Look Around: Eastern Conference!

Anche quest’anno NBA Evolution tenta la sorte con gli immancabili pronostici con il nostro personalissimo ranking.

 

1) Miami Heat: i finalisti dello scorso anno non possono non essere la franchigia numero 1 ad Est. La presenza delle tre stelle Wade, James e Bosh con un anno in più di esperienza, il mantenimento a grandi linee del roster della scorsa stagione (ritiro di Ilgauskas a parte), l’arrivo di un veterano capace di fare spogliatoio come Shane Battier sono abbondanti garanzie. Unico neo, la mancanza di un playmaker di riferimento: Chalmers e il rookie Cole non danno grandi garanzie, ma possibilità per rimediare ce ne sono ancora. Una curiosità: evidentemente a Miami hanno un surplus di hot dog da smaltire… sennò come lo spiegate l’arrivo di Eddie Curry alla corte di coach Spoelstra?

2) Chicago Bulls: una delle grandi sorprese dello scorso anno, è attesa ad una conferma ai piani superiori. Come per gli Heat anche per Rose e compagni la cosa migliore per rimanere al vertice della Eastern è il non aver effettuato grossi stravolgimenti nel roster. I Bulls hanno firmato un veterano dal carattere forte come Rip Hamilton in uscita da Detroit, starà a coach Thibodeau far in modo che diventi un’addizione e non un problema per la compagine dell’Illinois.

3) New York Knicks: verrebbe da dire ultima chiamata per coach D’Antoni. I Knicks hanno costruito finalmente quella squadra competitiva, per ambire almeno alla finale di conference, sin dall’inizio della stagione. La ciliegina finale, pur con qualche dubbio sulla tenuta fisica, è stato l’arrivo di uno dei grandi protagonisti del titolo dei Mavs, quel Tyson Chandler autore di una serie finale da manuale della difesa. Questo dovrebbe consentire a Stoudemire di giocare nel ruolo di ala grande, il suo preferito, formando con Anthony un duo difficilmente fermabile. Perso Billups è arrivato Bibby, regia quindi garantita. Un neo può essere rappresentato dalla panchina molto corta, specie nel settore lunghi.

4) Boston Celtics: mai sottovalutare i verdi del Massachussets, malgrado un estate abbastanza silenziosa. I movimenti di mercato possono considerarsi minori, arrivati Bass, Dooling e Wilcox, ceduti Davis (personalmente lo scambio con Brandon Bass ci lascia perplessi), West e Wafer . I tifosi chiedevano e chiedono un ringiovanimento del roster che non è arrivato e lo scorso anno i Celtics sono arrivati a Maggio con la spia della riserva accesissima. Altra grana dell’ultima ora la perdita per l’intera stagione dell’ala Jeff Green che dovrà subire un delicato intervento chirurgico causa aneurisma aortico, a lui gli auguri di una guarigione completa da parte di tutto lo staff di Nba Evolution. Tutto paradossalmente ruoterà intorno al talento di Rondo, se migliorasse ancora l’intelligenza cestistica già dimostrata a sprazzi.

5) Orlando Magic: sembrerebbe essere finita la querelle Dwight Howard che, allo stato attuale delle cose, vista sfumare la trade a lui “preferita” (andare ai Nets giusto????!!!!????), ha “preferito” restare alla corte di coach Van Gundy. Anche Orlando sul mercato si è mossa molto poco ma tutto sommato l’arrivo di baby Shaq Davis al posto dell’incostante Bass può essere considerato uno scambio positivo. Certo manca un play di riserva degno di nota e Turkoglu sembrerebbe aver imboccato il viale del tramonto, ma se il centro dei Magic avesse voglia di mettersi in gioco qualche conto con la compagine della Florida bisognerà farlo.

6) Indiana Pacers: se lo scorso anno per molti l’approdo ai play off dei Pacers venne visto come una sorta di miracolo (non per noi che l’avevamo pronosticata come squadra sorpresa ad est), quest’anno, visti gli arrivi, ci si aspetta ancora di più dalla squadra di coach Frank Vogel. Sono arrivati David West, uno dei free agent più ambiti, e via trade dagli Spurs George Hill, giocatore in continua crescita; le perdite di Dunleavy e T.J. Ford sembrano più un vantaggio che altro, viste le ultime stagioni. Il quintetto è potenzialmente anche da prime quattro ad Est, dalla panchina poi usciranno grinta, tecnica e muscoli, vedi George e Hansborough ad esempio. Heat e Bulls sono avvisate...

7) Atlanta Hawks: alla luce delle ultime due stagioni, mai sottovalutare gli Atlanta Hawks. Fondamentalmente sono rimasti gli stessi delle ultime tre seasons, anche se la perdita di Jamal Crawford potrebbe farsi sentire. Ma anche no, se coach Drew riuscisse a vincere la scommessa McGrady, potenzialmente un’addizione fantastica per la compagine della Georgia, ma T-Mac é sempre T-Mac..

8)Philadelphia 76ers: come non pensare di vedere la squadra di Brand e Iguodala in corsa almeno per l’ottava piazza ad Est. Lo scorso anno il duo Holiday e Meeks ha stupito per continuità di rendimento, se Evan Turner riuscirà a compiere quel passo in avanti che tutti si aspettano da lui la compagine di coach Collins potrebbe anche regalarsi delle belle soddisfazioni. Importante anche essere riusciti a tenersi Hawes e Thaddeus Young.

Chi potrebbe impensierire nella Eastern conference queste otto squadre? Probabilmente solo i New Jersey Nets del duo Deron Williams-Brooke Lopez, giocatore potenzialmente da doppia doppia ad ogni sera, anche se sembrano un po’ corti in uscita dalla panchina. Per il resto non si vede grande luce in fondo al tunnel di molte squadre. Washington potrebbe anche dire la sua, se John Wall al secondo anno diventasse più continuo, ma Rashard Lewis sembra in fase calante e Blatche ancora non all’altezza della situazione.
I Pistons si preparano ad un’altra stagione di sofferenze specie per la pochezza sotto canestro, anche se la perdita di Hamilton non dovrebbe tradursi per forza in una cosa negativa. I Cavs destano curiosità specie per vedere all’opera la prima scelta assoluta del draft, quel Kyle Irving che tutti danno già pronto per la NBA (ma quante volte lo abbiamo sentito per altri talenti?)  insieme alla numero quattro, Tristan Thompson; a parte i due rookie, però,vuoto completo. Charlotte e Toronto sono vere incognite ma…verso la parte bassa della classifica, a Jordan bisognerebbe spiegargli che servono dei lunghi per fare una buona stagione e nei Bobcats non se ne vedono, certo aspettiamo con ansia di vedere quel fenomeno di Kemba Walker su un parquet NBA. In Canada hanno capito, forse, che Bargnani sarà anche uomo da 20 punti a partita ma, purtroppo per loro, è un 7 piedi che non prende un rimbalzo a meno che non gli caschi in mano il pallone, per cui hanno tentato di correre ai ripari scegliendo un centro (attenzione alla fisicità di Valenciunas), e prendendo Magloire e Aaron Gray. Basterà? Personalmente credo proprio di no.

La Sorpeesa
I Milwaukee Bucks, se gli infortuni si terranno lontano dal Wisconsin e se Brandon Jennings riprenderà il discorso lasciato per strada la scorsa stagione. Persi Salmons e Maggette, che non si è mai visto a Milwaukee, sono arrivati Stephen Jackson e Dunleavy e se entrambi avessero voglia di riscattarsi per coach Skiles significherebbe avere una stagione in trend positivo.

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Sixers

    Hallyday e Mekks? Ma scherzate o siete seri?

  • Grazie, svista dell’autore!