Tegola Wizards, Wall K.O per 8 settimane!

Brutta notizia per i capitolini che dovranno aspettare più di un mese prima di riavere a disposizione la loro stella fermata dal ginocchio.

Giusto nella giornata di ieri vi avevamo parlato di come i Washington Wizards dovessero aspettare un po’ prima di poter avere al meglio il centro brasliniano Nene (30 anni), per lui solo riposo dopo gli impegni con la Nazionale, invece tutt’altra storia per John Wall (22 anni) che ha risentito un problema al ginocchio!

Al prodotto di Kentucky si è recato a New York dove gli è stato diagnosticato dal Dr.David Altchek un infortunio da stress di primo stadio al ginocchio sinistro che comporterebbe uno stop di circa 8 settimane; per fortuna il giocatore non dovrà sottoporsi a nessuna operazione e la riabilitazione comincerà subito da lunedì prossimo, le cause dell’infortunio non sono state rivelate ma J-Wall è già concentrato sul rientro: “Sono entusiasta di questa squadra e del progetto alla base, adesso lavorerò al massimo per poter tornare il più presto possibile e dare il mio contributo.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • brazzz

    ma quale entusiasta..ma quale progetto..bò?

  • Il Nichilista

    E adesso chi gioca play a Washington?

  • in your wais

    Beh, il play nn ce lo avevano manco prima, a meno che nn si voglia definire Wall un play…

    Magari 2 mesi che nn può correre impara pure a mettere un tiro decente, almeno dai 4 metri, che mi fa quasi venire il nervoso come gioca…

  • graphicplayer

    tanto c’è beal a tirare la carretta 🙂 e comunque wall ogni estate lavora sul suo tiro da fuori, infatti nelle leghe estive la mette con continuità (idem derozan), poi in stagione fatica invece. Mistero..

  • yomoVoice

    Perchè wall non dovrebbe essere definito un play? Ha una visione di gioco a dir poco fenomenale che mantiene anche a velocità altissime, le uniche cose che lo differenziano da un play “classico” è che penetra spesso e che, ahimè, deve mettere decisamente su un tiro da fuori. Ma per il resto ha la conoscenza e la visione del gioco che gli consentono di fare “playmaking” a livello dei migliori, IMHO

  • mjrossit

    @graphicplayer

    le mettono semplicemente perchè senza difesa segna chiunque 🙂

    @yomoVoice

    Anche se suona simile non stiamo parlando di Paul, ma di Wall…sicuro di aver capito bene?

  • cuni

    quoto mjrossit.. Wall è più o meno come Rose, che io sostengo da tempo immemore non essere un play, anche se va in doppia doppia con assist 1 volta su 3 (parlo di Rose) e viaggiava a circa 6/7 assist a partita

  • yomoVoice

    sono sicuro di aver capito bene, e continuo a sostenere quello che ho detto. Lo vedo come un giocatore diverso da un Derrick Rose, diverso da una combo-guard come ce ne sono altri. Non è Chris Paul, chiaro, ma non è che se non sei Paul non sei un play

  • maurizio74

    Esatto play = Paul , Dwill , Nash , Kidd , John Stockton , prima il passaggio , e poi il tiro , e aggiungo da tre bisogna metterla .
    Tutti gli altri Rondo , Wall , Rose , Westbrook grandissimi giocatori , magari anche all star , ma play NO , ribadisco giocano tt 1 , hanno la palla in mano fanno + assist dei loro compagni , ma non sono , prima orientati al passaggio , ma alla penetrazione e da tre hanno percentuali insufficenti , enteso come tali – del 38/40% .
    Dimenticavo ultimo i tiri liberi non dico tutti come Nash , ma ci sono oggi dei play che non arrivano al 70 , Toni Parker , è uno di questi , ma questo vale per tutti i ruoli in generale .

  • yomoVoice

    @maurizio74
    capisco la tua analisi e in parte la condivido. Ma credo che l’NBA stia cambiando, e per quanto continueranno ad esistere dei playmaker “puri”, il ruolo sarà sempre più esteso a giocatori come Wall. A mio parere, che chiaramente non ritengo la verità assoluta, continuare a mantenere il Playmaker una casta chiusa a pochi grandi playmaker di quello stile che descrivi tu lo trovo un po’ retrogrado e poco sensibile ai cambiamenti dell’NBA