A proposito di Ron…

artest1 A metà stagione i media si chiedevano cosa centrasse Artest con i Lakers, un giocatore confuso e disordinato, poi qualche difesa delle sue, qualche lampo (G5 Vs PHX) e il capolavoro di Gara7 delle Finals. Ecco chi doveva essere l’MVP delle Finals e chi da scugnizzo è diventato campione NBA.

PLAYOFFS: FINALS!

VIDEO: UN PAZZO AL COMANDO, UN PAZZO CAMPIONE!

Redenzione. Questa è la prima parola che viene in mente vedendo Ron Artest entrare in sala stampa per l’intervista post gara 7 felice come un bambino. Lo sguardo solare, la gioia espressa con i giornalisti, gli applausi ricevuti, il reietto è diventato Re per una notte.

E che notte ha scelto per redimersi da quel lontano, finalmente vien da dire, 19 Novembre 2004 quando la carriera di Ron Ron sembrava essersi dissolta improvvisamente. Gara 7 di una serie finale tra Los Angeles Lakers e Boston Celtics, la sfida per definizione. In tanti lo aspettavano al varco, fin dall’inizio di questa lunga stagione NBA la domanda che gli addetti ai lavori si sono fatti è: quale sarà l’impatto di Artest nella squadra campione NBA 2009? Sarà un iniezione positiva o finirà con lo spaccare l’equilibrio dello spogliatoio? E il nativo di Queensboro ha dovuto subire gli sguardi di tutti per una stagione, pronti a puntare il dito contro di lui, e contro chi lo ha voluto in maglia giallo viola, ogni volta che è entrato in campo, per tutte le 82 partite della regular season e le 23 dei play off. E lui ha risposto in maniera encomiabile per tutta la stagione, mantenendo un basso profilo,vestendo i panni del leader difensivo della squadra, così come richiesto da tutti a gran voce, senza lasciarsi andare ne in campo ne fuori ad atteggiamenti che potessero in qualche modo creare problemi, anzi.

La regular season dei Lakers non è stata così entusiasmante, certo centrato il primo posto ad Ovest ma troppe partite giocate male in trasferta, troppe volte la squadra ha subito in difesa, e l’inserimento del 37 nel triangolo di coach Jackson è sempre sembrato problematico. Poi sono arrivati i play off e anche li le critiche non sono mancate, da ricordare gara 5 della finale di Conference contro i Suns risolta con un rimbalzo in attacco e canestro allo scadere da Artest ma passata alla cronaca per la frase di coach Jackson a Gasol durante un time out, il “ non passargli la palla” riferito proprio ad Artest reo di aver sbagliato, abbondantemente, un paio di scelte offensive.

Infine le Finals giocate in maniera incredibile in difesa contro uno dei più forti attaccanti della lega, Paul Pierce, Subendo dagli avversari provocazioni più o meno evidenti, vedi Pierce in gara 1 e Rondo artest2 in gara 5, nella speranza, forse, che il nostro perdesse di vista l’obiettivo anello nel nome di qualche vendetta personale. E invece no Artest ha dimostrato di essere un campione, magari rinato per qualcuno, ma un campione degno di giocare al fianco di Bryant, Gasol, Odom e Fisher che senza la sua straordinaria gara 7 probabilmente non parteciperebbero alla parata di Lunedì perché si svolgerebbe a Boston. La concentrazione con cui ha disputato  la partita più importante nella sua carriera, la determinazione difensiva, la voglia offensiva lo hanno portato a diventare l’Mvp se non della serie sicuramente di gara 7.
E Artest in questa partita c’è entrato dall’inizio e c’è rimasto per tutti i 48 minuti, senza smettere di far sentire il suo peso difensivo attaccando tutti, chiedete ad Allen e al povero Pierce, e giocando nella metà campo offensiva come mai aveva fatto nella serie. Quel tiro da tre segnato ad un minuto dalla fine con i Celtica a -3 senza ritmo e senza senso è sembrato il giusto premio che gli dei del basket hanno dato a questo incredibile giocatore, incredibile nel bene e nel male in tutta la sua decennale carriera nella lega. Che dire dell’esultanza dopo quel canestro i baci inviati a tutti, lo sguardo incredulo ma la concentrazione di dire a Kobe di continuare a difendere su Rondo, così ha dimostrato ulteriormente a tutti di essere un vincente anzi il vincente di gara 7.

Adesso non è detto che tutti i dubbi siano spazzati via, Ron Artest continuerà a rimanere un mistero cestistico, e non solo, per tutti, compagni e avversari, ma sicuramente nessuno potrà più dire che lui non è un vincente e adesso è il momento, per tutti, di dimenticare quel 19 Novembre per associare al nome Artest una nuova data: 17 Giugno 2010 Mvp gara 7 Finals.

Marco Abbati

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • Mauro

    Non sono troppo d’accordo! diciamo che la differenza l’hanno fatta kobe e pau in questa serie. Lui è stato un comprimario. Anzi molto partite le ha quasi buttate via da solo con scelte molto discutibili in attacco.