Il serpente nella teca

Per il secondo anno consecutivo i Lakers salutano i Playoffs nelle semifinali di conference, analizziamo la stagione e il futuro giallo-vola.

È gara 5 quella che si gioca alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City, con i Lakers sotto 3-1 che si giocano il tutto per tutto e con la prospettiva di dover portare a casa 3 gare di fila per poter passare il turno.
Lapidario il commento di Reggie Miller a inizio partita: “I Lakers devono avere di più da Gasol”, il catalano infatti ha sofferto parecchio la difesa dei Thunder e ha sonnecchiato placidamente in difesa e a rimbalzo durante tutta la serie.

In campo, ovviamente, scende l’assassino in maglia #24, i punti a referto sono 42 ma niente da fare, Oklahoma passa 4-1 e per i giallo-viola è tempo di tirare le somme di una stagione di alti e bassi.

Per il secondo anno consecutivo i Lakers escono al secondo turno, due storie diverse, ma sintomo dei molti mali che affliggono questa squadra.
 Il nucleo della squadra è anziano, Pau Gasol ha evidentemente la pancia sufficientemente piena e la consapevolezza di chi ha dovuto disfare le valige all’ultimo momento, Bryant è una star indiscussa ma non un collante, ne dentro ne fuori dal campo, è piuttosto una presenza ingombrante che impone la sua etica del lavoro su chiunque gli graviti intorno, e in questo senso l’assenza di Fisher, ironicamente avversario, potrebbe essere stata determinante. Il resto della squadra? Psicopatici e neo eletti all star a parte siamo nell’ambito della mediocrità.

Progressivamente, con l’avanzare della stagione, l’attacco è diventato meno fluido, la rotazione dalla panchina più corta, l’organizzazione difensiva lacunosa, coach Brown e i suoi assistenti dovranno rispondere di molte cose, si prevede un quarto d’ora ardente in quel della California.
Indefesso KB24 ha continuato a caricarsi le responsabilità offensive della squadra, ci sono i precedenti per affermare che in condizioni ottimali è in grado di fidarsi dei suoi colleghi, di attirare l’attenzione su di lui per liberare i compagni, ma il rapido declino delle prestazioni della squadra lo ha indotto nuovamente a mettersi in proprio. 
Intendiamoci, Kobe ha giocato al meglio, irreale come al solito (vedere la carambola di sinistro che ha piazzato nel primo quarto), ma predicava nel deserto, stavolta il suo 1 vs 5 era determinato dalla completa latitanza dei compagni, in particolar modo Gasol.

È sempre meglio non scommettere contro Kobe Bryant, ma la carta d’identità non mente (33 anni), come anche la cartella clinica che recita un numero improbo di infortuni sui quali sta giocando ormai da anni, ha giurato fedeltà eterna alle spiagge di Santa Monica, ma sarà veramente disposto a finire la sua carriera in un cantiere?
Il mercato in prospettiva non offre molto, sicuramente i Lakers eserciteranno l’opzione sul contratto di Andrew Bynum per il prossimo anno, ma il bambinone potrebbe non voler rinnovare nel 2013 senza una squadra quantomeno futuribile ed allo stato attuale c’è bisogno di nuova linfa vitale praticamente in ogni posizione sul campo, il materiale scambiabile non è molto e sopratutto il suo appeal è sfiorito negli ultimi anni.

Lo spagnolo soprattutto, dato partente già a inizio stagione, potrebbe essere messo nuovamente in dubbio, ma il suo contratto è pesante (anche l’anagrafe lo è), e già a Febbraio la dirigenza si è accorta che nessuno era disposto a strapparsi le vesti per vederlo pascolare nel proprio cortile.
Il futuro è grigio anche visto dalle scrivanie gialloviola dato che Buss Jr non sembra avere le maniche larghe come il padre e ChupaKupchak non è neanche l’ombra di Jerry West, nel dubbio andatevi a riguardare come il dinamico duo ha gestito l’affair Odom.
 La sistuazione è complessa, appendere il cartello “lavori in corso” fuori dalla porta sembra essere un opzione inevitabile e contemporaneamente inaccettabile, ma lo hanno fatto tutte le squadre, anche le più blasonate, anzi a guardar bene i Knicks non hanno mai smesso di farlo negli ultimi 20 anni.

Ora alla banda di coach Brooks tocca sbattere il muso contro la lavagnetta dell’ex agente CIA, ci sono voluti tre turni prima che incontrassero una squadra degna di questo nome, ai Lakers tocca un’estate che si prospetta al quanto scottante.

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien

  • tom

    sempre ammesso che fosse vero, ma che senso avrebbe avuto a suo tempo concludere gasol per rondo ???
    gasol lo vedrei meglio a minnesota, ed allora perchè non farsi dare 3/4 giocatori con cui rifondare la squadra (beasley, tolliver, milicic, jhonson) ed eventualmente riscambiare a metà campionato per liberare spazio salariale in previsione di nuovi free-agent?
    bryant dopo tutto non è immortale e si necessita un cambio anche nel ruolo di SG ….

  • Jack

    Il punto è trovare un allenatore con le palle per dire a Kobe che a volte esagera, un allenatore che instauri un ambiente DA squadra, e sopratutto una difesa più aggressiva e un attacco più dinamico. Ero scettico su Mike poi mi ero un pò ricreduto ma adesso i miei sospetti si sono riconfermati.

  • Marimba

    Kobe dovrebbe ritirarsi per amor proprio

  • scol

    ahahah ritirarsi Kobe!?! ma stai scherzando!?! secondo te il giocatore più dominante dell’NBA dovrebbe ritirarsi!?! Avrà la sua età certo, ma ha ancora 5-6 anni da giocare..e grinta e voglia di vincere un’altro titolo..che è quello che conta di più..il cuore!! al contrario di altri giocatori..

  • dontrythis@home

    “secondo te il giocatore più dominante dell’NBA”

    ehm.. gira il calendario, siamo nel 2012..

  • scol

    Tecnicamente è il giocatore più dominante dell’NBA..fisicamente non più ovviamente..te sarai uno di quelli che dice “FORZA JAMES”, che deve andare dai suoi amichetti per vincere (e, per ora, non vince)..ovvio che james e durant sono forti..ma kobe è un’altra cosa in fatto di tecnica..

  • hanamichi sakuragi

    bell’articolo, condivido appieno. io spero che bynum l’abbiano rifirmato per cederlo e che diano via pure gasol che è stato indegno e assolutamente non professionale