La rivoluzione di UCLA parte da Muhammad!

Dopo un inizio stentato i Bruins stanno trovando ritmo e tutto comincia dalle talento del loro acquisto più importante.

Shabazz Muhammad sta guidando UCLA a traguardi importanti che non si vedevano da anni, con i suoi 19 punti e 5 rimbalzi di media è la guida dei nuovi Bruins che sperano nelle sue doti per tornare a vincere dopo anni di buio totale

In Shabazz si ritrovano quelle caratteristiche che separano una persona/giocatore nella media da quelle che fanno la differenza, la competitività e il Killer Instict, caratteristiche che lo stesso Muhammad ammette di usare quando gioca sia in partita sia in allenamento:“Ho sempre avuto questo senso competitivo ed è quello che mi ha separato dal resto del gruppo” ha detto il #15.
Suo padre ha ammesso che quando suo figlio era più piccolo di essere preoccupato che questi comportamenti lo potesse penalizzarlo nel futuro ma che a farlo convincere a lasciar correre è stata sua moglie che lo ha convinto a far crescere Shabazz nel modo in cui voleva e che questo poteva formare il suo carattere.

Nelle partite 1 contro 1 insieme al fratello Rashad non voleva mai perdere e durante le partite era solito prendere la palla, urlare e partire all’attacco. Alla highschool il suo allenatore non lo proteggeva dagli attacchi pensando di più alla protezione della squadra e lui in campo cercava l’avversario per attaccarlo al minimo segnale di debolezza.

Ora che è al College i suoi compagni e il suo allenatore lo lodano per le sua attitudine al lavoro anche dopo che gli altri se ne sono già andati: “È un combattente in qualsiasi cosa si faccia in campo e fuori” ha detto il suo compagno Kyle Anderson.
Ama esserci nei momenti importanti della partita per dare il colpo di grazia agli avversari come è successo settimana scorso contro Missouri dove ha segnato 7 punti con 2 triple negli ultimi 3 minuti del tempo supplementare regalando la vittoria alla sua squadra.

In conclusione Shabazz ha detto che il suo fuoco interiore è esploso alle scuole medie quando soffriva della sindrome di Tourette ed era paffutello, basso e privo di un buon atletismo e cosi le offese che riceveva sono diventate la la benzina che accende il motore di una macchina.

S.Bei

S.Bei

Sono di Rieti e ho una passione viscerale per il college basketball. Il mio giocatore preferito è Doug McDermott, non seguo particolarmente le vicende dei top team ma mi piace scovare giocatori promettenti nelle cosidette Mid-Major perchè a trovare il fenomeno a Kentucky, Duke o Louisville sono capaci tutti…il bello è trovarli dove non guarda nessuno! Nickname: Ste

  • cuni

    rivoluzione che durerà solo un anno, credo

  • graphicplayer

    A me sinceramente impressiona di più lui:
    http://www.youtube.com/watch?v=JLEvGbR8uzw

    meno pubblicizzato ma super velocità di base, vede bene il campo, spacca la difesa, gioca bene sulle linee di passaggio… Uno che al piano di sopra vedrei bene bene.