro fatto e che continua a fare con Jabbar comincia a dare frutti, secondo che Dallas ha buttato dollari dalla finestra affidandosi a Dampier in centro.

Artest è l’altra nota lieta Losangelina, gioca nel triangolo, segna sia in avvicinamento a canestro che da fuori e i Lakers tentano subito un allungo fino al più 7, 16-9 a metà del primo quarto. Dallas si affida a Nowitzki che sembra però “aspettare” la partita, Howard sembra essere in giornata sì e anche Marion risponde presente con le solite giocate atletiche. La rimonta Mavs arriva dalla panchina con Barea e  Gooden, 6 punti in pochi minuti, che costringe Bynum al secondo fallo sul finire del secondo quarto. Bryant si fa notare per come si muove, male, sul campo e per un tiro da tre che a malapena scheggia il ferro, ad un minuto dalla fine del primo quarto va a sdraiarsi in fondo alla panchina e lo si rivedrà solo nel secondo tempo.

Il secondo quarto vede i Lakers affidarsi con alterne fortune alla panchina, tra cui spiccano un Farmar con voglia di fare ed il resuscitato Walton, la partita finalmente arriva a Nowitzki, Kidd segna anche da fuori e le due squadre si scambiano parziali che mantengono la partita in equlibrio fino alla fine del tempo, che si chiude con tre tiri liberi di Artest che l’ala si procura con una furbata e tanta accondiscendenza da parte di una terna non sempre all’altezza. 49-45 per L.A. all’intervallo con un Bynum da 15 punti e 6/6 al tiro e Artest a quota 11 punti e 8 rimbalzi. Per Dallas Nowitzki 11 punti e 7 rimbalzi, Howard 9 punti. Non pervenuto nei texani Jason Terry in serata no al tiro.

Nel terzo quarto ricompare Bryant che sembra muoversi meglio, comunque la quadra continua a cercare Bynum in post, Odom comincia ad attaccare il canestro ed a cercare tiri in sospensione, Nowitzki c’è e anche Howard sfodera lampi di classe che non si vedevano da tempo. Bryant segna il suo primo canestro a 7.52 dalla fine del quarto, lasciando capire che ha un’autonomia limitata ma mai fidarsi del mamba. La partita si decide nel quarto periodo, quando Jackson toglie dalla partita Artest e Fisher, affida l’attacco a Odom e Farmar con Bryant spauracchio che fa si che nessuno della difesa dei Mavs tenti il benchè minimo raddoppio o aiuto su qualunque penetrazione dei gialloviola. Nowitzki raggiunge i sospirati 20.000 punti ma questo sembra togliere a lui ed ai suoi compagni concentrazione, i Lakers ne approfittano e con i canestri di Odom, Farmar e (sì lo so sembra incredibile) Mbenga tentano l’allungo decisivo portandosi fino al più 8 a 3.12 dalla fine 95-87.

Ma mai sottovalutare classe Dirk, che con l’aiuto di un redivivo Terry piazza un parziale di 8-0,  grazie anche alla splendida regia di Kidd, che a 42 secondi dal termine riporta in parità la partita. E a questo punto cosa può succedere? Palla ai Lakers e l’uomo con un dito rotto e la schiena non esattamente a posto può esimersi da mettere i due decisivi? No, infatti attacca Howard jump dai cinque metri e più due Lakers. Dall’altra parte Carlisle disegna uno schema che viene rotto dalla difesa Lakers e, purtroppo per i Texani, porta Dampier palla in mano vicino a canestro, fallo terminale del mamba, e tiri liberi, ovviamente sbagliati, per il centro dei Mavs. Ma i Texani, dopo l’1/2 di Bynum dalla lunetta, hanno un ultima occasione per impattare il match a 5 secondi dalla fine con il tiro da tre di Howard che si spegne sul ferro.

I titoli di coda per il 100-95 finale li mette Farmar dalla lunetta. Los Angeles vince, nell’ultimo quarto Artest, il migliore per almeno due quarti e mezzo, gioca 25 secondi inutili, segnale interessante. Dallas paga le amnesie difensive e la pochezza nel pitturato, quando poi anche Terry entra in sciopero Nowitzki non può vincere da solo

Highlights:

Marco Abbati

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B