Heat – Mavericks 95-105 MAVERICKS CHAMPIONS

I Dallas Mavericks si laureano campioni Nba per la prima volta nella loro storia, sbancando per la seconda volta in questa serie l’american Arlines Arena, grazie ai 27 punti di Jason Terry e ai soliti 21 di Dirk Nowitzki. Ai Miami Heat sono mancati i loro leader, soprattutto Lebron James.

NBA FINALS 2011

Miami Heat – Dallas Mavericks 95-105 (27-32; 51-53; 72-81) [DALLAS MAVERICKS WORLD CHAMPIONS 4-2]

Heat: James 21, Bosh 19, Wade 17, Chalmers 18, Anthony, Haslem 11, Miller, Howard , House 9
All. Spoelstra

Mavericks: Nowitzki 21 (11 rimb), Terry 27, Chandler 5, Stevenson 9, Kidd 9, Barea 15, Cardinal 3, Mahinmi
All. Carlisle

Top performance:
Rimbalzi: Nowitzki 11 (DAL)
Assist: Kidd 8 (DAL)
Recuperi: Chalmers 3 (MIA)
Palle perse: James 6 (MIA)
Stoppate: Wade 2 (MIA)

MVP: Terry (DAL) 27 punti (11/16, 3/7, 2/4), 3 rimb, 2 ass, 2 rec, 3 per

Cronaca:

Le Nba Finals tornano a Miami, i Dallas Mavericks hanno a disposizione il primo match Ball sulla racchetta per concludere la serie e per gli Heat la gara del non ritorno. James dopo le numerose critiche dovrà assolutamente riscattarsi non si può permettere di non trascinare i suoi di fronte al suo pubblico, per Miami il punto interrogativo Dwyane Wade dopo il brutto scontro con Brian Cardinal in gara-5, chissà in quali condizioni sarà. I Texani dovranno assolutamente cercare di portare a casa l’anello, perché una gara-7 di finali fuori casa non è mai bello affrontarla, per eventuali conferme chiedere ai Celtics e ai Pistons.

Il riscatto annunciato da Lebron e compagni sembra arrivare subito, Spoelstra cambia il quintetto titolare con Chalmers al posto di Bibby e la partenza è lanciatissima per tutte e due le squadre, da una parte i “Three Kings” i quali battono un po’ troppo facilmente la difesa di Dallas, dall’altra è sempre il solito J.J. Barea a creare il panico in area Heat; a metà quarto il punteggio dice 22-15 Miami. Con Dirk Nowitzki fuori per due falli, i Mavs tornano a contatto grazie a Jason Terry, vanno in vantaggio con una tripla di Brian Cardinal e volano sul +8 a 25” con un altro tiro dai 7,25 di Deshawn Stevenson (24-38). Miami è completamente in Black out sia in attacco che in difesa, nonostante i due lunghi avversari siano gli ultimi delle rotazione (due falli precoci anche per Tyson Chandler), una tripla di Eddi House (primi punti e primi minuti nella serie) sistema il risultato sul 27-32 per i Mavs.

Il secondo quarto prosegue sullo stesso filo del primo, la reattività dei Texani è quadrupla rispetto a quella dei Miami Heat. Stevenson piazza altre due bombe terrificanti e i Mavs scappano sul +12 tutto questo arriva con Nowitzki con 1/4 dal campo. Spolstra per cercare la rimonta passa al quintetto piccolo con Lebron fuori, e Miami piazza un parzialone di 14-0 aperto e chiuso da due triple di House; subito dopo la tripla di House, Stevenson provoca Haslem e succede un piccolo screzio che non produce null’altro che qualche tecnico.Un Terry letteralmente infuocato da solo con una paio di triple delle sue ferma l’emorragia e riporta in vantaggio i suoi; all’intervallo il tabellone recita 51-53.

Un po’ di numeri: Le percentuali di Dirk Nowitzki sono inquietanti tira 1/12 dal campo con soli 3 punti a referto e -10 di plus/minus, la cosa curiosa è che la maggior parte di quei tiri presi lui di solito li segna ad occhi chiusi, di certo peggio di così non può fare occhio al quarto periodo quindi. Per i Dallas Mavericks, che tirano 7/14 da tre, un nome su tutti, Jason Terry, 19 punti con 8/10 dal campo, tra cui 3/5 al tiro da tre punti, se Dirk non è in serata è lui il vero trascinatore della sua squadra. Spoelstra ha letteralmente rispolverato Eddi House il quale ha dato ossigeno puro agli Heat con 3/3 nelle triple; Mario Chalmers conferma il suo buono impatto in questa serie, per lui 7 punti e un +10 di plus/minus. Il “prescelto” non riesce a venire a capo di questa serie e continua a non essere un fattore decisivo per i suoi Miami Heat nonostante sia il miglior marcatore con 11 punti, ma ha un -15 di plus/minus lacerante. Questi due ultimi periodi possono essere gli ultimi della stagione, i dati contano poco nulla e la palla ora sarà parecchio bollente soprattutto nella mani dei Miami Heat.

Le squadre rientrano dagli spogliatoi e il ritmo infernale della gara quando c’è Barea in campo non tende a cessare, Nowitzki inizia come previsto a segnare i suoi tiri e i Mavs firmano un parziale di 8-0 andando sul +7 (57-63 con 9’ da giocare prima dell’ultimo riposo). Chandler commette terzo e quarto fallo in rapida successione, Carlisle è costretto ad affidarsi come in finale di primo tempo a Ian Mahinmi e Brain Cardinal, sembra la situazione ideale per Miami per tornare in partita, ma arrivano fino al -3, poi Jason Kidd con una tripla senza senso e proprio Mahinmi dalla media sulla sirena ricacciano sul -9 Wade e compagni; a fine terzo quarto il punteggio è 72-81.

Alla ripresa del gioco Wade e Chalmers sembrano scuotere tutto l’American Arlines Arena riportando ad una distanza ragionevole la propria squadra, ma Barea spegne l’entusiasmo con una tripla folle, poi Terry ridà gas ai suoi e ancora Barea con un lay-up forzato ricaccia a -12 gli Heat. James e Wade sono in visibile difficoltà, ci prova Bosh che con un canestro e fallo e riporta i suoi a -7, ma dall’altra parte ci pensa Nowitzki come prevedibile a mettere un paio di canestri dalla media e i Mavs tornano sul +10 e sono a 3’ dalla vittoria finale. L’attacco Heat è in confusione totale, James sembra svegliarsi troppo tardi con una tripla, ma Terry e Nowitzki non si fermano più, con 1’ da giocare i Mavs sono avanti 92-101. Miami riconosce la sconfitta anzi tempo e i Dallas Mavericks vincono 95-105 e sono campioni del mondo per la prima volta nella loro storia.

Il momento della vendetta è arrivato per Mark Cuban, finalmente i suoi Dallas Mavericks portano a casa il tanto e sperato anello dopo quel 2006 incredibile, completamente meritato. Dopo dei playoff fantastici, dopo lo sweep contro i Los Angeles Lakers nonché i campioni in carica, dopo aver battuto con quella facilità Oklahoma, i Mavs hanno dimostrato di non essere quei perdenti che tutti credevano che fossero. E’ l’anello soprattutto di Dirk Nowitziki, il quale vince l’mvp con 21 punti e 11 rimbalzi di media, che nella serata più difficile per lui (21 punti con 9/27 dal campo), ha segnato i canestri che hanno letteralmente ammazzato la partita e la serie. E’ l’anello dei tre piccoli: in primis Jason Terry, miglior marcatore di stasera con 27 punti, il quale ha cambiato letteralmente la serie dopo la brutta prestazione di gara-3, mostrando tutto il suo potenziale. Come non passare da J.J. Barea (15 punti), anche stasera ha messo in crisi con le sue scorribande la difesa Heat, con lui in campo ogni partita della serie è letteralmente cambiata. Per chiudere con Jason Kidd (9 punti e 8 assist) che finalmente a 38 anni vince questo meritato anello, grazie alla sua diabolica difesa, alle sue triple letali, le quali hanno segnato sia gara 5 che quella di stanotte. Infine è l’anello di coach Rick Carlisle che da sfavorito ha avuto coraggio nel prendere scelte importanti come quelle di stasera su chi affidarsi al posto di Chandler, ha saputo porre i rimedi giusti contro questi Heat che dopo gara-1 sembravano difficilmente battibili, ha saputo cambiare il quintetto titolare dopo gara-3, proprio con il portoricano al posto di Stevenson, ha vinto anche con la sua difesa a zona oltre che con l’attacco scintillante dei tre piccoli. Per Miami una brutta sconfitta in cui hanno pesato i tantissimi e sanguinosi errori ai liberi (20/33), ma soprattutto dopo una difesa straordinaria messa in atto in tutti i playoffs, sono stati letteralmente battuti proprio in difesa. Con una gara-6 con le spalle al muro avrebbero dovuto entrare in campo con il fumo negli occhi, lottare su ogni pallone, invece sono stati sovrastati dalla voglia dei Mavs di chiuderla subito, di palle vaganti non ne hanno presa una, questi sono segnali, segnali di sconfitta, sicuramente questi Miami Heat non sono ancora pronti per il titolo. Dwyane Wade ha fatto quello che ha potuto, solite giocate straordinarie sia in difesa che in attacco, ma quando la sua squadra era vicina agli avversari nel punteggio, lui ha forzato troppo le conclusioni sbagliandole e nel momento decisivo non ha risposto alle cannonate Mavericks. Onore a Super Mario Chalmers che ci ha messo tutto in difesa e in attacco, ma non è bastato alla causa dei “Trhee Kings”. Per Lebron James (21 punti e 6 palle perse) un’altra prestazione incolore, stavolta da chi l’ha visto, negli ultimi minuti a partita abbondantemente chiusa ha segnato un tiro da tre quasi ironico, ma poi il nulla per tutta la gara, avrà un’altra estate a cui pensare, e sarà un’estate parecchio lunga.

Nicolò Paterini

Nico P

Nico P

Appassionato di ogni tipo di sport, con il basket a svettare nella sua classifica, tifo Lakers e Broncos con la preferenza sempre verso la squadra più debole. Nickname: Nico P