C’era una volta UCLA…

Dopo Westbrook e Love UCLA non ha più sfornato talenti e viaggia in cattive acque.

C’erano una volta i tempi in cui UCLA dominava in lungo e largo i campi del college basketball, era il 1995 quando i bruins vincevano l’ultimo titolo nazionale con Jim Harrick in panchina in quella che fu il secondo periodo d’oro dopo l’era Wooden, da UCLA ogni anno uscivano per salire in NBA e fare la differenza come nei primi anni 2000 con Jason Kapono, Matt Barnes e Baron Davis.

Furono il fiore all’occhiello di un programma che da qualche tempo a questa parte non riesce a formare più atleti degni di fare la differenza a eccezione di Russel Westbrook e Kevin Love nell’ormai cestisticamente “lontano” 2008 e guarda caso quella fu l’ultima stagione importante per la squadra di Los Angeles (chiuse l’anno con il 90% di vittorie con K.O alle Final 4).

Da quel Aprile del 2008 sembra essere successo qualcosa che non fa funzionare più bene i gloriosi meccanismi di gioco dei gialloblù, nessun talento è più riuscito ad emergere dal roster dei Buins e negli ultimi 5 anni solo pochi giocatori hanno fatto il grande passo. Al momento sembra di vedere una squadra in attesa di qualcosa o qualcuno che ne risollevi le sorti, da 3 stagioni le “march madness” tanto amate dai tifosi si sono ridotte a una manciata di partite, uscendo sia nel 2009 che lo scorso anno ai 32esimi, la stagione 2010 è stata una delle peggiori degli ultimi anni quando non riuscirono ad arrivare al torneo finale.

Ora il roster è povero di talento e il miglior giocatore è Reeves Nelson (13.0 punti e 8.0 rimbalzi) al 3° anno e su cui non si può costruire un futuro per la squadra, i 4 freshman reclutati quest’anno sono tutte guardie e ancora non hanno visto il campo ad eccezione di Norman Powell che nelle due prime disastrose partite ha messo insieme 37 minuti con scarsi risultati, la squadra soffre l’assenza di un leader carismatico, sta perdendo fiducia nei propri mezzi e le due sconfitte rimediate contro due squadre mediocri come Loyola Marymount e Middle Tennessee rappresentano un campanello d’allarme per una squadra che, solo pochi giorni fa, era stata inserita fra le migliori 25 del campionato, urgono miglioramenti in tutti i reparti, i tifosi abituati alla gloriosa storia dei Bruins meritano di più di una apparizione ai playoff.

S.Bei

Sono di Rieti e ho una passione viscerale per il college basketball. Il mio giocatore preferito è Doug McDermott, non seguo particolarmente le vicende dei top team ma mi piace scovare giocatori promettenti nelle cosidette Mid-Major perchè a trovare il fenomeno a Kentucky, Duke o Louisville sono capaci tutti…il bello è trovarli dove non guarda nessuno! Nickname: Ste