Drazen il conquistatore

E’ mercoledì quando il direttore mi contatta dicendomi che voleva un pezzo su una leggenda della pallacanestro mondiale per l’inaugurazione del “nuovo” sito.

Petrovic

Michael Jordan? Larry Bird? Magic? Robertson?

No.

La cosa che può stupir qualcuno è che parlo di un uno slavo, per meglio dire, un Croato che ha scritto prima la storia della pallacanestro europea e poi quella mondiale spalancando col suo talento le porte dell’NBA agli europei…

Sto parlando del Mozart dei canestri così soprannominato perché il suo basket era musica che da sola riempiva un arena, chiamato anche il Maradona dei Balcani perché da solo poteva cambiar le sorti non solo di una semplice partita ma di tutta una stagione.

Drazen Petrovic

Già alla ribalta a 15 anni in patria e a 16 in Europa, le stigmate son quelle del predestinato che in breve domina il vecchio continente, nominato all’unanime come il miglior giocatore europeo.

Con il suo onerossimo passaggio dal Cibona Zagabria al Real Madrid, Drazen capisce che non può “limitarsi” a dominare e vincere tutto in Europa quindi decide di compiere il grande passo: NBA, in un periodo dove i bianchi ed europei non erano ben visti tanto che si contavano sulle dita di una mano, ecco le sue prime parole al Sport Illustraded: “”In Europa sono il più forte e ho vinto tutto. Non mi interessa continuare a vincere e a collezionare coppe. Cerco altre sfide e voglio dimostrare di poter giocare anche nell’Nba”.

Se vuoi essere il migliore devi sfidarti con i migliori

Viene scelto a Draft del 1989 dai Portland Trail Blazers dove, oltre la competizione quotidiana con Clyde Drexler, non trova molto spazio (arriverà alle Finals perdendo da Detroit 4-1) e chiuederà con una media di 7.6 punti e 12.6 minuti.
La svolta arriva nel 1991 quando sbarca a New Jersey e i numeri parlano chiaro: 20,3 punti di media col 51% dal campo, numeri che gli varranno per la nomina nel 3° miglior quintetto NBA a fine anno (secondo non americano a riuscirci).

Un vero duro, mai polemico ma pronto a rispondere sul campo alle critiche e alle provocazioni, epici i 44 punti segnati contro gli Houston Rockets in risposta alla frase di Vernon Maxwell: “Deve ancora nascere un europeo bianco che mi faccia le scarpe”.

Vedere per credere

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Petrovic era un giocatore completissimo e concreto, non faceva troppe giocate fini a se stesse, poche schiacciate, era una vera ed autentica bocca da fuoco (specie da 3 e con percentuali imbarazzanti) in grado anche di smistare assist da vero playmaker “made in USA”.

Poesia in movimento

Da bravo Slavo metteva sempre la nazionale al primo posto, prima la ex Jugoslavia e poi, dopo la scissione, la Croazia con la quale conquistò l’argento alle famose Olimpiadi di Barcellona 1992. Nel documentario “Once a Friends” realizzato dalla ESPN, Vlade Divac ancora oggi non si da pace chiedendosi cosa sarebbe successo e a sfidare il “Dream Team” ci fosse stata la Jugoslavia al completo.

Proprio l’attaccamento alla sua nazionale lo strappò hai canestri e alla pallacanestro mondiale, dopo una partita di qualificazione del 1993 (Vs la Slovenia dove segnò 30 punti), Drazen Petrovic scelse di non andare in aereo con i compagni…morì in un incidente stradale, era il 7 giugno.

In Croazia il 7 giugno è considerato come giorno di lutto nazionale, per rendergli omaggio l’NBA lo introdusse nella “Hall Of Fame” nella classe 2002, Michael Jordan rimase stupefatto ai tempi, dicendo che non aveva mai visto una personalità così vincente su un campo NBA.

Ad oggi quando si pensa ad un giocatore bianco che ha dominato l’NBA si pensa subito a Larry “Legend” Bird, adesso Dirk Nowitzki ha (meritatamente) i riflettori addosso dopo l’anello conquistato la scorsa stagione, ma in quella dura ma superlativa NBA dei primi anni 90, quello che ha fatto Drazen…come direbbero gli americani: PRICELESS!

di Goffredo Caravita

Con questo post abbiamo voluto inaugurare il nuovo layout di NBA-Evolution, il quale non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di TheNorba, un caro amico e un mago dell’HTML.

Il direttore F.M.B

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili

Nickname: Adrien

  • MFVenturini

    Molto bello…
    Toccante come sempre il ricordo della vicenda jugoslava e della sua prematura scomparsa… Bravi!