Lakers – Celtics 89-67

LOS ANGELES, CA - JUNE 15:  Kobe Bryant #24 of the Los Angeles Lakers goes up for a shot against the Boston Celtics in Game Six of the 2010 NBA Finals at Staples Center on June 15, 2010 in Los Angeles, California.  NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement.  (Photo by Ronald Martinez/Getty Images) Los Angeles non trema e, grazie anche a dei Celtics leggerini, asfalta i suoi avversari e domina Gara6. Ottima prestazione del trio Bryant (26+11 rimbalzi), Artest (15 punti) e Gasol (17+13 rimbalzi), mentre per Boston top-scorer Ray Allen con 19 punti. Il titolo 2010 sarà deciso in Gara7!

PLAYOFFS: FINALI CONFERENCE

Los Angeles Lakers – Boston Celtics 89-67 (28-18; 51-31; 76-51) [TIED 3-3]

Lakers: Fisher 4, Bryant 26 (11 rimb), Artest 15, Gasol 17 (13 rimb), Bynum 2, Odom 8, Brown 4, Walton, Vujacic9, Mbenga ne, Powell ne, Farmar 4
All. Jackson

Celtics: Rondo 10, Perkins, R.Allen 19, Garnett 12, Pierce 13, T.Allen 2, Davis, Wallace, Robinson 6, Williams, Daniels 4, Finley.
All. Rivers

Top performance:
Rimbalzi: Gasol 13 (5 off, LAL)
Assist: Gasol 9 (LAL)
Recuperi: Bryant 4 (LAL)
Palle perse: Pierce 5 (BOS)
Stoppate: Gasol 3 (LAL)

Mvp: Pau Gasol (LAL): 17 pt (6/14, 0/0, 7/10), 13 rimb (5 off), 9 ass, 3 stop

Cronaca:

Si torna a Los Angeles, si torna allo Staples Center, e i Boston Celtics hanno il primo match-point sulla racchetta per chiudere la serie e vincere l’anello. Per i Los Angeles Lakers la partita di non ritorno, il momento della verità, l’unico imperativo è vincere, per restare in vita e portare la serie in gara-7. Kobe Bryant se vuole riuscire nell’impresa di ribaltare le finali, avrà bisogno di tutti i suoi alfieri, soprattutto di quel Pau Gasol irriconoscibile nella gara precedente e di Lamar Odom un fantasma fino a questo momento. Pierce e compagni invece dovranno continuare ad essere compatti difensivamente e giocare di squadra in attacco per dare il ben servito ai giallo-viola.

Come c’era da aspettarsi, inizio di partita all’insegna dei padroni di casa con il proprio leader che a tratti pare indemoniato dall’energia che mette su ogni pallone e Gasol che non sembra neanche lontanamente quello di gara-5. A metà quarto, sotto il canestro di Los Angeles si infortuna Kendrick Perkins, in uno scontro a rimbalzo con Andrew Bynum, da come è uscito dal campo la contusione è sembrata grave (non rientrerà più per il resto della gara). L’intensità difensiva dei Lakers, insieme alle triple di Artest scavano il primo solco del match. Al 12’ il punteggio dice 28-18 Lakers.

La notizia più confortante per i Lakers è sicuramente Lamar Odom, il quale finalmente sembra poter giocare una partita delle sue, in difesa raddoppia chiunque, alzando la sbarra e in attacco attacca con decisione il ferro. Ed è proprio con i panchinari e il principe Catalano che i giallo-viola danno il primo strappo alla gara, arrivando al massimo vantaggio di +20. I Celtics non riescono a trovare una soluzione offensiva al di fuori di qualche jumper forzato del proprio capitano e chiudono con il 36% dal campo grazie alla difesa los-angelina neanche lontana parente di quella vista al TD Garden. All’intervallo è +20 Lakers, 51-31.

Al rientro dagli spogliatoi, i Celtics cercano di reagire mettendo in campo la difesa fisica che gli ha caratterizzati in questi 3 anni, ma offensivamente continuano a far fatica e i jumper dalla media di Kevin Garnett e Paul Pierce fanno solo il solletico a Bryant e compagni. Un Gasol a cinque stelle tiene a distanza di sicurezza i Celtics e nel finale di quarto Ron Artest brucia la retina da tre punti dando il +25 ai suoi; 76-51.
Alla ripresa del gioco, partita già abbondantemente chiusa, con i Celtics gia con la testa a gara 7, ma un Bryant mai contento continua a giocare con decisione come se fosse un match ancora in bilico. A Partita già chiusa da un pezzo, Rasheed Wallace pensa bene di rischiare un fallo tecnico per protesta, con conseguente squalifica, graziato letteralmente dagli arbitri. Gli ultimi 5-6 minuti sono “garbage time”, gara-6 si conclude col punteggio di 89-67.

Si va a gara-7, quella che tutti avrebbero gradito per queste due immortali franchigie, la sfida all’ultimo sangue non tende mai a finire. Per quanto riguarda gara 6, c’è poco da dire, Celtics troppo molli e fallosi in attacco, dovuto anche alla straordinaria partita difensiva dei giallo-viola, Paul Pierce ha sicuramente trovato vita più dura rispetto all’ultima gara giocata e le sue percentuali ne hanno risentito e non poco. Sicuramente ha pesato anche l’infortunio di Perkins, soprattutto in difesa, dove è mancata la solita aggressività, davvero una brutta notizia se non ce la dovesse fare per gara 7. A parte “Il Mamba” che sia in casa che fuori, non cambia il suo modo di giocare (stanotte doppia-doppia con 26 punti e 11 rimbalzi), tutti gli altri suoi compagni hanno letteralmente cambiato faccia, soprattutto Pau Gasol, il quale per un singolo assist ha sfiorato la tripla doppia, davvero determinante. Un altro che ha deciso la partita con le sue giocate difensive è Odom, dove finalmente sembra essersi convinto a giocare queste finali. Il risultato è quello di 3-3, il momento più decisivo dell’anno sta per arrivare e tutto quello che è stato fino ad ora, adesso non conta più, conta solo gara-7 e poi per chi vince sarà vera gloria.

Nicolò Paterini

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

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