Pronostici: Western Conference

pronostci westTutti ad Ovest, tutti a casa dei campioni dei Los Angeles Lakers; Kobe & Co. sono ancora i favoriti ma occhio ai giovani Thunder di Kevin Durant. San Antonio sempre pericolosa col suo trio, Dallas cerca il riscatto mentre Nash e Roy potrebbero riservare delle sorprese.

PRONOSTICI: EASTERN CONFERENCE

Andiamo adesso ad occuparci della Western Conference. Non è arrivato nessun free agents di spicco, e anche le scelte ai primi tre posti hanno privilegiato le Eastern, questo però non impedisce all’ovest di essere una conference molto equilibrata, a parte forse i primi quattro posti. Da questo lato della lega sono molte le squadre che possono ambire alle posizioni dalla quinta all’ottava e questo rende il nostro giochino dei pronostici ancora più interessante.

1- Los Angeles Lakers: anche qui la posizione n°1 è abbastanza scontata e, sinceramente, si fa fatica a vedere qualche squadra che possa insidiare il primato dei californiani. La squadra di coach Jackson, al suo ultimo anno(???!!!???), ha confermato tutte le sue stelle, è riuscita a non privarsi del venerabile Fisher ed ha aggiunto al roster due giocatori interessanti come Steve Blake e Matt Barnes che allungano ulteriormente la panchina Los Angelina. Certo come sempre tutto passa dal trio Kobe-Pau-Lamar ma se pensate a gara 7 delle scorse finals che altro nome vi viene in mente? L’incognita è rappresentata da….un ginocchio, quello di Bynum che si spera faccia il bravo per quest’anno. Poi credete che Bryant non abbia voglia di giocarsi una finale contro gli amici-nemici Dwayne e Lebron?

2- Oklahoma City Thunder: il futuro che cerca un apertura nel presente. Tra due barra tre anni i Thunder sono destinati a diventare la franchigia principe dell’ovest, e già quest’anno saranno l’avversario più difficile per Kobe and friends, come già hanno dimostrato negli scorsi play off. Kevin Durant è reduce da una stagione a dir poco spettacolare, play off conquistati con merito, titolo di cannoniere della lega e vittoria ai mondiali turchi da assoluto protagonista. Ci si aspetta una season da MVP, con lui Westbrook, in continuo miglioramento e già fisicamente a tratti incontenibile per i pari ruolo, James Harden giovane attaccante con la faccia da vecchio mestierante del parquet. Dal mercato sono arrivati due tiratori come Morris Peterson e Dequan Cook, dal Draft una roccia come Cole Aldrich, che allunga la panchina nel settore lunghi dove si consiglia di tenere d’occhio Serge Ibaka. E se i Thunder non avessero voglia di aspettare??

3- Dallas Mavericks: i Texani sono il classico esempio di squadra a regular season che ai play off per misteriosi motivi tende a scomparire. Ma qui stiamo parlando di stagione regolare, quindi i Cuban’s Boys immaginiamo saranno sempre protagonisti, magari anche di qualche clamorosa modifica in corso d’opera. Nowitzki è rimasto a Dallas e lui è l’assoluto leader della franchigia che spera in una grande stagione di Caron Butler come violino n°2 e nel solito contributo di Terry, con la regia del grande vecchio Jason Kidd. Anche vicino a canestro i Mavs sembrano messi bene, con Haywood e Tyson Chandler, sempre che il ginocchio destro regga per tutta la stagione. Shawn Marion ha un anno in più, chissà che serva a far pervenire un po di saggezza, se così fosse Dallas potrebbe pensare anche a qualcosa di più

4- San Antonio Spurs: finchè a San Antonio ci saranno Popovych, Tim Duncan e Manu Ginobili ad ovest bisognerà sempre fare i conti con loro. Così come i Texani dovranno sempre fare i conti con le condizioni fisiche oltre che del duo sopracitato anche di Tony Parker. Popovych ha cercato di dare profondità al reparto lunghi inserendo due rookie nel roster tra cui spicca il brasiliano Tiago Splitter, che sarà interessante vedere all’opera contro i pari ruolo NBA. Altri arrivi di spessore non ce ne sono stati, si crede nell’ulteriore crescita di George Hill e si spera che Jefferson possa fare meglio della scorsa stagione, anche perché peggio sarebbe tragico

5- Phoenix Suns: chiediamo venia, la franchigia dell’Arizona è stata la più grossa topica dei nostri pronostici della scorsa stagione. Quindi per questa stagione anche se hanno perso Amare Stoudemire non sottovalutiamo i Suns, che quest’anno, privati del loro lungo di riferimento, si affideranno ancora di più alle invenzioni dal palleggio del loro leader tecnico e carismatico Steve Nash, reduce da una stagione grandiosa, ed al tiro dall’arco di Jason Richardson. Sono arrivati Josh Childress, di ritorno dopo due anni in Grecia, Hakim Warrick, lungo di grande energia ideale per il pick and roll e soprattutto Hedo Turkoglu che dopo l’esperienza fallimentare ai Raptors ha voglia di riscatto, e il turco parla la stessa lingua cestistica del canadese. Si aspettano conferme anche dal trio Dragic, Frye e Dudley, lo scorso anno decisivi nella grande cavalcata di Phoenix

6- Denver Nuggets: c’è molta curiosità nel vedere all’opera la squadra del Colorado, dopo un estate passata a cercare il rinnovo contrattuale con Carmelo Anthony, che non è arrivato, senza grossi innesti, a parte Al Harrington, un talento certo ma non esattamente dotato di grande Q.I. cestistico, e con la incognita coach, George Karl torna e questa è una buona notizia per tutti. Quanto il mancato rinnovo contrattuale di Melo possa influire sull’ala dei Nuggets è un mistero per tutti, certo a Denver una chance di arrivare con un buon posto ai play off bisogna dargliela, non fosse altro che per la presenza nel roster del trio Billups-J.R.Smith e Martin. Ma da questa posizione in giù scommettiamo che basteranno due/tre vittorie per passare dalla sesta alla decima piazza.

7- Memphis Grizzlies: questa deve essere la stagione della definitiva consacrazione per i Grizzlies di coach Lionel Hollins. Talento ce ne è in abbondanza, da O.J. Mayo a Rudy Gay passando per Gasol jr e Zach Randolph, che nel Tennessee sembra aver trovato la sua giusta dimensione dentro e fuori dal campo. E’ arrivato Tony Allen, energia e difesa, attenzione al rookie Xavier Henry gran tiratore e il roster sembra avere le carte regola per arrivare nelle otto pretendenti. Quest’anno la mancata qualificazione significherebbe annata deludente

8- Portland Trail Blazers: per l’ottavo posto scegliamo i Blazers, intanto perché dopo l’incredibile stagione passata in quanto ad infortuni, si dice che a Portland i gatti neri al passaggio dei pullman della squadra facessero gli scongiuri…..Si spera riescano a star lontani dall’infermeria almeno per un anno. Brandon Roy ha tutto per stare al livello dei due di Miami e del “Black Mamba”, talento offensivo con Aldridge e Miller abbonda, fisicità con Batum e Pendergraph, profondità nel settore lunghi e buona panchina. Insomma tutto al suo posto…..croce rossa permettendo.

Da qui a differenza dell’est non si può dire che ci siano solo due squadre che potrebbero insidiare le otto elette, almeno secondo il nostro ranking. Ad ovest si fa fatica a scegliere dalla sesta posizione in giù, vista l’abbondanza di talenti presenti nei roster. Così come escludere a priori gli Utah Jazz di coach Sloan, che se non sbagliamo siede su quella panchina dal 1800… Con Deron Williams che troverà nel nuovo arrivato Al Jefferson quello che è stato Boozer con più punti nelle mani, e spendiamo due righe nel segnalarvi un nome tra i rookie di sicuro avvenire Gordon Hayward, giocatore giusto nel posto giusto.

Anche i New Orleans Hornets lotteranno fino alla fine, basandosi come al solito sul duo Chris Paul, in cosa altro migliorerà quest’anno, e David West, atteso di nuovo agli alti livelli delle scorse stagioni, a cui si è aggiunto Trevor Ariza, che ha capito, a Houston, di non essere il primo violino che credeva e che qui potrebbe ritrovare la sua vera dimensione. È arrivato anche Marco Belinelli, qui troverà il giocatore giusto per innescare il suo gioco, se trova anche un coach che lo capisce il ragazzo è nella squadra giusta.
Gli Houston Rockets sono un’altra squadra che potrebbe arrivare dal quinto all’undicesimo posto, roster da play off certi, Brooks, Kevin Martin e Scola docet in attesa delle condizioni del piede di Yao Ming, con lui al 70% si va nelle prime quattro e sono arrivati anche Brad Miller e Courtney Lee, ma sul team Texano si affaccia minacciosa l’incudine dei troppi infortuni .

Andiamo in California a Sacramento. I Kings sono una squadra giovane, il loro pregio am anche il maggior difetto,e molto ben allenata da uno dei coach migliori e più sotto valutati della lega: Paul Westphal. Lui può indicare la rotta che Tyreke Evans e compagni devono seguire per fare una stagione da più di 40 vittorie. Sam Dalembert è arrivato per dare quella difesa ed intimidazione che è un po mancata lo scorso anno, si aspetta che Thompson mantenga le promesse del primo anno, un pochino venute meno la scorsa stagione, e siamo curiosi di vedere Carl Landry in un ruolo che non sia quello di sesto uomo.

Restiamo sull’Oceano Pacifico e saliamo fino a San Francisco o Oakland la casa dei Golden State Warriors. Via coah Nelson la musica non sembra essere cambiata, puntando più sui lunghi: da NY ecco David Lee e dal Draft il n°6 Epke Udoh un’ ala forte che sembra fatta e finita per l’NBA. Le chiavi dell’attacco sono nelle mani del duo Curry-Ellis, duo da All Star, ma la convivenza?
I Minnesota Timberwolves sono un incognita, coach Rambis si affida alla triangolo, spera nella crescita di Jonny Flynn, di Kevin Love e affidandosi del talento squilibrato di Mike Beasley (in evidenza in Europa)e al tiro dal perimetro della prima scelta Wesley Johnson e del redivivo Martell Webster.

Una sorpresa ad ovest potrebbero essere i Los Angeles Clippers che recuperano nel roster Blake Griffin, un rookie praticamente, e che potenzialmente sotto canestro con Kaman, De Andrè Jordan e l’altro rookie Al Faruq Aminu sono da play off. Se il barone Baron Davis riesce a tornare quello delle stagioni a Golden state il talento non manca neanche all’altra metà della città degli angeli, tanto per citarne un paio Eric Gordon e Ryan Gomes, e come sarebbe bello trovare al primo turno, magari un derby di Los Angeles.

Marco Abbati

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

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