Spurs-Lakers 83-99

Basta un quarto ai campioni in carica per archiviare la miglior squadra NBA del momento; per gli Spurs tutto storto sin dalla palla a due mentre per i Lakers ottima prestazione complessiva con Bynum e Gasol dominatori dell’area.

San Antonio Spurs – Los Angeles Lakers 83-99 (13-34; 37-65; 52-81)

Spurs: Jefferson 1, Duncan 2, Blair 6 (12 rimb), Ginobili 6, Parker 14, Anderson 5, Bonner 3, Hill 14, McDyess 4, Neal 15, Novak 9, Splitter 4
All. Popovich

Lakers: Artest 8, Gasol 19, Bryant 26, Bynum 4 (17 rimb), Fisher 8, Barnes 5, Blake, Brown 12, Odom 15, Walton, Caracter, Smith.
All. Jackson

Top performance:
Rimbalzi: Bynum 17 (6 off, LAL)
Assist: Odom 6 (LAL)
Recuperi: Artest 2 (LAL)
Palle perse: Hill 4 (SAS)
Stoppate: Bynum 3 (LAL)

Mvp: Pau Gasol (LAL), 19 punti (7/12, 1/2, 4/4), 6 rimbalzi (1 off), 4 assist, 1 recupero, 2 perse, 1 stop.

Cronaca:
Nella prima metà di primo quarto sono i Lakers a guidare (8-12) anche se la partita è equilibrata con Parker che crea sempre panico alla difesa Lakers ad ogni sua entrata e Andrew Bynum assoluto dominatore del pitturato con 5 rimbalzi e 2 stoppate.
Spurs che entrano in black-out nella seconda metà di periodo, troppo fallosi con attacchi statici e i giallo-viola non perdonano: break di 10-2 con la tripla di Artest che sigla il massimo vantaggio sul 10-22 a 4’41”. La situazione non cambia ma precipita in casa San Antonio dove non segna più nessuno, Shannon Brown piazza 4 punti filati, Gasol segna sulla il jumper sirena dei 24” e a 1’ dalla sirena L.A è già sul +21 (13-34), punteggio che terrà fino alla fine del quarto. Per San Antonio 6/22 dal campo e 8 rimbalzi contro il 15/25 dei Lakers e ben 17 rimbalzi (Bynum 8).

Secondo quarto che vede i Lakers allungare addirittura sul +24 (20-44) con la tripla di Matt Barnes, San Antonio sta vivendo quello che ha fatto patire ai Miami Heat venerdì: va tutto storto e agli altri entra tutto.
A confermare il trand tragico dei texani ci pensa Pau Gasol: 14 punti, 6/7 dal campo e con un gioco da 3 punti firma il nuovo massimo vantaggio sul +27 (24-51) a 6’37”.
Si scalda l’ambiente a 2’54” quando Ginobili e Kobe si scambiano qualche parolina e gomitata di troppo, ma niente sanzioni arbitrali con Ron Artest che corre subito a separare il suo leader. Dopo il time-out il “Black Mamba” si vendica col fade-away (forzatissimo) del 34-60.
Il primo tempo si chiude con “il venerabile Maestro” che dall’angolo piazza la bomba (assist Gasol) del +29 (36-65), dalla lunetta Tony Paker alleverà la pena per il -28, 37-65 Lakers.

Un po’ di numeri: top-scorer del match un silenzioso Kobe Bryant con 17 punti (8/16 dal campo), Gasol un chirurgo con 15 punti (6/8 dal campo), per gli Spurs si salva solo Tony Parker con 12 punti (5/10 dal campo). A rimbalzo non c’è partita: 28 rimbalzi (10 offensivi) per gli uomini di Jackson contro i 20 (9 offensivi) dei padroni di casa.

Andrew Bynum apre il 3° quarto con la schiacciata che sigla il “game over” sul +30 (37-67), Ron Artest si rende simpatico al pubblico texano andando addosso ad un tifoso nel cercare di recuperare una palla: per il “povero” tifoso in prima fila doccia di caffè e carezza di Ron per scusa.
Il terzo quarto si chiude sul 52-81 Lakers con Kobe che chiude la sua partita con un quarto di anticipo a quota 24 punti. Negli Spurs doppia-cifra per l’unico che sta provando a combinare qualcosa, George Hill (12 punti).

Il quarto periodo è puro garbage time con entrambe le franchigie che mandano in campo le rispettive riserve, San Antonio tira fuori l’orgoglio con Blair e Splitter per “accorciare” sul -22 (65-87) a metà frazione. A sorpresa Phil Jackson rimette Bryant sul parquet a 4’55” dalla sirena finale, giusto il tempo per un jumper a segno contro il povero Novak. Padroni di casa che evitano l’umiliazione riuscendo ad arrivare sul -16 (81-97) con la tripla di Novak 1’14”.

Dunque i Los Angeles Lakers espugnano l’AT&T Center di San Antonio dove gli Spurs erano imbattuti da 22 partite consecutive; partita mai giocata dagli uomini di coach Popovich che non ha avuto niente dai perni del quintetti base come Manu Ginobili (6 punti con 3/10 dal campo), per il coach Zen tutto sulla retta via (47% dal campo) e successo consecutivo numero 7.

F.M.B

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B