El Diablo (Parte seconda)

Ecco la seconda parte del doppio focus sull’asso argentino degli Spurs: gli ultimi due anni, i numeri con i continui infortuni, la leadership e le parole di un grande del passato come Bill Russell.

EL DIABLO (PRIMA PARTE)

Il 2010 non è un anno facile per Manu, che porta con sé tutti i dubbi e le paure di una stagione d’infortuni e sconfitte. Ai suoi compagni non va meglio: San Antonio è una squadra vecchia, stanca; manca un vero centro da affiancare a Tim Duncan, il vecchio leader che ha imboccato il viale del tramonto; molti dei vecchi eccellenti – Finley, Bowen, Horry, Oberto- si sono ritirati, sul perimetro il solo Parker non può bastare. Con queste premesse non poteva che arrivare la peggiore partenza dell’era Duncan: 9 vinte e 9 perse, tanti dubbi.

Ma ancora una volta l’argentino stupisce tutti.

Dopo una prima parte di stagione passata a riprendere confidenza con se stesso ed il suo gioco, Manu esplode dopo la pausa dell’All Star Weekend, i numeri sono quelli dei tempi d’oro: 21.4 punti 5.6 assist e 4.2 rimbalzi di media. Di nuovo trascinata dal carisma dell’ex virtussino San Antonio risolleva la testa e vince 21 delle ultime 31 partite, agguantando i playoffs. Pur senza il fattore campo, gli Spurs riescono ad avere la meglio degli storici rivali texani capitanati da Dirk Nowitzki in sei intense e combattute partite.

Ma al destino, si sa, non manca il senso dell’ironia.

Dopo essersi finalmente vendicati dei Mavericks, che li avevano eliminati dai Playoff nel 2006 e nel 2010, la squadra guidata da coach Popovich viene sconfitta dai Phoenix Suns, che proprio negli Spurs vedevano la loro nemesi, dopo essere stati da loro battuti nel 2005, 2007 e 2008.

Mentre vi scriviamo infatti San Antonio veleggia verso i Playoffs 2011 con il miglior record della NBA; con gli uomini chiave finalmente in salute (toccando ferro il recente infortunio di Manu non dovrebbe impedirgli la partecipazione alla post-season, ndr) riposati da un’estate senza competizioni internazionali, gli Spurs hanno imposto il loro dominio con un ritmo che nessuno ha saputo reggere. Se l’anno scorso al giro di boa San Antonio era 25-16, quest’anno a metà stagione gli Speroni contavano 35 vittorie e 6 sconfitte, in media per eguagliare il record assoluto dei Bulls del 1996. Tutto questo grazie alla maturazione dei rookie Hill e Blair e ad una panchina più giovane e profonda grazie all’aggiunta di giocatori come Neal, Splitter, Anderson. Il tutto (ma c’è ancora bisogno di dirlo?!) sotto la guida dell’argentino con la casacca numero 20. Con Duncan probabilmente alla sua ultima stagione il suo possesso della squadra è totale, come direbbe Buffa:
“…fra poco costringerà a parlare in argentino i compagni…! Perché che cos’altro gli resta da conquistare???”

È Manu che detta tempi e angoli dei Pick and Roll, Manu che ispira e carica pubblico e compagni, Manu che a volte si prende il lusso di disegnare schemi durante i time-out.
Anche Popovich, che forte della sua istruzione militare nei primi anni impazziva in panchina alle giravolte di Ginobili, ha dovuto ammettere: “Nel tempo, se hai mezzo cervello vedi il successo che Manu porta in una squadra e impari a startene zitto e a lasciarlo giocare”.

E non possiamo non chiudere in bellezza se non con le parole di Mr.MVp Bill Russell il quale, in merito a chi potrà decidere l’anello 2010/11, ha dichiarato che ci sono 4 giocatori: Kobe Bryant, LeBron James, Kevin Garnett e…El Diablo”

Michele Francesco Venturini

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B