Il volo del Jet

20 giugno 2006, American Arlines Center Miami, Jason Terry stampa sul ferro il tiro della possibile vittoria e di conseguenza la possibilità di portare le NBA Finals a gara 6, consegnando il titolo ai Miami Heat di Dwyane Wade. Da quel momento “The Jet” e i suoi Dallas Mavericks si sono sgretolati piano piano, anno dopo anno, dando l’idea di essere una squadra incompiuta. L’anno successivo dopo aver dominato la regular season con un record di 67-15, dove sembrava che non ci furono strascichi delle finali dell’anno precedente, i Mavs affrontano al primo turno i Golden State Warriors, sarebbe dovuta essere una pratica veloce da sbrigare, invece i texani crollano perdendo la serie 4-2. Ai Mavericks sono piovute critiche pesanti soprattutto a Terry il quale ebbe un inquietante 39/92 dal campo, troppo poco se sei la seconda punta della squadra.

Dopo quei due anni poco fortunati, Mark Cuban decide di portare a Dallas il 36enne Jason Kidd, cosicché può dare a Terry un altro ruolo, quello di sesto uomo. Nel 2009 infatti l’ex Hawks vince il premio di sesto uomo dell’anno, un lusso che nessuno si può permettere, avere un giocatore di questo calibro che esce dalla panchina e grazie alle sue accelerazioni cambia letteralmente le partite. Questo non basta ai Mavs infatti, nonostante le vittorie che arrivano sempre a quota 50 (per tre anni di fila) ai Playoffs cadono sempre malamente, non arrivando più avanti del secondo turno.

Quest’anno le cose sembravano andare come gli anni precedenti, solite 50 e passa vittorie in regular season, terzo miglior record ad ovest, e pronti ad uscire contro i Los Angeles Lakers al secondo turno di playoffs. Proprio contro i campioni in carica arriva questa inversione di tendenza, i Mavs mostrano segni di solidità in difesa e la mano non trema in attacco, le quattro gare sono a senso unico. Oltre alle solite prestazioni fantastiche di Nowitzki, Terry spacca letteralmente la difesa dei Lakers, che insieme a J.J Barea hanno fatto impazzire completamente Bryant e compagni; “The Jet” inoltre in gara-4 chiude definitivamente i giochi con 32 punti eguagliando il record di triple segnate (9/10 dall’arco) da un singolo giocatore in una partita di post season, lanciando a questo punto verso il titolo i suoi Mavs. Nella serie contro Oklahoma, Terry si prende qualche gara di pausa, e se lo può permettere visto che il tedesco è incontenibile per i Thunder.

Subito dopo la vittoria con i Los Angeles Lakers e vista la vittoria dei Miami Heat sui Boston Celtics ad Est, tutti i tifosi Mavs hanno pensato alla vendetta contro Dwyane Wade e compagni, ma chi non di più proprio di Jason Terry che in quelle finali sparì nel momento decisivo, ebbene il momento della vendetta è arrivato e “The Jet” non può lasciarselo sfuggire. Arriviamo così alle Finals dove i “Three Kings” di Miami non sembrano immarcabili per la difesa Mavs, e gara 1 la vincono gli Heat abbastanza facilmente, in gara 2 Miami va sul +15, e dopo un time-out Terry segna 4 punti filati di una difficoltà incredibile e da al via alla rimonta vincente completata da Dirk Nowitzki, anche se a pochi secondi dalla fine sul +3 Mavs, Terry si rende protagonista di un clamoroso Black-out difensivo, sulla rimessa da metà campo si addormenta completamente e lascia libero Mario Chalmers che punisce da tre punti pareggiando i conti; brutto errore che in una finale NBA non si può commettere.

Nella gara successiva la spunta ancora Miami e la serie sembra essere indirizzata proprio ad est, anche gara-4 sembra proseguire sulla stessa lunghezza d’onda della terza, ma proprio nel momento di massima difficoltà per Dallas, sul -9 ad inizio ultimo quarto, proprio Terry come in gara-2 si prende la squadra sulle spalle e la porta fino al vantaggio con le sue accelleraioni immarcabili anche per LeBron James. In gara 5 sul -3, Terry senza paura, senza tremare, segna la tripla della parità, per poi chiudere successivamente la gara con un altro tiro dai 7,25 metri. Con la possibilità di chiudere la serie subito in gara-6 a Miami, nella partita più importante della stagione, Jason Terry segna 27 punti con 11/16 dal campo, risultando incontenibile, e i Dallas Mavericks vincono il primo titolo della loro storia.

Tutti quei demoni che sono apparsi nelle partite successive a quelle finali 2006, sono definitivamente scacciati, a 34 anni Terry vince quel titolo che si era tatuato sul bicipite sinistro ad inizio anno, quasi a voler sfidare il dio del basket. Con 18 punti di media è il secondo miglior giocatore delle finali dopo Dirk Nowitzki, ma è sicuramente stato lui con la sua rapidità con i suoi tiri ad aver cambiato la storia della serie, ed a mio modo di vedere è stato lui il miglior giocatore delle ultime tre gare della stagione. Come tutta la sua squadra era definito un perdente, ma questi playoffs e queste finali le ha giocate con una sicurezza impressionante, con una consapevolezza di se stesso mai vista prima, ha completamente zittito tutte le critiche che gli sono arrivate.

In quell’American Arlines Arena, il mondo gli era crollato addosso, l’inizio della fine, ora sempre nella stessa arena, a 5 anni di distanza “The Jet” è tornato a volare, sta volta come non aveva mai fatto in vita sua.

Niccolò Paterini

Nico P

Appassionato di ogni tipo di sport, con il basket a svettare nella sua classifica, tifo Lakers e Broncos con la preferenza sempre verso la squadra più debole. Nickname: Nico P

  • Valentino

    Grandissimo Jason, sono contentissimo per la tua vittoria!