Midseason MVP: Blake Griffin!

Come ogni anno ecco l’appuntamento con l’MVP di metà stagione, nella passata  fu Stephen Jackson dei Charlotte Bobcats ad aggiudicarselo, quest’anno invece abbiamo voluto spingerci oltre e darlo a colui che al 99,9% vincerà il R.O.Y, Blake Griffin!
Potevamo darlo a Stoudemire o Rose, ma sarebbe stato banale visto che poi si contenderanno quello della stagione; potevamo darlo a Wade & James visto il loro feeling in campo, o a Kevin Durant per le sue cifre paurose, o a Chris Paul per la rinascita degli Hornets o a Kobe Bryant visto che se c’è qualcosa vincere il suo nome c’è sempre…ma quello che (per ora) ci ha offerto Blake Griffin è semplicemente insuperabile!

Che dire?
Al suo primo e vero anno NBA il prodotto di Oklahoma ha lasciato tutti a bocca aperta, soprattutto dopo l’infortunio che lo mise fuori per tutta la passata stagione; un atletismo/potenza che neanche il 1° LeBron James aveva mostrato al suo anno da rookie, personalità da veterano, leadership riconosciutagli dopo neanche un mese e una presenza costante nella top 10 settimanale delle miglior giocate.

I numeri parlano da soli; 22.6 punti, 12.8 rimbalzi, career-high di 47 punti nel successo casalingo contro i Pacers lo scorso 17 gennaio, 46 doppie-doppie stagionali con ben 26 consecutive da dicembre a gennaio, leader indiscusso della Rookie Race sin dal primo giorno (povero John Wall), convocazione allo “Slam Dunk Contest” (che si suppone dominerà) e addirittura convocato tra le riserve della Western Conference all’All Star Game vero e proprio!

Entriamo nello specifico del giocatore; Blake “The Quake” è, in questo momento, prevalentemente un giocatore da pitturato: vanta un’ampia gamma di eccellenti movimenti spalle a canestro tanto da poter battere men che meno il “Principe Catalano”, prediligie prevalentemente la line di fondo ma anche frontalmente sa farsi valere con un distinto ball-handing e se te lo trovi in contropiede sai già come va a finire (chiedere a Danilo Gallinari in quel di L.A il 20 novembre 2010). Ci è voluto tempo, ma dopo un mesetto ha trovato feeling con il Barone, aspetto da non sottovalutare, che gli ha consentito di alzare ancor di più il volume della radio. In difesa fa il buono e il cattivo tempo e con le doti atletiche che ha potrebbe tirar giù una media di 3/4 stoppate ad uscita.

Non sono tutte rose e fiori, arriviamo ai difetti di Griffin, Il problema evidente è il tiro; una meccanica poco fluida con un rilascio della palla non dei migliori, questa pecca (la stessa di Stoudemire ad inizio carriera) fa si chele difese  gli concedano il tiro da 4/5 metri e lo si aspettino dentro l’area, costringendo Griffin o a scaricarla fuori il quale a sua volta costringe Baron Davis o Eric Gordon a ricostruire l’azione con pochi secondi sul cronometro.

Tutto bello per carità ma apriamo la parentesi sulla squadra in cui gioca: il record dei Clippers (20-35) è si migliore rispetto agli altri anni, però è sempre sotto il 50% e lontano parecchio da quei Playoffs che ai cugini dei Lakers mancano dall’annata 2005/06.  La stagione è ancora lunga ma c’è Eric Gordon K.O per quasi un mese, le voci di trade (ultime su Mayo) sono sempre vive e i Clips sappiamo bene che dirigenza hanno…

Tornando a Blake, l’anagrafe dice 21 anni e quindi c’è il tempo per lavorarci ed aggiustare questa lacuna, Phil Jackson che ne ha visti tanti si è lasciato andare dicendo: “Griffin assomiglia molto al primo Stoudemire, molto fisico ed energia, spero per lui che possa divenire come l’attuale Stoudemire”, se Blakezilla acquisisse davvero il tiro di STAT, SE (notare lo stampatello) i Clippers dovessero mettere su una squadra da Playoffs, come disse Stan Van Gundy ai tempi sulla questione MVP: “Non state li a fare calcoli, per 5/6 anni ce lo avete già” ed era riferito a LeBron James e a proposito di LBJ, se quel 9 di luglio 2010 se ne fosse uscito con: “I bring my talent to Santa Barbara ad I enjoy with the Clippers”, dove e cosa sarebbero i cugini dei Lakers adesso?

Francescomatteo Bertoli

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

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