Young guns, young winners!

USA goldNove vittorie, zero sconfitte, titubanti solo contro il Brasile, domatori dei padroni di casa, gli Stati Uniti, guidati dal leader dei Thunder, sono di nuovo in cima al Mondo!


Che dire di questo Team USA?

Semplicemente fantastici!

Ok, è facile pronosticare gli Stati Uniti favoriti ogni qual volta vi è una manifestazione continentale che siano le Olimpiadi o i Mondiali, ma questa selezione ha avuto qualcosa di più, qualcosa di diverso rispetto al “Redeem Team” di Pechino.

L’età media di 25 anni con Chauncey Billups il più anziano in campo (34 anni); eccetto il PG dei Nuggets (Pechino 08) e Lamar Odom (Atene 04), nessuno dei giocatori convocati aveva mai avuto esperienze continentali, quindi si è trattato di un approccio diretto con una pallacanestro diversa da quella NBA.
Ricordiamoci che prima dell’oro del 2008,
Carmelo Anthony, Dwyane Wade e LeBron James si erano presi le loro stese ad Atene e Saitama (2006).

Altro fattore la presenza di una sola superstar, Kevin Durant, che a soli 22 anni si è trovato in mano le redini di una Nazionale non tradendo le aspettative; KD (se ancora vi erano dubbi) ha confermato di essere un giocatore favoloso, timbrando con regolarità il cartellino ogni sera, per lui una media di 22.8 punti, col massimo di 38 punti nella semifinale contro Durantla Lituania, e premiato meritatamente come MVP della manifestazione.

E gli altri?
Non c’erano stelle di livello assoluto come quelle di Pechino, ma giocatori solidi, combattenti, umili e predisposti al gioco di squadra come ad esempio
Andre Iguodala (PHI), tatticamente e difensivamente un punto di riferimento; Derrick Rose, meno esplosivo e realizzatore rispetto a quello con la divisa dei Bulls, ma sempre presente quando veniva chiesto il suo apporto; Russel Westbrook (OKC) ed Eric Gordon (LAC), capaci (dalla panchina) di regalare fiammate decisive e Kevin Love (MIN), il meno talentuoso dei 12 ma il più duttile.
Molti dubbi vi erano su queste convocazioni, soprattutto dopo il forfait del più atteso,
Rajon Rondo, ma nessuno ha tradito le aspettative anzi, dopo quest’avventura molti di loro avranno guadagnato quel rispetto che forse in NBA non avevano prima di Turchia 2010.

Nota a parte per Lamar Odom. Alzi la mano chi avrebbe pensato che “Lamarvelous” dopo il 2° anello vinto con i Lakers avesse la voglia di venire ai Mondiali, dopo la brutta esperienza alle Olimpiadi del 2004, e di giocare alla “Odom versione Playoffs”?odomUSA Lamar è stato unico in tutto: nei suoi atteggiamenti da svogliato (vedi durante l’inno), stile “Odom versione Regular-Season”, dalle esplosioni di puro talento (di cui lui è legittimo proprietario) all’alternanza di giocate decisive nel bene e nel male gioando quasi sempre da centro.
Motivato dalla voglia di superare il suo leader nei Lakers (Kobe Bryant,
ndr) nel vincere un trofeo in più nell’anno solare, motivato dalla presenza della moglie Khloe (Kardashian, ndr), sta di fatto che noi l’award di MVP della manifestazione lo abbiamo voluto dare a lui.

Coach Mike Krzyzewski, come definito da Jerry Colangelo, è stato l’uomo giusto al momento giusto per USAB; un conto è avere in campo Chris Paul, Melo, D-Wade, LBJ, Kobe e Howard, stelle assolute capaci di ambientarsi e giocare sempre alo stesso modo, alle quali non serve “martellare” per insegnarli qualcosa, un conto è prendere tutti questi giovincelli, tra l’altro tutti leader e top-scorer delle loro rispettive squadre, e farli convivere in campo così bene ed in modo armonioso è stato davvero un ottimo lavoro.

Dopo 16 anni Team USA torna definitivamente in cima al mondo conquistando la doppietta Olimpiade+Mondiali e stavolta non ha avuto bisogno di superstar.

Francescomatteo Bertoli

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B