E venne il giorno…

jamesbw thumb E venne il giorno… Una squadra perfetta col giocatore più dominante del mondo eppure, per il secondo anno consecutivo, niente finalissima e altro upset pesante da digerire. Il futuro di LBJ e di Cleveland non potrebbe essere lo stesso.

PLAYOFFS: FINALI DI CONFERENCE

Vi ricordate quel filmaccio (E venne il giorno…) di Manoj Nelliyattu Shyamalan uscito nelle sale nel 2008?
Brevissimo riassunto: la natura si ribella all’uomo e lo costringe a suicidarsi.
Ecco immaginatevi la città di Cleveland, a parte il super market, la Quicken Loans Arena e il mega poster di LeBron c’è un vasto lago e anche ben profondo…

A parte immaginare (scherzando) un suicidio di massa dopo la shockante eliminazione alle semifinali di conference per mano dei Boston Celtics (4-2), c’è da riflettere sul perché una squadra come i Cavs di questi ultimi anni abbia toppato il grande obiettivo e soprattutto capire che succederà alla stella di LeBron James.

Giochino delle colpe? Chi incolpare per questo fallimento Cavaliers 2009/10?
Nel nostro sondaggio vi abbiamo proposto quattro opzioni, io invece ho preferito andare controcorrente parlando di chi NON bisogna incolpare o meglio sui quali calare meno violentemente la mannaia.

Un solo nome:

LeBron Raymone James!

Esclusi i tifosi dei Cavs, per molti addetti ai lavori e appassionati il “King” è il primo imputato visto le prestazioni non eccelse nella serie contro i Celtics. Anche lui è umano?
Una stagione stratosferica, cifre da capogiro, secondo titolo di MVP ma anche stavolta niente gloria, perché?
Siamo onesti, sappiamo che senza di lui i Cavs lotterebbero a fatica per l’ottavo posto ad Est, lui ha 20118f14087daecf1af1543a91a2f586getty98739013jg020 cavs celtics thumb E venne il giorno… giocato una regular season al massimo senza mai risparmiarsi anche perché un suo calo voleva dire K.O sicuro. Il supporting cast è stato peggiore di quello dell’anno scorso: Shaq è da tempo un ex giocatore e gioca solo se ben motivato, Jamison non si è dimostrato all’altezza del compito (pecca di James perché fu lui a volerlo), Mo Williams non è un alfiere degno di nome e coach Mike Brown forse non è questo grande coach che si crede: l’anno scorso non riuscì mai a trovare una soluzione per Hedo Turkoglu e quest’anno non è mai riuscito ad arginare Rajon Rondo.

LeBron ha confermato il mito che un giocatore da solo non può vincere: negli ultimi 10 anni solo Allen Iverson con i suoi Sixers arrivò a sfiorare l’anello nel 2000/01 dopo la storica impresa allo Steaples Center di Los Angeles in Gara1 (48 punti) contro i Lakers, per poi cedere però 4-1 a Shaq & Co.
James riuscì nel 2006 a vincere la Eastern Conference da solo abbattendo l’armata Pistons (4-2) di quel Rasheed Wallace che l’altra notte gli scatenò addosso la folla del TD Bank North Garden, ma poi l’emozione lo blocco nella finale persa 4-0 contro i San Antonio Spurs dei Big Three guidati da Tony Parker.

Altra maledizione è quella dell’MVP: negli ultimi 10 anni solo Tim Duncan è riuscito ad aggiudicarsi award e anello nello stesso anno (2002/03) con i suoi San Antonio Spurs.

Della serie “ancor più sale sulla ferita”, Elias (generatore statistiche NBA) ci fa sapere che i Cleveland Cavaliers sono la seconda squadra ogni epoca a non arrivare alle Finals per il secondo anno di fila dopo aver avuto due stagioni consecutive sopra quota 60 vittorie stagionali; prima di loro i Milwaukee Bucks delle stagioni 1971/72 e 1972/73.

Ok, e adesso che si fa?

Si resta a Cleveland sperando che la dirigenza gli faccia l’ennesimo regalo, magari un’altra stella che possa aiutarlo o si cambia aria sempre sperando di trovare una situazione che gli consenta di poter competere ai massimi livelli?

Diteci la vostra nel sondaggio.

Le candidate sono sempre le stesse: i New York Knicks del Gallo, i Chicago Bulls (molto attivi nelle ultime ore) e i Los Angeles Clippers.
Grandi piazze ma squadre che lasciano un po’ a desiderare, forse i Bulls con Derrick Rose possono vantare una front line lievemente migliore.
Ricordatevi che è come disse Federico Buffa in una telecronaca: “ Il mercato lo fa lui! Se si sveglia una mattina e dichiara “Il mio sogno è sempre stato quello di essere un Buck, si va tutti a Milwaukee”.

Oh… Intanto sulle coste della California, quello che nello spot NBA “Where Clutch Happens” dice: “I know I had to knock it down” …un bel sorriso dopo l’eliminazione Cavs, penso se lo sia fatto.

Francescomatteo Bertoli

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