Curiosità dal passato…Alvin Robertson

Oggi andiamo a parlare del Dr. Jekyll e Mr. Hyde che ha calpestato i parquet NBA negli anni 80/90 con Spurs, Bucks e Raptors.

Scrivendo su Alvin Robertson si sa da dove si inizia ma, purtroppo per lui, non si sa bene dove finire perché la sua storia, la sua vita verrebbe da dire, sembra la classica storia da Dr. Jekyll e Mr. Hyde, grande talento cestistico pessimo talento nella vita, specie quella post basket.

Ma iniziamo ad occuparci della parte bella della vita di Robertson. Dopo una splendida carriera al college, un anno a Crowder Junior College e tre stagioni ad Arkansas, culminata con la selezione per le olimpiadi del 1984 vinte a Los Angeles da team USA, Alvin Robertson viene scelto al primo giro, numero 7 del draft del 1984 dai San Antonio Spurs. Robertson è una guardia di 190 cm, conosciuta per le sue grandi capacità difensive, specie nell’uno vs uno, con un mano abbastanza educata e buon passatore. Stupisce che non sia scelto prima in quel draft ma le voci che girano su di lui, all’epoca, parlano di cattiva attitudine, e non necessariamente a livello cestistico.
I San Antonio Spurs decidono comunque di scommettere su di lui perchè è in corso una rifondazione del roster con tentativo di ringiovanimento intorno ai due leader storici dei Texani, George Gervin, per lui sarà l’ultima stagione in maglia Spurs e Artis Gilmore. Coach Fitzsimmons vede in Robertson il futuro leader di questa squadra, l’uomo che insieme a Mike Mitchell, un tiratore meraviglioso e Johnny Moore, playmaker di grande talento, dovrà rappresentare il futuro, vincente spera, della franchigia.
La prima stagione nella lega di Robertson è la classica stagione da rookie in una squadra gestita dai veterani, all’inizio fatica a trovare minuti e a far vedere le sue qualità sul campo, in una squadra poi che all’80% pensa ad attaccare, ma soprattutto nel finale di stagione la guardia nativa dell’Ohio riesce a mostrare un po del suo talento, specie difensivo e contribuisce con 9.5 punti e quasi 2.0 palle recuperate a partita a portare gli Spurs ai playoff. Ma è nella sua seconda stagione che Robertson esplode letteralmente facendo vedere al mondo NBA tutto il suo incredibile talento. La stagione 1985/86 mette Robertson nella storia della lega per almeno quattro validissimi motivi. Partito Gervin coach Fitzsimmons necessità di un nuovo leader tecnico in campo, Gilmore non ne ha la capacità, Mitchell nemmeno e Moore si infortuna presto, per cui la scelta cade sul giovanissimo Robertson che non tradisce.
Anche offensivamente diventa importantissimo, gioca una stagione meravigliosa contribuendo a portare gli Spurs ai playoff anche se con un record perdente, 35-47, con delle statistiche personali davvero notevoli: 17 ppg, 6.3 rimbalzi 5.5 assist tirando con il 51% dal campo.
Ma è in una statistica dove entra nella storia della lega dalla porta principale, ed è quella della media recuperi. Quell’anno Robertson recupera 301 palloni in 82 partite, 3.7 per partita, una media mai fatta fino allora e che nessuno riuscirà mai più ad avvicinare. In questa specialità tra il 1986 ed il 1987 riesce nell’impresa di recuperare almeno un pallone per ben 105 partite consecutive, altro record toltogli da Chris Paul tra il 2007 ed il 2008 con 108, e vincerà la speciale classifica anche nel 1987 e nel 1991. Robertson era un maestro nel nascondersi dietro l’avversario per uscire al momento giusto ed anticipare il passaggio, leggeva le traiettorie come pochi altri, inoltre incrociare il palleggio davanti a lui equivaleva a vedersi scippare il pallone in un attimo. Nella sua carriera a livello di palle recuperate terminerà con le media di 2.71 in 779 gare la più alta nella storia.
E pur avendo giocato solo 5 stagioni a San Antonio è il secondo nella storia degli Spurs per numero di recuperi con 1129. Nell’anno di grazia, per lui, 1986 vince il premio di “Most Improved of the Year”, che veniva assegnato per la prima volta proprio in quella stagione, vince il premio come Miglior Difensore, e su questo nessun dubbio che non lo fosse, e viene convocato all’All Star Game per la prima di quattro volte, tre consecutive in maglia Spurs, uno dei pochi a riuscire in questo, insieme a Gervin, David Robinson e Tim Duncan, bella compagnia.
E il 18 Febbraio 1986 Robertson entra ulteriormente nella storia diventando il secondo giocatore della storia NBA a realizzare una quadrupla doppia. All’Alamo Dome contro i Phoenix Suns nella vittoria per 120-114 Alvin Robertson diventa protagonista di una partita fantastica con 20 punti, 10 assist, 11 rimbalzi e 10 recuperi, prima di lui solo Nate Thurmond, con un overtime, era riuscito in tanto e dopo di lui solo Hakeem Olajuwon e David Robertson ripeteranno l’impresa. E lui rimane l’unico dei quattro a non essere un centro e ad aver “usato” i recuperi per completare l’incredibile statistica.
Le stagioni successive per Robertson in Texas saranno sempre notevoli da un punto di vista personale, sempre tra i 17 e i 20 punti, e sempre oltre i 3 recuperi a partita, ma il record dei suoi Spurs andrà sempre più peggiorando. Poi la cessione a Milwaukee al termine della stagione 1988/89, altre discrete stagioni in maglia Bucks, con convocazione al quarto All Star Game nel 1991.
Poi un grave infortunio al ginocchio, i problemi extra basket di cui parleremo dopo lo portano a sparire dal panorama NBA per un paio di stagioni, fino al ritorno nella stagione 1995/96 in maglia Raptors alla prima stagione della franchigia Canadese nella lega. Ed anche qui un piccolo segno del suo passaggio Robertson riesce a lasciarlo, suo, infatti, è il primo canestro della storia dei Toronto Raptors, una tripla contro i New Jersey Nets. Alla fine di quella stagione, comunque giocata su livelli discreti, Robertson decide di ritirarsi. Ma, come abbiamo scritto, purtroppo per lui la sua storia extra cestistica non è esattamente così piena di belle imprese come quella in campo.
La sua è una storia di violenze domestiche e non solo, che inizia nel 1990 quando deve scontare un mese di prigione per aver picchiato la moglie. Nel 1997 viene condannato ad un anno di prigione per aver tentato di abusare di una ex fidanzata. Ormai la sua vita ha preso una piega terribile, cade in un buco da cui non riesce più ad uscire, viene arrestato a San Antonio nel 2007 per reati sempre legati a violenze domestiche.
Ma il peggio deve ancora venire; Nel Febbraio 2010 viene arrestato in quanto ritenuto componente di un gruppo di persone che hanno rapito e costretto a prestazioni sessuali un bambino di 14 anni, viene condannato per questo a 3 anni di reclusione.

Come abbiamo detto non sempre il talento in campo corrisponde ad uguale talento nella vita.

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • in your wais

    Un vero cittadino modello, pare che il PDL sia sulle sue tracce per una eventuale candidatura…

  • Nitrorob

    niente insomma, uno stinco di santo

  • RR#9

    PDL?io credo che in parlamento un posto a caso glielo trovino..

  • Lorenzo

    Grandissimo talento davvero…però deve aver venduto l’anima al diavolo per questo talento mi sa

  • gasp

    Grande talento ma una grandissima testa cazzo

  • cicci

    Giocatore fortissimo la cui vita ha preso una brutta piega forse anche in ragione di “beghe” contrattuali e scelte dirigenziali…se ricordo bene, la dirigenza Spurs, infatti, al tempo fece un affarone perchè lo mise sotto contratto – con un unico contratto – per tantissimi anni ad un prezzo contenuto.
    Poi lo cedette, insieme a Greg Anderson, a Milwaukee per Terry Cummings, appena dopo che Alvan aveva ormai eletto San Antonio come sua città della vita e lì aveva comprato casa investendo una somma considerevolissima.

    Credo che, in qualche modo, si sia sentito “tradito” dal comportamento societario…in un tempo in cui il concetto di “professionista” era più sfumato e quello di amor di maglia più sentito.

    Quella scelta, peraltro, risultò decisiva (insieme ad altre scelte…quale l’acquisto di Cheecks da Phila in cambio di Dawkins, poi ceduto a NY in cambio di Strickland, e la scelta n° 3 di Elliott) per la costituzione degli ottimi Spurs dell’era Robinson (che, per quanto non vinsero mai il titolo prima dell’arrivo di Duncan, erano squadra veramente temibile, ed un anno anche vincitrice – miglior record – della regular season).

    Io, personalmente, ero molto intrigato dalla coppia dietro Dawkins (un folletto guardia play velocissimo e con gran tiro da fuori)- Robertson, che di fatto non venne mai veramente sperimentata per via dei numerosi infortuni del primo ad inzio carriera.

    Ma non vi è dubbio che cedere Alvan si sia rivelata, col senno di poi, la scelta giusta.