Lin, tra problemi politici, famigliari e marketing!

Non sono tutte rose e fiori per il nuovo gioiello di New York, ecco i primi problemi tra i quali anche politici ed economici.

Jeremy Lin (23 anni) è il volto del mese nella NBA, volto che adesso dopo il suo exploit è conteso da 3 diverse nazioni, come se fosse territorio di conquista durante una guerra. Le tre nazioni che si contendono il play dagli occhi a mandorla sono gli Stati Uniti, Taiwan e la Cina.

Il cestita è nato in California da genitori Taiwanesi e quindi essendo nato sul suolo americano è statunitense a tutti gli effetti, ma da Taiwan fanno sapere che avendo entrambi i genitori originari del paese asiatico, Lin disporrebbe automaticamente della cittadinanza Taiwanese. Oltre a queste due cittadinanza “naturali” c’è anche la proposta della Cina che starebbe pensando ad una offerta per farlo giocare nella nazionale, ormai priva della stella di Yao Ming, a patto che Lin rinunci alla cittadinanza Americana.

Dopo aver parlato di politica, ora c’è anche la grana economica da risolvere: a chi vanno i benefici della parola “Linsanity”?

Il giocatore avrebbe gia pagato all’ ufficio brevetti $1600 mila per proteggere l’uso del nome in qualsiasi circostanza come per esempio capi di abbigliamento divenuti ormai popolarissimi a NY e in tutti gli States. Questa decisione è avvenuta dopo che 2 californiani avevano tentato di assicurarsi il marchio “Linsanity”.
Andrei Slayton ( allenatore di Lin alle superiori, ndr) che ha gia messo in piedi il sito Linsanity.com per vendere il merchandising del suo ex giocatore ora dovrà proprio fare i conti, anche dal punto di vista economico con Jeremy Lin; a sua difesa Slayton ha dichiarato di avere acquisito il sito gia nel 2010.

Di tutto questo l’unica che ci ha guadagnato è New York che dopo aver vinto numerose partite, ha aumentato ancora la sua popolarità nel continente asiatico, che di questi periodi non fa mai male.

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B