Le sfumature degli azzurri

Gallinari c’è, Belinelli sta uscendo con personalità e il mago è nel limbo e con le valigie in mano, parliamo dei nostri!

Il titolo del post è già abbastanza eloqunete per dire che i nostri tre azzurri che militano in NBA Marco Belinelli, Andrea Bargnani e Danilo Gallinari stanno vivendo momenti decisamente diversi, con umori completamente contrastanti. Prima di iniziare a vedere nello specifico le situazioni una per una si può fare un discorso sulla stagione appena iniziata dove per tutti e tre c’entra il contensto in cui sono, io parlerò di loro, ma senza tralasciare quello che gli sta attorno che come vedremo dopo, fa la differenza.

Marco Belinelli: Decido di iniziare con Belinelli perchè per lui c’è stato il cambiamento più radicale, quello di cambiare squadra, passando da New Orleans a Chicago, e di conseguenza di cambiare sistema di gioco e coach. L’inizio della stagione è sempre ambiguo per chiunque a parte per squadre già rodate e giocatori di cui si conoscono le proprietà tecniche e atletica, per Belinelli l’inizio di stagione è sempre stato più o meno ben augurante soprattutto a New Orleans, per poi cadere nel dimenticatoio o comunque per non fare più notizia. Quest’anno ci si aspettava da lui qualcosa di diverso, primo perchè è rimasto negli Stati Uniti in estate a lavorare sodo non andando con la nazionale e secondo perchè il sistema di coach Thibodeau poteva farlo rendere al meglio, soprattutto vista l’assenza di Derrick Rose. Questo sta avvenenndo, sta giocando un’ottima pallacanestro, le sue doti di playmaking sono venute fuori, non sta facendo il tiratore come magari faceva a Aukland o New Orleans, in certi momenti di gara ha trascinato letteralmente i propri compagni e talvolta è stato anche decisivo in qualche finale di gara.
Si sente completamente al centro dell’attenzione e sta dimostrando di essere un giocatore che in NBA ci può stare tranquillamente, lui che in Nba si stava smarrendo grazie a coach che probabilmente non lo conoscevano a pieno e chiaramente non mostravano fiducia in lui. Nella mancanza del proprio leader a mio parere coach Thibodeau e i compagni gli hanno consegnato le chiavi della squadra, non penso di esagerare nel dire questo, lui sta ripagando la fiducia, le qualità ci sono, non sono le qualità di un top player, questo non lo scopriamo di certo ora, ma le qualità caratteriali che si stavano perdendo col tempo stanno venendo fuori, e se non sei un duro non ti rialzi come ha fatto lui. Come ho detto all’inizio ogni inizio di stagione è molto ambiguo, soprattutto per Marco, chissà se continuerà su questa strada e chissà cosa succederà quando torna Derrick Rose..

Andrea Bargnani: Bargnani è visibilmente l’italiano più in difficoltà, l’italiano con più aspettative di tutte (non per questo è stato scelto con la #1). Sta deludendo sempre di più, ogni anno la solfa rimane quella, non è un giocatore franchigia e non so se a questo punto mai lo sarà. E’ un giocatore, per non cadere nell’ovvio, che ha doti tecniche superiori nettamente alla media, ma che non riesce a sfruttarle come dovrebbe, sta diventando il calssico giocatore che segna 20 punti di media a sera e si accontenta ma la sua squadra perde. Il miglior giocatore di una squadra perdente, è il primo perdente a mio avviso. Non sto sparando a zero su Bargnani e dargli tutte le colpe a lui, il contensto in cui è non lo aiuta di certo, la squadra è giovane con ottimi proseptti (Valanciunas uno di questi) ma che in questo momento non sa a chi aggrapparsi. Non c’è un leader , perchè Andrea non ha dimostrato di esserlo, purtroppo ed è brutto dirlo, è un giocatore che sa solo finalizzare e costruirsi i canestri da solo, per la squadra effetivamente e per portarla alla vittoria fa poco niente.
Ma questo è sotto gli occhi di tutti credo e spero, ed è per questo che le voci e i rumors lo danno sempre più constantemente lontano da Toronto. Come per Belinelli c’è un futuro per lui piuttosto incerto, sapremo di che pasta è fatto Bargnani solamente in un altro contensto, magari come terza punta di una squadra da titolo, lui è un realizzatore con delle grandi doti tecniche, molti lo paragonano a Dirk Nowitzki, il paragone a mio parere ci sta, ma solo per questioni tecniche e di realizzazione non per altro, il problema che per affermarti e diventare un leader non basta la tecnica.

Danilo Gallinari: Voglio concludere con Danilo Gallinari, per me e non solo il miglior giocatore decisamente dei tre, l’italiano più affermato ma soprattutto quello che ha mostrato il carattere e le sue doti di leadership mettendosi con la forza la squadra sulle spalle. Danilo giocherebbe bene ovunque, perchè su un campo da basket sa fare tutto, sa fare tutto discretamente e in qualcosa magari eccelle di più. Il fisico lo aiuta tantissimo e una volta messi a posto i problemi fisici alla schiena è esploso, dimostrando a tutto il mondo le qualità atletiche, tecniche ma soprattutto mentali di cui dispone. Con il sistema che gioca George Karl lui ne aveva già fatto conoscenza a New York, essendo già pronto si trova alla perfezione e con l’inizio di questa stagione si vede ancora di più che è lui il barometro della squadra.
Ho notato una cosa vedendo qualchce sua partita, che lui quando gestisce la squadra prende rimablzi, smazza assist,difende alla morte, prende i tiri che deve prendere, lui domina completamente la partita; la solfa è completamente diversa quando si mette in isolamento e si intestardisce nel dover risolvere la partita. Forse è questo l’unica cosa in cui deve migliorare, saper gestire la partita in modo migliore. Il suo futuro credo sia a Denver, ed è l’unico tra i tre su cui non ci sono tropo interrogativi, sicuramente il risultato dell’anno scorso va migliorato, quella gara 7 allo Staples Center va presa di lezione, e non va assolutamente ripetuta. Da lui tutti ci aspettiamo qualcosa in più e anche quest’anno è da lui che sono riposte le nostre migliori aspettative.

La stagione è appena iniziata ed è ancora lunga, ho buttato li qualche previsione, vedremo se sarà smentito o meno…

Nico P

Appassionato di ogni tipo di sport, con il basket a svettare nella sua classifica, tifo Lakers e Broncos con la preferenza sempre verso la squadra più debole. Nickname: Nico P

  • Nicola

    Peccato per l’involuzione che il Gallo ha avuto nel tiro dalla lunga distanza, altrimenti adesso staremmo parlando di un grandissimo giocatore. Come scritto nell’articolo sa fare discretamente tutto.

  • RR9

    Il GALLO è un giocatore davvero interessante…fa tutto…ci starebbe dappertutto…certo fors ein una franchigia che punta al titolo non sarebbe il fulcro ma, forse potrebbe essere quello che sposta l’ago dela bilancia…sarebbe interesante vederlo in una contender

    BELO…sarà ma io sono davvero supercontento per lui…ero il primo a dire ” ma peche non torna in europa a dominare?” e invece mi sta facendo rimangiare tutto…speriamo vada avanti così…

    MAGO: un giocatore che dei 3 è sicuramente quello che offensivamente è l più forte, il più debole mentalmente, sicuramente senza stimoli!credo che dovrebbe cambiare aria avere un coach e un compagno di reparto che lo prendono a calci in culo per tirare fuori la grinta ( non ci credo che esistano giocatori di basket che non ne hanno)…rafforzandone la psiche..e allora vedremo il vero MAGO..

  • LOL

    Gallinari deve scaffarsi in testa che diventa un grandissimo giocatore se la smette di tirare da fuori così tanto nonostante non gli entri un cazzo, giusto per dire quest’anno in media si prende 13 tiri a partita, di questi più di 5 sono bombe dall’arco, nell’anno in cui tira con le peggiori percentuali ever, assolutamente no sense. Il resto lo fa e molto bene.

    Belinelli è il più scarso dei tre ma c’ha un cuore enorme, ogni volta che viene messo in discussione bene o male ne esce e se convinci anche Thibo vuol dire che in questa lega a livelli importanti ci puoi stare eccome.

    L’altro lasciamo perdere, sarebbe come sparare sulla croce rossa.

  • RR9

    vabeh..se il MAGO non sa dove andare io a MIlano loprendo volentieri…:)

  • alert70

    Bargnani
    Deve tornare in Europa. L’NBA non fa per lui. Da noi farebbe faville e dominerebbe come pochi. Ha buttato quasi 7 anni per imparare poco o nulla. Ai tempi Benetton era fortissimo ed essere stato scelto numero 1 era legittimo. Purtroppo tra carattere, guide tecniche imbarazzanti, raccomandati nella stanza dei bottoni ha perso tantissimo. Se fosse rimasto in Europa un paio d’anni forse il salto nella NBA sarebbe stato migliore.

    Ora abbiamo un cristiano di 2.13 “odiato” dai compagni, dal coach e dal pubblico che lo ha sempre supportato. Cambiare squadra non lo aiuterà perchè la sua fama di molle e senza palle lo accompagna. Se deve andare in un altro postaccio per fare numeri senza senso sarebbe meglio un viaggio in direzione Mosca dove l’attenderebbe Messina, il suo mentore. Loro i denari da spendere ce l’hanno. Un paio d’anni, un paio di Euroleghe e poi a 30 anni potrebbe al limite riaffacciarsi in NBA come ha fatto Kirilenko.

    Belinelli
    Un grande. Sta riscoprendo se stesso a Chicago al punto che Hamilton farà e valigie. Thibo è felice del suo apporto, i compagni lo servono e non disdegnano di affidargli il pallone nei monenti cruciali. Difende, tira i liberi benissimo variando il suo gioco. Ha tutto per rimanere in una squadra con delle ambizioni. Ed ha margini di miglioramento.

    Gallinari
    Mi sta sulle palle come pochi ma ha la mentalità dell’americano. E’ il più americanizzato dei tre. Se non si intestardisce in tiri fuori dallo script va che è un piacere. Sta salendo di colpi conscio delle sue possibilità. Gioca in un sistema che lo avvantaggia e in un gruppo che non vede delle prime donne invadenti. L’unico appunto sono le potenzialità del team. Da po e poco altro. Lui deve migliorare nelle gestione dei tiri, non sarà mai un tiratore eccellente in grado di tirare con percentuali da urlo, ma l’esperienza unita alla testa lo porteranno a sfruttare al meglio le sue doti. Il che è perfetto.

    Probabilmente sarà colui che avrà più successo dei tre a livello individuale, di squadra al momento è Marco. Se rimarrà a Chicago potrebbe far parte di un roster che punta all’anello. Amenesty a Boozer permettendo.

    Peccato per Bargs che poteva sfondare. Poteva essere il nostro Nowiztki italiano. Pazienza.

  • salviamo trigari

    ottima analisi anche se un pò troppo filo Gallinari.
    Tranquillo e Bagatta approverebbero

  • Magic

    Non mi dispiacerebbe rivedere Bargnani in Europa, qui avrebbe un talento troppo abbondante per non eccellere, farebbe sfracelli.
    D’altra parte mi piacerebbe vederlo giocare bene in nba, le qualità sono da grande attaccante, ma manca tutto il resto…
    Gallinari non mi piace…gioca un buon basket totale, ma nulla di eccezionale; con le dovute proporzioni mi sembra la brutta copia di un Josh Smith; se avesse un tiro migliore sarebbe molto più forte.
    Belinelli è un mio pupillo dai tempi fortitudini, sono contento per lui, gode di molta meno pubblicità di Gallinari, ma è quello che più di tutti sorprende in positivo, va oltre i suoi limiti fisico-tecnici e si fa valere nella lega che ha sempre sognato. Grandissimo.

  • Quaqquo

    Sarà che da ex tifoso Benetton (ex per vicende extra-sportive, che schifo se ci ripenso..) ho simpatia per Bargnani, ma secondop me ogni tanto si esagerare nel denigrarlo. Soprattutto per sta cosa dei rimbalzi.. ok sei un 7 piedi che non va a rimbalzo per scelta politica o religiosa, ma in una lega in cui è pieno di pseudo PG che hanno quasi più palle perse che assist ci sta anche questo

  • in your wais

    No dai, Bargnani in Europa…uno di 27 anni capace di farne 20 a partita, perfino se in una squadra di cerebrolesi, nella NBA può tranquillamente restarvi altri 4-5 anni…

    A patto di trovare una sua dimensione, una squadra ed un coach più adatti, e soprattutto di tirare fuori un minimo di palle, che ormai ha l’entusiasmo di un anfiosso

  • akiro71

    quindi lol quando parliamo di “ITALIANI IN NBA” hai capito bene valgono poco o niente! sarà cosi ma io il basket lo vedo diverso

  • brazzz

    la sua fama di molle e senza palle lo accompagna

    e chiediamoci perchè..

  • alert70

    IYW

    E’ la sola alternativa per cambiare registro. Ora come ora viene visto come un reietto a cui non si darebbe una lira. Lo smacco più grande sarebbe l’amnesty. Se ne andasse in Europa a stravincere qualcosa di vero in una squadra simil NBA che si chiami CSKA, Maccabi………Real……

    Sarebbe contento anche lui. Poi dopo un paio d’anni con vittorie e allenatori con le palle a ricordargli come si gioca potrebbe ripresentarsi e scegliere dove andare.

    Invece rischia di finire in un altro lager cestistico a buttare via altri due anni a che pro non si sa.

    brazzz

    Quando venne nella NBA era un’altra cosa. Purtroppo è andato a finire in un postaccio e le sue debolezze sono aumentate. Fosse andato a finire a San Antonio, Boston……….avrebbe avuto dei maestri migliori giocando in sistemi veri. Sarebbe potuto esplodere o implodere. Invece abbiamo un ameba che è sbroccato al punto da dire quello che ha detto. Coloro che lo conoscono bene dicono che non è uno che si sbilancia. Quindi è palese che non ci sta più con la testa.

  • makahuna

    Alert
    Solo tu puoi dire che alla #1 bagnanti ci sta…nel draft di aldrige e roy (gay nn si pensava potesse esser questo)
    Ha avuto culo nell’aver Gherardini a Toronto

  • alert70

    makahuna

    Aldridge aveva giocato di merda il torneo NCAA, quindi è saltato, Gay non aveva ancora impressionato mentre per Roy c’erano delle riserve. Ti ricordo che al draft fu scelto terzo un certo Morrison.

    Oggi siamo bravi a disquisire sulla leicità di quella scelta ma nel 2006 il romano aveva dimostrato di essere un fattore a livello assoluto che gli altri ovviamente si sognavano. Perchè se ti imponi nel campionato italiano e fai un’ottima figura in EL è chiaro che dall’altra parte dell’oceano ti guardano con un occhio doverso. Senza dimenticare che allora si prevedeva un futuro alla Nowiztki.

    Tu non l’avresti scelto? Avresti optato per un Aldridge uscito male da un torneo di universitari? Certo oggi possiamo dire col senno di poi che era meglio cambiare ma allora non era così. Gherardini ha fatto il suo ma ripeto la scelta di Andrea era più che giusta. Poi la ciambella non è riuscita col buco ma un fiasco completo. Sarà per la prossima volta.

  • RR9

    si ma signori…Andrea ha 27 anni…purtroppo conta molto dove ti trovi a giocare..chi hai attorno soprattutto nei primi anni…Duncan aveva un certo Robinson….ad esempio…
    io ci credo ancora…

  • salviamo trigari

    col senno di poi siamo tutti bravi ad usare i pick, vi ricordo che a fine primo giro di quello stesso draft c’era un certo Rondo

  • Nitrorob

    che poi se vogliamo dirla tutta Bargnani ancora gioca, Roy (ahimè) no!
    certo Roy a toronto con Bosh in quei 4 anni che ha giocato avrebbe sicuramente portato in alto i Raptors, però poi sappiamo tutti come è andata!
    quindi inutile dirlo ora!

  • akiro71

    alert bargniani un fiasco completo, no esageriamo però!!

  • RR9

    io ricordo che l’anno scorso si diceva lo stesso di Meluzzo…io lo difendevo, Nitro puoi confermare,,,,alla fine…
    ecco dico lo stesso del MAgo..

  • alert70

    akiro71

    Sai perchè un fiasco? Perchè quest’anno avrebbe dovuto pretendere delle cose dal coach e dai compagni. Oltre che da se stesso. Star li come uno stoccafisso ad aspettare la palla senza colpo ferire mi ha dato fastidio. Come le sue dichiarazioni in cui ha estraniato se stesso dal gruppo/progetto. Come dire io faccio il mio gli altri meno.

    La delusione sta nel fatto che nel momento in cui doveva tirare fuori le palle si è ben tenuto lontano dal farlo. Se hai quel ben di dio di talento e quel fisico usalo. Invece calma piatta. Parliamo del miglior talento di una squadra che non ha James tra le sue fila, ne Durant, ne Melo, ne Bryant.

    Cosa gli costa alzare la voce e dimostrare che è lui il numero 1 e non Lowry? Non può giocare come lo scorso anno quando l’ASG era una realtà dietro l’angolo? Per quello ribadisco che è un fiasco. I punti li farà sempre senza che incidere sulla squadra. A che pro. A quel punto ti prendi uno come Ed Davis che perlomeno ci da dentro. E’ limitato ma ci prova. Bargnani no. Per cui ripeto è un fiasco. Sono proprio curioso di vedere cosa combinerà al suo ritorno.

  • hanamichi sakuragi

    FMB un precisazione.. gli anni di belinelli agli hornets con paul e senza paul sono stati buoni ed ha avuto la fiducia del mister. ed è milgiorato un pochino anno dopo anno.