Lakers – Celtics 83-79 LAKERS CHAMPIONS!

Los Angeles Lakers Derek Fisher (C) and MVP Kobe Bryant (R) hold the team and MVP trophies after winning Game 7 of the 2010 NBA Finals to clinch the Championship at Staples Center on June 17, 2010 in Los Angeles, California. The Lakers defeated the Celtics 83-79 for their 16th franchise title.       AFP Photo/Paul J. Richards (Photo credit should read PAUL J. RICHARDS/AFP/Getty Images)(Photo Credit should Read /AFP/Getty Images) Non si poteva chiedere di più da una Gara7: L.A rimonta 13 punti di svantaggio e nel finale supera e vince la serie regalandosi il 16° titolo della sua gloriosa storia. Kobe Bryant MVP per il secondo anno consecutivo anche se il marchio finale lo ha messo Ron Artest. Onore ai Boston Celtics per averci regalato una straordinaria serie, peccato solo per il finale drammatico di Gara7.

PLAYOFFS: FINALS!

Los Angeles Lakers – Boston Celtics 83-79 (14-23; 34-40; 53-57) [L.A LAKERS WORLD CHAMPION, 4-3]

Lakers: Fisher 10, Bryant 23 (15 rimb), Artest 20, Gasol 19 (18 rimb), Bynum 2, Odom 7, Brown, Walton ne, Vujacic 2, Mbenga ne, Powell ne, Farmar
All. Jackson

Celtics: Rondo 14 (10 ass), R.Allen 13, Garnett 17, Pierce 18 (10 rimb), T.Allen, Davis 6, Wallace 11, Robinson, Williams ne, Scalabrine, Finley ne, Daniels.
All. Rivers

Top performance:
Rimbalzi: Gasol 18 (9 off, LAL)
Assist: Rondo 10 (BOS)
Recuperi: Artest 5 (LAL)
Palle perse: Bryant 4 (LAL)
Stoppate: Garnett 4 (BOS)

Mvp: Ron Artest (LAL): 20 pt (7/18, 2/7, 4/5), 5 rimb (3 off), 1 ass, 5 palle rubate.

Cronaca:

Il momento della verità è finalmente arrivato, tutto in una notte, tutto in 48’, il destino di una stagione si decide nella tanto sperata gara-7. Los Angeles Lakers e Boston Celtics pronti a combattere l’ennesima battaglia, quella che decreterà il vincitore di una guerra (sportiva) mai destinata a cessare. Per la franchigia del Massachussets è arrivata in mattinata la notizia del forfait di Kendrick Perkins, un’assenza che peserà sicuramente nell’economia difensiva della squadra. Per la compagine Californiana invece, c’è sempre il dubbio Andrew Bynum il quale ha dichiarato che ci sarà, stringendo i denti, bisogna vedere coach Phil Jackson come lo gestirà.
L’attesa a questo evento mondiale, è dunque finita; dallo Staples Center di Los Angeles l’atto conclusivo delle NBA Finals 2010.

Come c’era da aspettarsi, il match inizia con un intensità selvaggia, sia in una metà campo che in un’altra. L’idea iniziale di Jackson è quella di andare dai propri lunghi i quali, sbagliano qualche tiro di troppo, ma la loro presenza a rimbalzo è possente, soprattutto sotto il canestro bianco-verde (14 rimbalzi, 9 offensivi). I Celtics che hanno iniziato la gara con Rasheed Wallace, per coprire il buco di Perkins, è subito un fattore, con due canestri in post basso favolosi e la solita difesa pazzesca sia su Pau Gasol che su Bynum. Nell’ultima parte di quarto i Celtics piazzano un parziale di 13-3 grazie a una difesa energica e fisica, costringono a forzare parecchio un Kobe Bryant molto teso da 1 canestro dal campo; andando in contropiede con Rondo e R.Allen chiudono avanti i primi 12’, 14-23.

Il secondo quarto non scende di intensità e si apre con un contro parziale Lakers di 11-2, con conseguente parità a quota 25 al 19’; tutta la grinta, la fisicità, la voglia di Ron Artest, il quale con un paio di rimbalzi offensivi con canestro e con una palla recuperata finalizzata in contropiede restituisce gas ai suoi. In questo inizio di gara sono le difese a farla da padrone, i punti arrivano soprattutto in contropiede. L’attacco losangelino continua a tirare male 26,2% dal campo, vive solo delle giocate di “Ron Ron” , miglior marcatore dei suo fino a quel momento; Boston approfitta dello sbandamento offensivo degli avversari, con “Sheed” il quale manda a bersaglio altri due jumper dal post basso e con Paul Pierce che piazza la tripla dall’angolo, finiscono avanti di 6 all’intervallo, 34-40.

Al rientro dagli spogliatoi, i bianco-verdi continuano a mettere in atto una difesa monumentale, curata nei minimi dettagli, soprattutto su Kobe Bryant, il quale si prende tiri forzati stampandoli sul ferro. Rajon Rondo continua ad essere una brutta gatta da pelare per la difesa dei Lakers, trascinando la sua squadra al massimo vantaggio +13, 36-49 al 31’. Los Angeles brancola nel buio offensivamente contro la difesa avversaria e l’ingresso di Lamar Odom cambia la gara, ridà una gran boccata di ossigeno ai padroni di casa e insieme a Gasol chiudono sul -4 il quarto, 53-57.

Gli ultimi 12 minuti’ della stagione Nba, si aprono con i Lakers che tornano a contatto, ma si segna con il contagocce, Boston sembra avere qualcosina in più, ma dopo un infortunio alla caviglia, Dereck Fisher, rientra completamente freddo e sul -3, piazza la prima tripla della sua serata pareggia a quota 64-64 a 6’ dalla fine. Con il sangue freddo di Kobe Bryant ai liberi e con una giocata clamorosa di Pau Gasol dal post i Lakers trovano il +6 a 1’30” dalla fine. In uscita dal time out arriva la pazza tripla pazza di un commovente Rasheed Wallace, dall’altra parta ci pensa ancora una volta lo straordinario Ron Artest a tirar via le castagne dal fuoco con un’altra tripla. Ribaltamento di fronte e tripla in uscita dai blocchi di R.Allen. Quando Bryant va nell’altra metà campo, si prende un tiro da tre discutibile, lo sbaglia, ma a salvarlo con un rimbalzo offensivo ci pensa il solito “principe Catalano”, il quale restituisce palla al 24 che si va a conquistare due liberi prontamente realizzati. Rimessa da centrocampo per i Celtics, solita uscita dai blocchi di R.Allen dietro la linea dei tre punti che va corto, ma Rondo getta il cuore oltre l’ostacolo, strappa il rimbalzo a Gasol, corre dietro la linea da tre punti e spara da tre andando a bersaglio 81-79 a 16” dal termine. Per la rimessa successiva coach Jackson scongela Sasha Vujacic, il quale riceve la palla subisce fallo e mette i due liberi della staffa, Boston sul possesso successivo sbaglia da tre con Rondo e i Los Angeles Lakers sono i campioni del mondo per la 16 volta.

LOS ANGELES, CA - JUNE 17:  Kobe Bryant #24 of the Los Angeles Lakers struggles to hold both the Larry O'Brien trophy and the MVP trophy after the Lakers defeated the Boston Celtics in Game Seven of the 2010 NBA Finals at Staples Center on June 17, 2010 in Los Angeles, California.  NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement.  (Photo by Christian Petersen/Getty Images) MVP delle finali senza alcun dubbio Kobe Bryant, il quale porta a casa il 5 anello della sua carriera, anche se stasera deve assolutamente ringraziare il suo supporting cast: Pau Gasol (19 punti + 18 rimbalzi) il quale non ha tradito nei momenti decisivi, Dereck Fisher con la tripla nel quarto/quarto della parità, Lamar Odom che ha completamente dato una svolta alla gara con la sua mobilità, ma soprattutto il ringraziamento più grande deve andare a Ron Artest, il quale stanotte ha messo in atto una difesa faraonica su Pierce e quando i Lakers non vedevano la luce in fondo al tunnel, con la sua energia ha tenuto a contatto i suoi, per mettere nei secondi finale la tripla fondamentale per rispondere a “Sheed”. Una serie memorabile, storica, conclusa con una gara-7 che non ha tradito le attese, anzi nei minuti finali c’è stato un concentrato di emozioni pazzesco, da cuori forti. È stata una serie talmente tanto equilibrata che in questi casi è brutto decretare un vincente ma questo è lo sport. Complimenti ai Celtics che hanno veramente dato l’anima, con Rajon Rondo il quale ha giocato una serie finale straordinaria, con Rasheed Wallace che in queste finali ha tratti ha predicato letteralmente pallacanestro sia offensiva che difensiva; ma Boston nel finale ha pagato la stanchezza di Ray Allen che ha tirato piuttosto male questa notte (3/14 dal campo) e quella di Paul Pierce estenuato dalla marcatura di “Ron Ron”. Ora spazio ai festeggiamenti, e subito dopo spazio ai rinnovi contrattuali, quello più importante per i Los Angeles Lakers riguarda quello del proprio coach, o meglio ex-coach Phil Jackson, ma chissà che non gli viene voglia di ripetere la storia degli anni 90, insieme ormai al degno erede di “MJ”.

Highlights:

Nicolò Paterini

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B