Lakers-Heat 80-96

Come nel 2006 Dwyane Wade guida i suoi Miami Heat regalando ai Los Angeles Lakers il 2° K.O consecutivo per quel che riguarda il match di Natale. Lakers fallosi e non costanti nel gioco, per gli Heat ottimo Bosh con James, tanto per cambiare, in tripla-doppia!

Los Angeles Lakers – Miami Heat 80-96 (14-20; 38-47; 64-75)

Lakers: Artest 8, Odom 14, Gasol 17, Bryant 17, Fisher 6, Barnes 2, Bynum 6, Blake, Brown 10, Walton, Caracter ne, Smith ne.
All. Jackson

Heat: James 27 (11 rimb, 10 ass), Bosh 24 (13 rimb), Ilgauskas 6, Wade 18, Arroyo 2, Howard 1, Jones 3, Dampier 2, Chalmers 13, Anthony, Miller, House ne.
All. Spoelstra

Top performance:
Rimbalzi: Bosh 13 (5 off, MIA)
Assist: James 10 (MIA)
Recuperi: James 4 (MIA)
Palle perse: Bryant 4 (LAL)
Stoppate: Ilgauskas 2 (MIA)

MVP: Dwyane Wade (MIA), 18 punti (6/16, 0/1, 6/6), 5 rimbalzi, 6 assist, 1 recupero, 3 perse, 1 stoppata

Cronaca:

In una riedizione della partita di Natale dello scorso anno i Lakers vengono spazzati via dai Miami Heat, così come lo scorso anno era capitato contro i Cleveland Cavs, e visto quanto successo lo scorso anno fossi in coach Spoelstra eseguirei gli scongiuri di rito. La partita ha una storia da raccontare per circa 5 minuti del primo quarto. Si parte ed i Lakers sembrano presentarsi con la faccia giusta, due giocate di Lamarvelous ed una tripla del venerabile Fisher e 7-2 il parziale dopo poco più di due minuti di gioco. Ma qui finiscono i Lakers e cominciano la loro partita i Miami Heat.

Artest subisce il secondo fischio contro da una terna arbitrale degna della nostra serie D, esce dalla partita, sostituito da un evanescente Barnes, e, che sia un caso o no non ci è dato modo di sapere, il duo James e soprattutto Wade diventa un rebus irrisolvibile per la difesa dei californiani. A questo si aggiunge anche il terzo, Chris Bosh, che sfruttando le penetrazioni del duo sopracitato, trova gli spazi giusti per piazzare 9 punti nel primo quarto che scatenano un parziale che porta la squadra della Florida a chiudere il primo quarto sul 20-14, e meno male per i giallo viola che Bynum, con un paio di belle giocate in post basso tiene a galla la barca che mostra troppe falle, specie in difesa. Da qui in avanti praticamente la partita non ha più una storia degna di nota da raccontare, nel secondo quarto la panchina di Miami dimostra di essere più produttiva di quella Los Angelina ed un paio di triple di Chalmers portano gli Heat sul più 12 a metà del secondo quarto. 
Deve rientrare in partita Bryant, che aiutato da un redivivo Gasol, che soffre e soffrirà per tutta la partita la fisicità di Ilgauskas, e dalla grinta di Ron Artest, riavvicina i giallo viola fino al meno 9 con cui si va all’intervallo lungo. Nel finale di secondo quarto si rischia la rissa tra il solito Ron Ron e un LBJ insolitamente nervoso e questa è la cosa più intensa prodotta dai californiani fino a quel momento. Il primo tempo ci lascia un Wade onnipotente con la palla, che non trova nessuno che riesca a fermarlo nell’uno vs uno ed il solito James che oltre al resto, se tira da tre con percentuali altissime diventa immarcabile. Per contro sorprende la mollezza fisica con cui i Lakers sono entrati in questa partita, la scarsa propensione a sopportare i contatti e le pessime percentuali degli esterni anche in tiri piedi per terra. L’altro sprazzo di partita vera lo si ha all’inizio del terzo quarto. Kobe e Pau giocano i “soliti” due minuti e i Lakers si riavvicinano fino al meno 6 ma se qualcuno crede che si possa andare incontro ad una partita combattuta si sbaglia e di grosso.
Il trio James-Wade-Bosh piazza un altro parzialone che praticamente spegne definitivamentre la partita, Miami si issa fino al più 16 e non si girerà più indietro, respingendo al mittente gli ultimi tentativi di rimonta, fiacchi per la verità, di Los Angeles, che portano i Lakers ad un meno 10 e palla in mano all’inizio del quarto periodo senza altri grossi risultati.

Il periodo finale è un garbage time allungato, l’unica cosa degna di nota, se così si può dire, è uno scambio di opinioni, diciamo così ecco, tra Kobe e Lbj dopo un fallo in attacco fischiato al mamba e ovviamente non gradito. La partita vede Miami volare fino al più 22 e dimostrare una voglia che potrebbe essere l’ennesima dimostrazione per Wade e compagni di essere sulla strada giusta. Malgrado la tripla doppia di James il nostro Mvp va a Wade, con un ginocchio ammaccato dimostra di essere ancora più straripante del #6, dominando la partita sia in attacco che in difesa. Se doveva essere un establishment game per Miami le notizie sono molto più che buone. Specie in difesa, dove la grinta e la voglia di aiutarsi reciprocamente hanno fatto la differenza adesso e potrebbero farla quando farà più caldo.

Los Angeles delude come lo scorso anno, certo non è facile trovare le motivazioni per questi giocatori anche se questa partita già da sola ne avrebbe dovuto dare. Stupisce più che altro l’attitudine, scarsa, con cui i Lakers sono scesi in campo e come alcuni giocatori, da Gasol a Barnes, abbiano sofferto la fisicità e la voglia degli Heat. La strada da qui a giugno è lunghissima e mai sottovalutare il cuore dei campioni, specie se uno con il 24 gioca con loro.

Marco Abbati

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B