Curiosità dal passato..Washington & Tomjanovich!

Altra nuova rubrica di NBA-Evolution che vi riporterà settimanalmente curiosità e chicche del passato NBA, a cura di Marco.

 

Inizierò scusandomi perché questa storia è un po più lunga delle altre.
Questa volta ci occupiamo di una data e di quello che è accaduto in quella infausta giornata. Non ci occupiamo di un giocatore ma in realtà di due e nemmeno di un gesto tecnico ma di un pugno. “The infamous punch”, 9 dicembre, 1977, l’infame pugno. Il pugno che cambiò per sempre la carriera di due giocatori Kermit Washington e Rudy Tomjanovich.

Kermit Washington era un ala forte di 204 cm scelto dai Los Angeles Lakers al primo giro con il #5 nel draft del 1973. Ad American College Washington aveva chiuso la sua carriera universitaria con delle statistiche roboanti: 20 punti e 20 rimbalzi di media. La sua qualità migliore era l’aggressività a rimbalzo, specie offensivo, e la durezza del suo gioco. Un fighter insomma ed uno dei primi giocatori a curare il suo corpo, fanatico della palestra e della forma fisica. L’impatto con la NBA era stato leggermente più complicato del previsto, una predisposizione al fallo e una difficoltà ad imporre il proprio gioco fisico al cosiddetto piano superiore.
Ma già nella stagione 1976/77 qualcosa era cambiato, Washington aveva iniziato ad imporre la sua fisicità, era cresciuto anche tecnicamente ed in 25 minuti di gioco a partita aveva viaggiato a quasi 10 punti e 10 rimbalzi di media, niente male per un sesto uomo. E la stagione 1977/78 era iniziata ancora meglio, al 9 dicembre le sue statistiche recitavano 11.5 punti e 11.2 rimbalzi.
Una carriera in ascesa, l’uomo giusto nella squadra giusta. Così come l’uomo giusto nella squadra giusta, nonché capitano della stessa, era Rudy Tomjanovich. Tomjanovich era un ala piccola tiratrice di 203 cm con mano sartoriale e buona propensione al rimbalzo che dopo una splendida carriera universitaria a Michigan era stato scelto con il numero 2 al draft del 1970 dai San Diego Rockets, trasferitosi poi a Houston la stagione successiva al suo arrivo.

Dopo la prima classica stagione da rookie nell’NBA era letteralmente esploso con stagioni in continua crescita, nel 1973/74 24.5 ppg e 9.0 rpg tanto per fare un esempio, ed arrivava a quel 9 dicembre viaggiando a 21.5 ppg con quasi il 50% dal campo. La regular season 1977/78 non era iniziata nel miglior modo per i Lakers da un punto di vista disciplinare. Già nell’opener una rissa avvenuta tra Jabbar e Kent Benson si era chiusa con una scazzottata che era costata con la frattura della mandibola per Benson e quella della mano destra per Kareem. Un mesetto dopo lo stesso Washington era rimasto coinvolto in un altro alterco con dei giocatori dei Buffalo Braves per delle gomitate volate a rimbalzo. Ed anche quel 9 dicembre tutto iniziò per una lotta a rimbalzo sul parquet del forum di Inglewood, la casa dei Lakers. Norm Nixon sbagliò un tiro e si scatenò una lotta a rimbalzo tra Kunnert, il centro degli Houston Rockets, Jabbar e Washingotn.
Kunnert aprì il gioco per Lucas, il playmaker dei Rockets, che iniziò una veloce transizione ma le storie tese tra Kunnert e Jabbar non erano finite e i due iniziarono a scambiarsi paroline gentili e qualche colpo proibito. Washington intervenne all’altezza della metà campo per cercare di dividere i due contendenti ma Kunnert ebbe la brillante idea di colpire con due gomitate, la seconda delle quali in faccia, Washington stesso che reagì colpendolo a sua volta. Jabbar intervenne allontanando con una spinta Washington e bloccando un eventuale reazione di Kunnert.
Nel frattempo Tomjanovich che aveva visto tutta la scena, si mosse verso il terzetto avvicinandosi a loro di corsa. Rudy T aveva fama di essere un pacificatore uno che interveniva nelle dispute per evitare che le cose peggiorassero. Ma cosa passò nella testa di Washington in quel momento non è dato modo di sapere. Vedendosi arrivare addosso Tomjanovich di corsa Washington reagì in maniera spropositata. Colpì con una inaudita violenza la faccia del capitano dei Rockets. Il più classico dei terrificanti pugni di incontro. Tomjanovich cadde pesantemente al suolo colpendo altrettanto violentemente con la nuca il parquet. Jabbar non vide la scena ma sentì il rumore:” un anguria che viene lasciata cadere su del calcestruzzo”. La rissa finì li perchè tutti rimasero impietriti e ammutoliti, pubblico compreso, il silenzio più forte mai sentito dissero i cronisti dell’epoca, dall’accaduto e dal sangue che copioso inziò ad uscire dalla bocca, dal naso e dalla testa di Tomjanovich. Che per lo shock si rialzò dopo poco chiedendo a Washington, inebetito anche lui, perchè lo avesse colpito. Washington non uccise Tomjanovich per pura fortuna. Il cranio dell’ala dei Rockets si fratturò in diverse parti, si ruppero la mandibola ed il naso, la bocca era piena di sangue ed anche di una minima parte di liquido cerebro spinale.
Tomjanovich dovette subire una serie infinita di interventi chirurgici e lunghi periodi di riabilitazione per tornare ad avere una vita normale. Provò a tornare anche a giocare, per una stagione con ottimi risultati ma le cefalee terrificanti e la paura di ogni minimo contatto fisico fecero si che dopo tre stagioni, giocate poco, il nativo del Michigan appese le scarpe al chiodo. Anche per Washington la carriera cambiò radicalmente. Venne multato di 10000$, una cifra enorme per l’epoca, e sospeso per 60 giorni, mai accaduto prima. Si occuparono dell’episodio notiziari, talk show e giornali non necessariamente sportivi che attaccarono pesantemente l’ala dei Lakers. Ed i Lakers stessi si disfarono velocemente del pesante fardello cedendolo ai Boston Celtics dieci giorni dopo l’accaduto. Washington giocò ancora qualche anno anche a discreti livelli ma qualcosa si era rotto in lui e nel rapporto con tutto il mondo NBA. Gli veniva sempre ricordato quell’episodio in ogni palazzetto, in ogni intervista, ogni volta, giocasse bene o male. Commentatori, addetti ai lavori, tifosi, tutti lo vedevano solo come colui che aveva colpito vigliaccamente Tomjanovich. Ed anche lui qualche anno dopo si ritirò, vittima anche di un paio di infortuni seri.

Tentò di tornare qualche anno dopo senza fortuna. La sua storia è splendidamente raccontata in un film, “The Kermit Washington story-Redemption”, la storia di quanto accaduto, da cui ho preso parti di questo articolo, è magnificamente raccontata nel libro di John Feinstein: “The punch: one night, two lives, and the fight that changed basketball forever.” Due miei suggerimenti personali, arrivederci a settimana prossima.

Personaggi precedenti
Ernest DiGregorio
Bill Willoughby
Larue Martin

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Nitrorob

    mamma mia che storia!
    e non lo arrestarono neanche? ok che non è morto, ma poco ci manca!
    cmq dentro ti cambia la vita!
    come penso sia successo a Valentino Rossi con Simoncelli, non puoi restare indifferente!
    incredibile che si rialzò subito dopo! ok l’adrenalina, ma qua è stato miracolato proprio!
    wow………..di gran lunga la storia migliore per ora di questa rubrica!;-)

  • gasp

    È molto nota questa storia,per fortuna che il buon Tomjanovich non ci ha rimesso la pelle perchè avremo perso un grande allenatore

  • Nitrorob

    Bè cmq mi guarderò sicuro il film!
    purtroppo sono troppo giovine per sapere certe cose!