Lakers-Celtics 96-109

Una grande prova di squadra dei Celtics piega letteralmente Kobe Bryant (autore di 41 punti) e compagni. Male Ron Artest completamente inesistente rispetto alle Finals 2010. Per Boston grandi prove da parte di Pierce (32 punti) e Allen (21 punti).

Los Angeles Lakers – Boston Celtics 96-109 (21-22, 54-50, 72-77)

Lakers: Artest 3, Gasol 12, Bynum 11, Bryant 41, Fisher 5, Brown 4, Odom 15, Blake 4, Walton 1, Caracter ne, Ebanks ne, Smith ne
All. Jackson

Boston: Pierce 32, Garnett 18, O’Neal, Allen 21, Rondo 10, Daniels 2, Perkins 2, Davis 13, Robinson 11, Erden ne, Harangody ne, Wafer
All. Rivers

Top performance:
Rimbalzi: Garnett 13 (BOS)
Assist: Rondo 16 (BOS)
Recuperi: Fischer 4 (LAL)
Palle perse: Pierce 3 (BOS)
Stoppate: O’Neal 2 (BOS)

Mvp: Paul Pierce (BOS) 32 punti (8/13, 3/5, 7/7), 4 rimbalzi (1 off), 1 recupero, 1 stoppata

Cronaca:
I Los Angeles Lakers cercano il pronto riscatto tra le mura amiche, dopo il pesante tonfo con i Sacramento Kings di venerdì notte. Allo Staples Center arrivano i Boston Celtics, pronti a regalare una sfida di regular season degna di nota.

Avvio di gara non particolarmente brillante per nessuna delle due compagini, soprattutto per i Lakers dove provano ad attaccare la difesa biancoverde affidandosi ai propri singoli, questa soluzione porta solo a palle perse e tiri completamente senza senso. Di questa situazione ne approfitta Boston dove in transizione segna canestri abbastanza facili con Pierce e Rondo. Al 7’ Boston è avanti 16-9. Per i giallo-viola a ricucire lo strappo ci pensa il solito Lamar Odom, chiamato in causa quando le cose di solito si mettono male. Dopo i primi 12’, Boston è avanti di una sola lunghezza (21-22).

Il secondo quarto fa alzare di giri la partita, Allen piazza 5 punti come solo lui sa fare in uscita dai blocchi, che insieme ad una tripla di Nate Robinson danno il +9 ai Celtics. Quando finalmente i Lakers iniziano a mettere un po’ di intensità difensiva, l’attacco di Boston si arena e a quel punto si accende Kobe Bryant, fino a quel momento silenzioso, dove da solo con una lunga serie di canestri forzati porta in vantaggio i suoi. Saranno 17 i suoi punti alla fine del quarto. All’intervallo lungo, i Lakers sono avanti 54-50.

Il terzo quarto viene inaugurato da una tripla tanto per cambiare di Kobe, ma a rispondere dall’altra parte ci pensa Pierce (14 punti per lui nel quarto) riportando praticamente da solo di nuovo in vantaggio i suoi. 62-68 a metà periodo. Partita in ogni caso molto equilibrata, con l’inerzia che si sposta velocemente da una parta all’altra. Il #24 gialloviola dà un po’ di ossigeno alla sua franchigia riavvicinandola fino al -2, ricacciata a due possessi di distanza con la tripla di Robinson in scadere di quarto. 72-77 prima dell’ultima frazione.

L’ultimo quarto inizia con le triple di Allen e Robinson che danno il +9 ai biancoverdi. Quando la partita sembra scivolare via ai campioni del Mondo, ci pensa il “Mamba” a caricare a testa bassa, con un’altra serie di canestri fa rimanere aggrappati i Lakers. 87-91 a 5’ dalla fine. Ma nel momento in cui proprio Kobe Bryant sembra poter azzannare la partita, i Celtics di squadra li ricacciano indietro, e a chiudere definitivamente la gara ci pensa “He got game” con i suoi canestri spezza gambe. Nel finale Kobe non passa più la palla e sporca ampiamente le sue percentuali fino a quel momento molto positive, Rondo e compagni dilagano e chiudono il punteggio sul 96-109.

Vince Boston grazie ai suoi veterani, giocando di squadra, mostrando i muscoli e la solita grande difesa. Grande prestazione di Pierce autore di ben 32 punti ma praticamente fatti tutti nei primi tre quarti. Per i Lakers un’altra brutta sconfitta, pesante, ancora di fronte al proprio pubblico; hanno pagato soprattutto il fatto di non aver avuto in difesa Ron Artest, il quale risultò decisivo in marcatura proprio su Pierce nelle finali 2010. Kobe Bryant ha provato in tutti modi a trascinare la sua squadra, 41 punti alla fine, ma di questi tempi in Nba da soli non si va da nessuna parte.

Nicolò Paterini

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B