Hot and Cold (Novembre 2012)

Altra nuova rubrica di NBA-Evoltuion che va a toccare quei giocatori/squadre che si sono messe in evidenza durante il mese nel bene e nel male.

 

 

 

HOT

Carmelo Anthony (NYK)
L’ala dei New York Knicks ha iniziato in maniera eccezionale la stagione facendosi trovare molto pronto al via trascinando la squadra di coach Woodson ad un ottima partenza di stagione un 10-4 che non si vedeva da tempo, e le statistiche sono li a dimostrarlo. 26.5 punti di media, tirando con il 47% dal campo, 45% oltre l’arco, con anche poco più di 7 rimbalzi e quasi 2 assist a partita. E’ sembrato anche decisamente meno egoista in attacco, trovando il modo di coinvolgere i compagni, insomma quest’anno Anthony sembra voler rinunciare a qualcosa nella metà campo offensiva per poter diventare quel franchise player che a New York servirebbe
tantissimo. (Marco)

Brooklyn Nets
Nuova franchigia, nuovo impianto super innovativo, nuove canotte. La ventata di aria fresca che ha portato i Nets dal New Jersey a Brooklyn sta stupendo oltre ogni aspettativa: almeno in questi primi 30 giorni di NBA.Primato in coabitazione con i cugini del Madison Square Garden, Brook Lopez devastante sotto canestro, (miglior marcatore della squadra con 18,5 punti e 7 rimbalzi a partita), Deron Williams leader e metronomo sul parquet (16 punti a gara), Joe Johnson che si conferma la guardia che ha fatto faville ad Atlanta, Kris Humphries che, al suo ottavo anno tra i pro, sembra aver acquisito quella maturità necessaria per svoltare e l’immortale Jerry Stackhouse, che in 15 minuti a gara riesce sempre a piazzare quel mattoncino che si richiede ai panchinari. Le prospettive sono rosee, quanto dureranno? (N.S)

COLD

Jason Terry (BOS)
La guardia dei Boston Celtics aveva rilasciato dichiarazioni roboanti in presaeson che facevano pensare ad un inizio di stagione molto più entusiasmante rispetto a quello visto. Terry sta segnando poco più di 11 punti di media, ed il fatto che viaggi con quasi il 50% dal campo testimonia la sua difficoltà a trovare dei tiri più che a segnarli, segno che l’intesa tra lui e i suoi nuovi compagni è ancora tutta da affinare. Fino ad ora l’impatto che a Boston si aspettavano dall’arrivo di The Jet non si è visto e i Celtics sembrano pagare le conseguenze anche di questo nella loro non entusiasmante partenza. (Marco)

Orlando Magic
La maglia nera del primo mese della stagione ad Est spetta ai Magic. Ok, il dopo Howard non poteva essere di certo sfavillante, ma il record di 5 vittorie e 12 sconfitte è francamente troppo rispetto al passato.
Jameer Nelson (che ha saltato otto gare3 per infortunio) senza Superman è tornato un playmaker senza acuti, il montenegrino Nikola Vucevic, al suo primo anno oltreoceano, ancora deve farsi le ossa giuste sotto canestro contro certi energumeni mentre. Pesa l’assenza di un lupo di mare come BrotheHedo, Big Baby fa quel che può mentre Arron Afflalo sta cercando ancora di tornare sui livelli della scorsa stagione, senza dubbio la migliore della sua carriera. Per coach Jacque Vaughn, il lavoro sarà arduo, al fine di non tramutare la stagione attuale nella più fallimentare degli ultimi anni..(N.S)

HOT

Zach Randolph (MEM)
Nella strepitosa partenza dei Memphis Grizzlies, 11-2 leader ad Ovest, molto merito va a come sta giocando l’ala forte di coach Hollins. Zebo sta viaggiando in doppia doppia per punti e rimbalzi praticamente ad ogni uscita, 17 punti di media accompagnati da 13.2 rimbalzi a serata tirando con il 50% dal campo. Con un impatto nella metà campo offensiva che dopo il grave infortunio che lo ha tolto di mezzo praticamente per tutta la scorsa stagione in pochi si aspettavano. Ulteriore dimostrazione a questo e che quando lui ha giocato male la squadra ne ha risentito perdendo, se poi ci mettiamo anche una insospettabile e inusuale applicazione difensiva allora il futuro di Memphis sembrerebbe molto roseo. (Marco)

Memphis Grizzlies
Chiusa un’annata da dimenticare, perso O.J. Mayo (volato a Dallas) i ragazzi del Tennessee non si sono persi d’animo e in questo primo scorcio di stagione stanno sorprendendo in positivo tutta l’NBA.
Zibo Randolh, Gay e Gasol (fin qui presenti in tutte le 14 gare disputate) stanno trascinando la franchigia la dove non si era mai avventurata e gli ingredienti per provare ad abbattere il numero delle sessanta vittorie stagionali ci sono davvero tutti. Lionel Hollins dovrà dirigere tutti al meglio, sperare nella tenuta fisica di Zibo e nella vena realizzativa dell’inesauribile Rudy Gay.(N.S)

COLD

Dwight Howard & Pau Gasol (LAL)
Al di là delle statistiche è l’impatto decisamente negativo sulla stagione losangelina a determinare questo nostro giudizio. E comunque per entrambi alla voce punti e rimbalzi siamo ai minimi da quando sono entrati nella NBA, 17.9 punti e 10.5 rimbalzi per il centro, 13.1 punti e 9.1 rimbalzi per il catalano. A testimoniare la difficoltà del duo ci sono le scarsissime percentuali al tiro libero di Howard, intorno al 48%, con partite perse causa i suoi errori dalla lunetta nei momenti topici, mentre mai come quest’anno Gasol non riesce ad incidere neanche come passatore, 3.3 assist ad uscita. I due che sembravano poco inclini ad adattarsi al gioco di Mike Brown, non sembrano aver ancora digerito i dettami di coach D’Antoni che oltretutto non sembra molto gradirli in campo in contemporanea. Dopo il primo mese di regular season e dopo quello che si è visto questi sono i nostri awards, arrivederci alla fine di Dicembre per il secondo appuntamento con il meglio e il peggio del mese. (Marco)

Los Angeles Lakers
Visti i proclami fatti in pre-season dopo l’arrivo di Howard e di Steve Nash, il primo mese ha visto i Lakers coinvolti in un polverone insolito per la Los Angeles giallo viola. Mike Brown dopo una sola vittoria nelle prime cinque uscite stagionali (13 considerando anche la pre-season) è stato silurato, lasciando il pino a D’Antoni, che proprio con Nash a Phoenix fece vedere una grande pallacanestro nel deserto dell’Arizona.
Kobe Bryant sta cercando di salvare capra e cavoli viaggiando a 27 punti di media mentre tutti gli altri viaggiano a corrente alternata. Vero, l’assenza di Nash pesa non poco nel dettare i tempi e i ritmi del gioco, ma soprattutto dalla panchina l’apporto dev’essere migliore:  vedi Blake (5 punti di media in oltre 26 minuti a partita) o Jordan Hill sotto le plance (5,5 a gara).
D’Antoni per ora ha vinto sette delle 10 gare giocate. Saprà portare questi Lakers in finali? Per ora abbiamo visto troppo poco per sentenziare ma le prime avvisaglie in realtà promettono un futuro ben diverso da quello dipinti anche solo un mese e mezzo indietro. (N.S)

Di
Marco Abbati & Niccolò Strocchi

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti.
Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire.

Nickname: N.S

  • Lorenzo

    Fantastica rubrica davvero…

  • Nitrorob

    mi piace la cosa!:-)
    ok ad est la menzione d’onore la merita sicuramente Melo, ma vi vorrei ricordare l’ottimo inizio di Varejao!!!
    3° in efficienza dietro KD e Lebron, capo classifica rimbalzi e record di doppie doppie fin ora (più di Zibo)
    se non fosse che la squadra senza Irving non ingrana sarebbe sicuramente in lista anche per l’mvp!!!
    per il resto concordo su tutto!

  • He got game

    Veramete una rubrica fantastica!!!

  • Grazie! Ho avuto l’idea grazie all’NFL e ho incaricato N.S e Marco di eseguirla, grazie ancora!

  • Marimba

    Kobe non è hot, è bollito