Dirk & Dallas, last call!

nowitzi Dopo aver parlato delle grandi super star americane che stanno caratterizzando l’NBA, oggi si passa per una star europea a tutti gli effetti, un lungo atipico, un ala piccola tiratrice in un corpo da centro, un veterano dalla classe sopraffina: Dirk Nowitzki il tedesco da Wurzburg.

Giunto dall’altra parte dell’oceano all’età di 20 anni, scelto col numero 6 al Draft del 98 dai Milwaukee Bucks, venne immediatamente scambiato con i Dallas Mavericks per Robert Traylor e Pat Garrity, trade passata alla storia come una delle più sbilanciate. Iniziò a giocare da centro e soprattutto ai Mavs poté esprimere tutto il suo potenziale grazie al suo compagno di squadra di allora Steve Nash.
Nella sua carriera NBA è sempre stato abbastanza costante, quasi sempre ha viaggiato ad una doppia doppia di media stazionando sui 20 e passa punti di media.

Da quando il biondo veste la casacca dei Texani, a parte i primi due anni, i Mavericks sono sempre arrivati in zona playoff, giungendo nel 2006 in finale  grazie alla propria stella; ma lì qualcosa si spezzò e da una situazione di 2 a 0, gli Heat di Dwyane Wade rimontarono e vinsero a sorpresa quell’anello. L’anno dopo per il nativo di Würzburg arriva il premio come MVP della stagione regolare, ed è il primo europeo ad averlo ricevuto. Gli anni successivi i Mavs non fanno nulla di rilevante nonostante la partecipazione ai playoff, e le costanti prestazioni del tedesco.
Nonostante Dirk sia sempre stato considerato un giocatore dotato del così detto killer istitinct, e abbia sempre dato l’impressione del giocatore vincente, in verità lui non ha proprio vinto nulla a livello di squadra.

Dallas nel 2006 è arrivata in finale contro Miami come già citato in precedenza e ha perso, quella serie finale, è stata l’inizio della fine per i Mavs, (nonostante in futuro si sono resi più forti in stagione regolare) i quali si sono fatti rimontare da una situazione di 2-0, un suicidio vero e proprio per Nowitzki e compagni, che non sono più riusciti ad essere compatti in una serie di playoff, dimostratosi l’anno successivo quando dopo una stagione pressoché perfetta soprattutto del tedesco (coronata con l’award di miglior giocatore della Regular season) escono al primo turno, segni di fragilità mostrati dalla squadra e specialmente segni di un leader nascosto mostrati dal tedesco.

Il tedesco ha continuato a mostrare tutte le sue qualità oltre che nel Texas in nazionale con la sua Germania dando prova di essere un giocatore completo a tutti gli effetti, una star, però gli manca quel titolo,  sfuggito per un pelo.
Quest’anno è l’ultimo giro per questi Mavericks, ne hanno messe 13 in fila e si sono fermati dando una dimostrazione di solidità e forza incredibile, e mancava questo exploit ad Ovest dove dopo anni di splendore è tornata quella povertà a parte i Lakers. Una squadra che può veramente recitare il ruolo dell’antagonista per eccellenza.

Per Nowitzki sono arrivati i rinforzi per tornare ad essere veramente competitivi per vincere il titolo, finalmente Mark Cuban si è riuscito a liberare della mela marcia Josh Howard, trovando un importante alfiere quale è Caron Butler. Per ora non si è potuta giudicare la nuova formula, perché l’ex Wizards si è infortunato, ma potrebbe risultare un ottima formula con la quale il nativo di Wolzburg finalmente potrà di nuovo ambire a qualcosa di più che un semplice piazzamento nei Playoff.

Nicolò Paterini

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B