Bryant: prova di forza!

Kobe I Playoff sono alle porte e i Los Angeles Lakers sono senza dubbio favoriti al successo finale ma nelle ultime settimane qualcosa sta scricchiolando nel sistema di Phil Jackson. Fisher inizia a perdere colpi, Artest continua a litigare col triangolo, Gasol va a correnti alterne, mai come adesso KB deve essere il migliore!

Una settimana da oggi e i Playoff NBA 2010 prenderanno il via, occhi puntati sui Cleveland Cavaliers di LeBron James e logicamente sui campioni in carica dei Los Angeles Lakers ma proprio su quest’ultimi iniziano a sorgere dei piccoli ma sentiti dubbi.

Sia chiaro, la compagine della California è una squadra meravigliosa che può permettersi il lusso di schierare due dei giocatori più dominanti nella Lega (Pau e Kobe) e un allenatore che sa cosa vuol dire vincere ma nell’ultimo periodo qualcosa non sta girando nel verso giusto.
Ci sta la stanchezza, ci sta l’assenza di motivazioni perché col 1° posto saldo ad Ovest non servono ulteriori sforzi, ma nelle ultime uscite su entrambi i fronti del campo i giallo-viola hanno mostrato il loro peggio: in difesa troppe volte gli uomini di Jackson si fanno battere nell’ 1 vs 1 e, ancor peggio, gli aiuti non arrivano mai e se arrivano lo fanno sempre in ritardo (vedi i K.O @ NOH e @ATL). Ma se la difesa è un settore facilmente rimediabile visto gli uomini e le loro attitudini, l’attacco ultimamente è una tragedia!

Due sono i fattori che preoccupano:
1) Il ruolo del playmaker, gli anni iniziano a farsi sentire e “The FishDerek Fisher inizia a non essere più lucido come prima sia l’attacco (percentuali pessime) che la difesa ne risentono.
Gasol va a correnti alterne; che sia l’ala grande più forte in circolazione nel globo è un dato di fatto, ma spesso in stagione ha avuto serate negative (vedi @ ORL) ed, elemento rilevante, è stato omesso dall’attacco!
E proprio da questo punto mi collego al secondo fattore, Ron Artest.

2) A Chauncey Billups, dopo un successo dei suoi Nuggets sui Lakers in stagione regolare, gli fu chiesto quale fosse il problema dei giallo-viola, risposta secca: “Gli manca Trevor Ariza”, vero!
Artest dopo 70 e passa partite non ha ancora ingranato nel “triangolo” procurando molteplici problemi ai suoi compagni, “Il Principe” in primis. In difesa colma la sua deficienza offensiva ma quando la omette, si salvi chi può!

Quindi: Fisher inizia a perdere colpi e Artest vive in un mondo a sé guastando quello limpido e perfetto dello spagnolo e degli altri.

Vi ricordate il motto del film di fantascienza “Ghostbusters”?
Ve lo ricordo brevemente: “Che c’è di strano qua giù in città…e chi chiamerai?”
Se questo slogan partisse allo Steaples Center di L.A, la risposta all’unisono sarebbe: “KOBE!!!

Il mondo attende con ansia la finale tra Lakers e Cavs per avere finalmente Kobe Vs LeBron.
kb-lbj Non serve che vi spieghi le differenze dei due ma mai come quest’anno la Superstar giallo-viola è richiesta al massimo del suo potenziale.
LBJ a Cleveland è tutto, Kobe a L.A è la Superstar/Leader come logico che sia, con affianco un fenomeno come Gasol e un’armata costruita nei minimi dettagli, è inutile che il #24 si spacchi la schiena o faccia più di quel che gli è chiesto ma adesso è un’altra storia.

Segnare 30,40 o 50 punti per il “Black Mamba” non sarà mai un problema, ma se iniziasse a (e chiedo scusa ai suoi più accaniti tifosi) “LeBronizzarsi” un po’?
Più doppie-doppie con i rimbalzi ma soprattutto con gli assist; Bryant potrebbe fare senza problemi il doppio ruolo ricoprendo a tratti il la posizione del playmaker. Aumentare i possessi difensivi, ossia difendere come lui sa (se vuole è il miglior difensore della Lega) anche quando non viene provocato dai vari James, Iverson, Paul o Crawford. Tutto questo tenendo sempre la sua media punti.

Lite con Kobe E’ vero, tutto ciò comporterebbe un logoramento fisico e mentale del giocatore, ma stiamo parlando del vero erede di Michael Jordan. L’unico avversario diretto che KB ha avuto nella sua straordinaria carriera è stato Allen Iverson nelle NBA Finals 2001 ma questa è un’altra storia e questo è un altro Kobe.

Il figlio di “Jelly Bean” si trova davanti alla (probabile) sfida più importante e di certo non vuole essere da meno rispetto al suo rivale ad East che anche quest’anno (a meno di sconvolgenti fattori) si aggiudicherà il premio di MVP: un’altra motivazione per il #24 per spingersi al limite e per dimostrare di essere il migliore.

Francescomatteo Bertoli

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B