Arma Letale Ep.2: Glen Davis

Dopo aver parlato di DeJuan Blair, giocatore dei San Antonio Spurs squadra che sta dominando ad ovest la lega, passiamo ad est, trattando l’altra squadra dominante della Lega, i Boston Celtics, in particolare “Big Baby” Glen Davis (25 anni).
ARMA LETALE EP.1: DEJUAN BLAIR

Glen Davis nato in Lousiana e dove ha anche effettuato il college è approdato in Nba nel 2004 saltando l’ultimo anno di college, è stato scelto al draft al primo giro col numero #35 dai Seattle SuperSonic poi girato a Boston subito con una serie di trade.
Il ragazzone di Baton Rouge, città dove è nato, sta attraversando la migliore stagione della sua carriera, sia per quanto riguarda la cifre (di media gioca 29.6 minuti, segna 11.9 punti e raccoglie 5,3 rimbalzi), sia per quanto riguarda l’importante (decisivo) apporto che sta dando alla sua squadra. Sicuramente è stato facilitato in questo, visto che ha avuto più minuti a disposizione rispetto agli altri anni, sia per l’infortunio di Perkins che per quello di Garnett.

PERCHE’
E’ un giocatore d’impatto Davis, su questo ci sono pochi dubbi, ed un giocatore d’impatto che esce dalla panchina è quello che tutti gli allenatori vorrebbero. Ogni anno che passa migliora sempre di più in ogni fondamentale della pallacanestro, questo abbinato a tutta la grinta, la voglia, l’energia e l’applicazione che ci mette sempre possono far di lui un giocatore titolare del futuro dei Boston Celtics.

PRO
206 centimetri di altezza per 131 chilogrammi fanno di “Big Baby” un giocatore d’area, ma un giocatore d’area atipico, perché in post non è formidabile, di conseguenza non va neanche tanto a cercarselo il gioco spalle a canestro. Come già accennato prima, fa dei suoi punti di forza l’energia e l’applicazione che mette sul parquet, a rimbalzo fa fatica per via dei suoi centimetri, ma sempre grazie alle sue doti, cattura rimbalzi a sufficienza alla causa della sua franchigia. Molto probabilmente offensivamente il suo gioco si basa sul pick and roll, e lui è un ottimo interprete di questo schema, sia per via degli ottimi blocchi che porta, sia perché il ferro lo attacca con l’aggressività giusta. Col passare del tempo inoltre ha imparato a sviluppare un jumper dalla media distanza molto efficace, questo per via dei metri di spazio lasciati dagli avversari. Infine dall’altra parte del campo, è impressionante la facilità con la quale l’ex giocatore di Lousiana State, conquista sfondamenti, è sempre al posto giusto al momento giusto, questo grazie sicuramente agli insegnamenti dell’attuale allenatore dei Chicago Bulls, Tom Thibodeau. E’ dunque un giocatore d’impatto anche in difesa dove sa difendere discretamente sull’uomo e sa portare i raddoppi con i giri giusti.

CONTRO
Purtroppo il suo ruolo lo porta ad affrontare giocatori di solito alti più di lui di una decina di centimetri, e questo per lui può rappresentare un problema nonostante il suo fisico massiccio. Non è di certo il suo forte la tecnica, come già detto lui è più giocatore di impatto capace di cambiare le gare con l’energia trasmessa sul parquet. Davis negli scorsi anni ha mostrato anche incostanza soprattutto nelle partite fuori casa dove tende ad andare sottotono, per via della mancanza di quel supporto che il suo pubblico gli fa sempre sentire. Insomma è un giocatore che in casa fa la differenza, fuori un po’ meno.

Lo scorso anno è stato molto importante per la grande cavalcata della sua squadra, ha fatto il suo compito, certo come già detto nelle partite in casa ha fatto qualcosa in più del dovuto. Ha deluso in finale, ci può stare visto la quantità industriale di partite giocate in poco tempo. Quest’anno c’è la grossissima possibilità di giocarne meno e magari arrivare alla finale più freschi, lui cercherà in tutti modi di superarsi e ci sarà un solo modo per farlo…

Nicolò Paterini

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

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