Celtics – Lakers 92-86

BOSTON - JUNE 13:  Paul Pierce #34 of the Boston Celtics attempts a shot in the second quarter against Kobe Bryant #24 of the Los Angeles Lakers during Game Five of the 2010 NBA Finals on June 13, 2010 at TD Garden in Boston, Massachusetts. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement.  (Photo by Jim Rogash/Getty Images) Kobe Bryant sfiora il 40ello (38 punti) ma non basta; Paul Pierce segna 27 punti e guida i suoi ad un importantissimo successo. Boston adesso si trova per la prima volta davanti alla serie (3-2), ma i Lakers potranno salvare i match-point tra le mura amiche.

PLAYOFFS: FINALS!

Boston Celtics – Los Angeles Lakers 92-86 (22-20; 45-39; 73-65) [BOS 3-2]

Celtics: Rondo 18, Perkins 4, R.Allen 12, Garnett 18, Pierce 27, T.Allen 4, Davis, Wallace 5, Robinson 4, Williams ne, Daniels ne, Finley ne.
All. Rivers

Lakers: Fisher 9, Bryant 38, Artest 7, Gasol 12, Bynum 6, Odom 8, Brown, Walton, Vujacic 5, Mbenga ne, Powell ne, Farmar 1.
All. Jackson

Top performance:
Rimbalzi: Gasol 12 (7 off, LAL)
Assist: Rondo 8 (BOS)
Recuperi: Garnett 5 (BOS)
Palle perse: Rondo 7 (BOS)
Stoppate: Garnett 3 (BOS)

Mvp: Paul Pierce (BOS): 27 pt (12/21), 2/4, 1/2), 2 rimb, 2 ass, 2 stop

Cronaca:

Tutti si aspettavano che dopo le prime 4 partite la serie fosse sul 2-2 ma non con due vittorie fuori casa. Per i Los Angeles Lakers e per coach Phil Jackson un punto interrogativo fondamentale si è posto dopo gara 4, Andrew Bynum: le condizioni del ginocchio sono al limite della sopportazione, ma il centro losangelino ci dovrebbe essere come da lui dichiarato. In questa serie si è rivelata un fattore la sua prestanza fisica a centro area, inoltre per i giallo-viola, è importante avere un Kobe Bryant in formato playoff 2010 e non il giocatore irritante e falloso delle ultime 3 gare. Per i Boston Celtics invece c’è la possibilità di tornare a Los Angeles con il coltello dalla parte del manico, perché se non fosse così sarà una missione impossibile vincerne due di fila allo Staples Center.
Per la terza volta consecutiva le Finals 2010 vanno in scena al TD Garden, atto quinto della serie.

Avvio della gara in fotocopia a gara-3, 6-0 di parziale bianco-verde, con i Lakers troppo frettolosi a concludere per non far schierare la difesa, asfissiante nella gara precedente e i Celtics con Rajon Rondo a volare in contropiede. Per i Lakers i protagonisti del primo quarto sono quelli mancati nella gara precedente per motivi differenti, Derek Fisher (per falli) e Andrew Bynum (per le condizione del ginocchio) segnano in due i primi 15 punti della propria squadra. Mentre Paul Pierce fa capire a tutto il mondo di essersi finalmente sbloccato, segnando i suoi canestri dalla media, nonostante la solita grande difesa di Artest. Dopo i primi 12’ sono solo due le lunghezze di vantaggio per i Celtics, 22-20.

Nel secondo quarto entra in campo il secondo quintetto dei Celtics e come in gara-4 è subito un fattore, perché dà il via al primo tentativo di fuga, 30-22. La deludente panchina dei Lakers in gara-4 risponde finalmente presente, infatti insieme ad Artest ricuce subito lo strappo. I Celtics vanno a fiammate, quelle di Rajon Rondo, il quale alterna giocate altamente spettacolari a palle perse piuttosto rivedibili. A tenere vivo l’attacco di Doc Rivers è il solito “The Captain and the Truth” con i suoi jumper forzati. All’intervallo il tabellone dice 45-39, non una felice notizia per Boston, visto e considerato che i Lakers hanno tirato con il 33,3 % dal campo senza l’aiuto di un Gasol letteralmente in ombra e un Kobe Bryant ben arginato da Ray Allen  tenuto solo a 10 punti con 4/12 dal campo.

Al rientro dagli spogliatoi, i Lakers non cambiano il loro approccio alla gara troppo soft e subiscono un tremendo parziale da parte dei Celtics , ma soprattutto subiscono la passività difensiva di un misterioso Gasol. Quando la gara sembra prendere una piega favorevole a Boston, si accende improvvisamente Kobe Bryant che tiene in vita da solo i suoi, rispondendo ai punti facili bianco-verdi, con una serie terrificante di canestri segnando 19 punti. I Celtics tirando con il 63 % grazie alla difesa inguardabile dei Lakers, subiscono il canestro sulla sirena di Gasol ma chiudono comunque avanti di 8, 73-65.

L’ultimo quarto sembra continuare a viaggiare sui binari di quello precedente, ovvero i Lakers che non riescono a trovare una chimica difensiva e “P-square” continua a macinare punti e gioco. Per i gialloviola si accende come per magia la lampadina di Lamar Odom il quale mette 4 punti filati di un certo livello e porta i suoi a -6, subito ricacciati indietro da un contro-parziale di 6-0 firmato da Rondo e Garnett. Negli ultimi due minuti i Celtics paiono in assoluto controllo della gara sul + 10, ma complici una paio di conclusioni sbagliate e lo 0/2 di Perkins ai liberi,  fanno rientrare clamorosamente i Lakers sul -5 con i liberi segnati. Il tentativo di rimonta spira per Los Angeles quando Ron Artest fallisce due liberi che avrebbero potuto dare il -3; sul ribaltamento di fronte l’incredibile Rondo trova due punti in rovesciata su un passaggio fuori equilibrio di Pierce il quale chiude del tutto la partita. Finisce 92-86, si torna a Los Angeles con Boston in vantaggio nella serie avendo a disposizione al massimo due gare per chiudere la serie, per i Lakers una situazione molto pericolosa da scrollarsi di dosso.

Con un’altra superba difesa, la franchigia allenata da Doc Rivers vince questa partita, questa volta non è la panchina a farla da padrone ma i suoi veterani, Pierce (27 punti)  e Garnett (18+10) su tutti. Ma l’ago della bilancia per i Celtics è sempre e solo Rajon Rondo che anche questa notte ha giocato un basket di un assoluto livello (18 pt+8 ass), alternandolo però a giocate senza senso (7 palle perse). Per i Lakers un irritante Gasol sia offensivamente che difensivamente e un Odom ancora troppo incostante. Se la franchigia californiana vuole portare la serie a gara-7, deve trovare valide alternative alle pazzesche fiammate del 24 giallo-viola, altrimenti queste risultano vane.

Nicolò Paterini

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B