La lettera di Fisher ai giocatori

Nella giornata di ieri i giocatori si riunivano a Las Vegas per discutere dopo il fallimentare meeting di martedì; in merito a questo incontro il presidente Derek Fisher ha voluto scrivere una lettera proprio ai giocatori per chiarire la situazione e dimostrare, anche fuori dal campo, la sua leadership e voglia di non mollare, mettendosi per primo in gioco, ecco alcuni stralci della lettera, tra i quali il famoso piano degli agenti:

“Sono stato eletto come presidente. Da voi. Per voi. Sono molto orgoglioso e onorato di servire gli oltre 400 membri della nostra associazione. Io e il nostro Comitato Esecutivo non accettiamo un accordo ingiusto a nome vostro ed i nostri giocatori.”

“Ho messo in chiaro, voglio giocare. I tifosi desiderano che il loro basket. Le migliaia di dipendenti che lavorano nelle arene, le biglietterie,vogliono una stagione. Noi tutti vogliamo tornare a lavorare.”

“Io continuerò ad impegnarmi per trovare una soluzione a questo, perché so quanto questo sia importante. Vi chiedo di restare uniti con me e più di 400 i vostri alleati, amici, fratelli e colleghi. Siamo un gruppo di potenti se rimaniamo uniti e concentrati sul compito riusciremo a venirne a capo.”

“Io lavoro ogni giorno su queste trattative. Io lavoro in modo che ogni giocatore da Blake Griffin a Tyler Hansbrough, Pau Gasol a DeAndre Jordan, Dwight Howard a Jrue Holiday, Taj Gibson di Danny Granger, Steve Nash a Luke Babbit e ogni singolo giocatore possa ottenere un accordo equo e ragionevole. Non solo per questo anno, non solo per l’anno prossimo, ma per gli anni a venire. In modo che il campionato che NOI giocatori in gran parte contribuiamo a costruire, continui a crescere e prosperare”.

“La perdita di certificazione sembra essere un tema caldo pulsante oggi nei media. Quindi mi piacerebbe affrontarlo; ho letto le storie di ieri riguardanti il l’idea di questi agenti. Mi son messo io stesso a disposizione di ogni agente. Se sono così preoccupati per la direzione del sindacato, allora perché non hanno mi hanno contattato? Sono qui per questo!”

“In realtà è stato uno spartiacque fondamentale (si rivolge all’incontro di martedì, ndr) tra i proprietari internamente. Non essere d’accordo tra di loro su punti specifici della transazione e quindi causato conflitto all’interno della Lega e dei suoi proprietari. Mi auguro che nella loro riunione di stasera a Dallas possano trovare un accordo.”

“Esorto ciascuno di voi a chiamarmi, sms, e-mail con qualsiasi cosa. Un’idea, un suggerimento, una preoccupazione, una domanda. Io vi rappresento. Io lavoro per voi.
Quindi, per ogni giocatore, ogni fan, ogni agente, ogni membro dei media che finisce la lettura di questa lettera … io sono dietro a questo messaggio.”

“Viene da me, un veterano di 15 anni di pallacanestro, il gioco che  ho sognato di giocare da bambino, quel gioco che amo tanto. Sono un compagno di squadra, sono un padre, sono un figlio, sono un marito, sono un fratello, ma in questo momento, devo lavorare così duramente per l’onore di essere il presidente dell’AP (Associazione Giocatori, ndr). E chiedo a ciascuno di voi a stare con me, sollecitare il campionato ed i proprietari di incontrarsi e permettere il gioco del basket di continuare a crescere e prosperare. Siamo pronti.”
Cordiali saluti
Derek

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F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • jeemee

    certo la traduzione della lettera l’avete fatta con il traduttore di google

  • Hai ragione e vi chiedo scusa; l’articolo è stato postato di fretta e sono rimaste delle imprecisioni nel testo dovute alla traduzione automatica del computer. Stiamo provvedendo a sistemarlo! Ci scusiamo per il disagio ma abbiamo preferito postarlo appena letto cosicché voi poetavate leggero al posto che postarlo in tarda ora o addirittura domani