“Go Time”, Ep.5

GO time FIBA e NBA, due mondi diversi, due stili diversi ma soprattutto diverse nei regolamenti. In questo episodio analizzeremo le divergenze che vi sono tra questi due mondi.

EP.1 / EP.2 / EP.3 / EP.4

Già con i precedenti regolamenti ci si stava muovendo verso una parificazione tra il sistema FIBA e quello NBA, anche per facilitare i compiti olimpici e spettacolarizzare il gioco, e ora con le recenti direttive toccherà ai campi allargarsi, si vedrà allontanare la linea dei 3 punti e verrà messo nel pitturato il cosiddetto “semicerchio” anti-sfondamento,  aiutando l’irruenza fisica sotto canestro e non la tecnica individuale.
Forse lo spettacolo ne gioverà, con più schiacciate, giocate sopra il ferro e azioni da playground, ma penso comunque che sia il secondo grave provvedimento anti-difesa dopo l’ abolizione della palla a due.
Altro rischio è che anche gli arbitri si adeguino a questo andazzo, chiudendo un occhio su certe infrazioni (passi, doppio palleggio etc.) dando sempre meno importanza alla tecnica snaturando così il gioco.

Uniche cose non ancora  prese in considerazione ma interessanti sono la possibilità di aumentare il minutaggio da 10 a 12 per ogni quarto e portare a 7 i giocatori in panchina (dando luogo così con più minuti più spazio in campo per tutti, specie i giovani) obbligando a rotazioni non più di pochi giocatori..
Così facendo si potrebbero aiutare i giovani talenti a conquistare spazio grazie ai minuti in campo: solo giocando infatti si può emergere, chi prima (Gentile, Pittis, Meneghin) chi dopo (Michelori, Mordente, Di Bella).
Stessa cosa anche in NBA dove Belinelli e Bargnani hanno innalzato esponenzialmente il loro rendimento quando sono stati lasciati per un buon tempo a calcare il parquet…
In definitiva, non regolette aggirabili ma minuti reali.

Ciò detto sono ancora molte le differenze tra le due sponde dell’Atlantico.
In primis la durata dei campionati ed il numero di gare:
in NBA si giocano molte partite (ben 82!), il tempo per prepararle è poco (giusto poco tempo in più nei playoff), il gran lavoro si fa in pre-season e poi si fan solo rifiniture e perfezionamenti (specie per attacco ed intensità) cercando di migliorare giocando assieme, senza assilli di retrocessioni o altro. Persino nelle (presunte) ferie si lavora duro  per migliorarsi personalmente, di tecnica, concentrandosi poi su tattica e gestione, relegando spesso  il coach più che altro ad un ruolo di manager.

In Europa invece i giocatori hanno molti meno impegni, fatto salvo quell’esiguo numero di atleti impiegato anche in competizioni europee o nazionali (una menzione la merita pure il campionato baltico, dove trovano spazio una competizione nazionale ed una internazionale tra i paesi della penisola).
Le tempistiche consentono molto più allenamento e lavoro in palestra durante la stagione, e di conseguenza una preparazione tecnico-tattica più metodica e maggior tempo di studio sugli avversari.
La (relativa) scarsità delle partite fa sì però che quasi tutti gli incontri vengano spesso accompagnati da pressioni che oltreoceano si riscontrano alle sole gare dei playoff, e questo anche in leghe inferiori e per trasferte meno impegnative di quelle dei colleghi a stelle e strisce.

Infine va sottolineato che al di là di regole, regolette, campi e misure, ci sono tra i due mondi differenze strutturali in quanto ad intensità, atletismo, modo di giocare e di concepire il gioco stesso, che pongono Fiba ed Nba su due rette che difficilmente si incontreranno mai del tutto.

Ed è forse anche questo che li rende entrambi così diversamente affascinanti.

Goffredo Caravita
(con la collaborazione di M.F.V)

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B