Le pagelle della Regular-Season 2011/12

Dal disastroso anno dei Bobcats passando per New York fino ad arrivare al canto del cigno degli Spurs e agli sfortunati Bulls di D-Rose.

 

 

 

 

Voto 10 ai San Antonio Spurs e ai Chicago Bulls. Che dire sulla stagione dei texani. Praticamente perfetti. 50 vittorie, una vera macchina da guerra, fredda e chirurgica da dietro l’arco, con il padrino Duncan a fare da chioccia insieme all’amico di Bahìa Blanca e al francese. Per Popovich solo applausi. GRANDI
Rose a luci alterne per via degli infortuni non ha pesato in una regular season dominata (24 vittorie fuori casa, meglio di chiunque altro). Poi gli infortuni hanno fatto cadere tutto, ma la squadra di Thibodeau non aveva nulla in meno rispetto ai super Spurs o agli Heat campioni. Che rimpianto. SFORTUNATI.

Voto 9 a Kobe Bryant & Carmelo Anthony (-F.M.B-): per il primo stesse motivazioni delle pagelline di metà stagione; un essere umano normale, in quelle condizioni fisiche, non poteva fare quello che ha fatto il “Black Mamba”. HEARTH OF CHAMPION
Carmeluzzo 9 perché da salvatore della patria è diventato nemico pubblico con l’ascesa di Harvard-Boy per poi tornare ad essere l’eroe del Garden, avrà i suoi problemi che sappiamo tutti ma ha tirato fuori le palle quando contava. DA MAN

Voto 8 agli Indiana Pacers e Memphis Grizzlies: La franchigia del grande Larry Joe Bird ha continuato quanto di buono si era incominciato ad intravedere nella stagione precedente (chiusa al primo turno dei playoff contro Chicago). Trascinati da Granger, West, Hibbert hanno chiuso alle spalle solo di Bulls e Heat con un record di 42 vittorie (di cui ben 19 fuori casa), e un basket spumeggiante. BELLI E BRAVI.
L’assenza di Zach Randolph (28 le partite giocate) ha pesato all’interno della squadra di Hollins, mia personale favorita come vera outsider ad ovest dopo la stagione scorsa che portò alla semifinale playoff contro Dallas. Ma Rudy Gay, Gasol e OJ Mayo si sono rimboccati le maniche, tirando fuori dal cilindro una stagione pazzesca. Con la squadra a posto, per il 2012-2013 attendiamoci faville. ESPLOSIVI

Voto 7 ai Los Angeles Clippers: Stern ha pesantemente influito per far tornare la seconda squadra di Los Angeles ai playoff. Ma da gennaio in avanti sul campo non giocava il vecchio David ma CP3, Griffin e compagni, che dopo anni di cocenti delusioni hanno finalmente tornato a far infiammare lo Staples Center vestito di biancorosso.
I margini di crescita ci sono, con una vera shooting guard potrebbero ambire a scalzare dal trono (anche solo per una stagione) gli incontrastati padroni cittadini giallo viola. IMPOSSIBLE IS NOTHING.

Voto 6 ai Los Angeles Lakers: Il casino con Gasol alla fine dei conti ha pesato e non poco. Lo spagnolo è stato a tratti irritante per come si comportava sul parquet, a tratti fenomeno come tutti sanno. Bynum cresce ma dimostra ancora troppi limiti per poter puntare al titolo. Il Mamba ha infilato i 29.000 punti a 33 anni e,inossidabile, ha portato i giallo viola a sfondare le 41 vittorie stagionali. Se alcuni elementi della panchina (Goudelock, Kapono ecc) avessero reso come ci si aspettava, staremmo parlando di ben altri scenari. STOICI

Voto 5 ai New York Knicks e ai Boston Celtics: Stoudemire con la schiena a pezzi è il fantasma di se stesso. Melo che fa il Melo e rimane nel limbo dei fenomeni incompiuti. Woodson per D’Antoni a metà marzo era il chiaro segnale che la confusione era ed è tanta, in una piazza dove la tensione in un giorno normale è simile a quella che c’è il giorno del Superbowl.
La meteora Jeremy Lin da Harvard e l’ottimo Tyson Chandler non bastano per allietare una tifoseria sempre più delusa e disillusa. ANSIA.
L’età si fa sentire in Massachusetts e con Rondo a rappresentare la sola esplosiva ‘forza fresca’, prima o poi si cade. Hanno avuto il merito, come la storia insegna, di lottare su ogni pallone e di piazzarsi al quinto posto della Eastern Conference come vera mina vagante. MAI DOMI.

Voto 4 ai Dallas Mavericks: Dai campioni NBA ci si aspettava di più che 36 vittorie in stagione. Dietro il solito WunderDirk da 21 punti a partita e l’indomabile Jason Terry il nulla cosmico. Cuban se ne starà con le mani in mano? DELUDENTI.

Voto 3 ai Golden State Warrios: I primi torneranno a San Francisco entro il 2017, il che sembra la miglior notizia passata nel nord della California da anni. I tempi dell’exploit di Baron Davis & co. contro Dallas sono lontani. SPERANZOSI.

Voto 2 ai Cleveland Cavaliers e ai New Orleans Hornets: Dopo l’addio di LeBron, sulla franchigia dell’Ohio è calato il buio più pesto. Lo scorso anno il record di sconfitte consecutive in stagione (26) e le sole 21 vittorie di questa stagione non bastano a risalire la china. Chissà che il ROTY Kyrie Irving, dopo una grande esordio, non porti la linfa necessaria quantomeno per tornare a lottare per giocare la postseason. NOSTALGICI.
Per Belinelli una stagione fatta di alti e bassi, in una franchigia dominata dal solo Eric Gordon. Non basta. Chissà che il piccolo Rivers non porti una ventata di aria nuova in Louisiana. TRISTEZZA.

Voto 1 alla short season: Atleti in giro per il mondo pur di giocare. 66 partite, la prima giocata la sera di Natale al Madison Square Garden tra New York e Boston dopo quasi 6 mesi di lockout. Una serie infinita di infortuni (Rose, Randolph, Lin Stoudemire per citarne alcuni eccellenti). Speriamo passino almeno altri 12 anni prima di rivivere una situazione che, alla fine, non giova a nessuno. NO MORE.

Voto 0 agli Charlotte Bobcats: Sette misere vittorie a fronte di cinquantanove sconfitte. Peggior record NBA. Piccolo attenuante a questa nefasta statistica: la stagione corta. Anche se la sensazione è che con 82 gare non avrebbero fatto meglio. Ad ogni gara sembrava di dover scalare l’Everest con un risciò.
MJ, c’è da lavorare..e tanto. ECTOPLASMI.

S.V a Dwight Howard (-F.M.B-): prenda una decisione per il suo futuro e ritorni a far parlare di sé per le belle prestazioni che fa in campo, non nei rumors di mercato! DISARMANTE

N.S

N.S

Dal sangue verace romagnolo, ma cresciuto 19 anni in quel di Como (in parte assieme proprio a FMB), si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. È un inguaribile tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams e le IPA luppolate e la jersey dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S