Hot and Cold (Gennaio 2013)

Mese di gennaio con Indiana presente nel bene e nel male, risorge Brooklyn, bene Golden State e presenza italiana nei giocatori!

 

 

 

 

EST

 

HOT

Paul George (IND)
Anche quest’anno i Pacers sembrano destinati ad entrare nei play off della Eastern conference dalla porta principale e molto del merito di questa loro costante crescita è anche di Paul George. In questo mese di alti e bassi, 9-6, più alti che bassi, della squadra di coach Vogel, l’ala guardia uscito da Fresno State sta garantendo una continuità di rendimento che gli hanno consentito di essere convocato per l’All Star Game. Attualmente è il miglior realizzatore della franchigia, e partite come quella contro Washington, Miami e Houston lo candidano ad un futuro da stella di prima grandezza nella lega. Per come sta giocando e per la leadership che sta dando alla squadra è in lizza per vincere il premio per il Best Improved of the year. (Marco)

Brooklyn Nets
La cura Carlesimo sembra aver dato i suoi frutti, avevamo lasciato i Nets in una situazione tragica con giocatori scontenti (Williams e Humphries) e un ambiente che stava perdendo quell’entusiasmo col quale aveva condizionato l’inizio di stagione.
Ma cos’ha fatto Carlesimo? L’opposto di quello fatti da Avery Johnson, meno pressione ai giocatori con più libertà ai singoli, tant’è che Deron Williams riesce a giocare meglio la sua pallacanestro, c’è più coinvolgimento dei lunghi (Lopez & Blatche) e Joe Johnson vive meno in isolamento. La vittoria colta con merito ed in volata al Madison Square Garden contro i Knicks è stata una grande iniezione di fiducia, ad oggi Brooklyn può candidarsi ad un posto nelle prime 4 ad Est (F.M.B)

COLD

Roy Hibbert (IND)
e questo mese grande sorpresa anche il giocatore cold della Eastern Conference proviene dagli Indiana Pacers. E non per il record o per come sta giocando la squadra, ne abbiamo già parlato, ma per come il centrone di Indiana sta giocando fino a questo momento della stagione, dimostrando una involuzione pericolosa. Lento ed impacciato nei movimenti spalle a canestro non riesce a ritrovare quella fluidità che lo scorso anno aveva fatto pensare a Hibbert come ad un centro destinato a poter diventare dominante. Forse schiacciato dal peso del contrattone strappato? Di certo si nota che in alcuni momenti della partita tende a sparire, non cerca la posizione in post basso ed anche in difesa gli aiuti lasciano il tempo che trovano. Se i Pacers ritroveranno il loro #55 potranno tornare ad essere pericolosi ad est (Marco)

Philadelphia 76ers
Qualche segnale incoraggiante dentro e fuori dal campo sta arrivando ma a Philadelphia ci sono un po’ di cose che non vanno; tolto Jrue Holiday, unico punto fisso e continuo, il resto della squadra alterna momenti da All Star ad altri da fantasmi come Evan Turner, Nick Young, Thaddeus Young e Dorell Wright.
Si sa, le squadre di Collins al 3° anno hanno un crollo sistematico, chiaro che questi Sixers hanno 2 squadre, quella che stiamo vedendo adesso e quella che (si spera) vedremo con Andrew Bynum, la squadra ha le potenzialità di essere una mina vagante ad Est come l’anno scorso ma senza continuità di risultati e prestazioni si fa dura (F.M.B)

 

West

HOT

Danilo Gallinari (DEN)
ottimo mese di gennaio per i Denver Nuggets, 12-3, grande periodo per Danilo Gallinari che è stato l’autentico trascinatore della squadra della Mile High City in questo mese. In una squadra priva di autentiche stelle la personalità e le giocate del Gallo sono state fondamentali per consentire alla squadra del Colorado di trovare vittorie importanti come quella contro i Thunder e contro i Lakers, in quel periodo ancora decenti come record. Gallinari è attualmente il miglior realizzatore della squadra, gioca in attacco come mai visto fare nella lega, ed una fluidità di movimenti e capacità di prendersi tiri decisivi che dimostrano che il talento di Graffignana potrà inserirsi, in un futuro non lontano, tra quelli che contano nella NBA. (Marco)

Golden State Warriors
Non sono più una sorpresa ma una costante, dopo anni di difficoltà fatti solo di fuochi d’artificio adesso i Warriors sono una vera squadra e il merito è prevalentemente del suo allenatore, Mark Jackson, reo di aver resuscitato quella macchina da doppie-doppie che è David Lee e di aver dato le chiavi della squadra a Stephen Curry.
Gioco dinamico, veloce, fisico giocato da giocatori che hanno queste caratteristiche come la matricola Harrison Barnes ma, oltre all’asse Curry-Lee, la era forza dei Warriors esce dalla panchina: Carl Landry è una certezza e Jarret Jack sembra aver finalmente trovato a sua dimensione in NBA, meno egoista e più devoto al sacrificio. La domanda su squadre come questa è sempre la stessa se terranno fisicamente fino alla fine (specie Curry), ma ad oggi gioca la miglior pallacanestro NBA. (F.M.B)

COLD

Jeremy Lin (HOU)
Non un gran mese per i Rockets, 8-9, non una grande stagione per Jeremy Lin. Ha voluto il contrattone, adesso ce l’ha, ha voluto le redini di una squadra, accontentato, solo che non diventi una superstar per 6 partite 6 giocate anche bene a New York e questo lo si sta vedendo in questo primo scorcio di stagione. In attacco è diventato prevedibile, pessime percentuali al tiro, specie da tre, soffre, probabilmente, la personalità strabordante del suo compagno di linea James Harden. Se a questo si unisce una difesa non di certo entusiasmante si capisce che Lin deve ancora fare un sacco di strada per diventare quel giocatore che per molti in quindici giorni era diventato nella Grande Mela (Marco)

Minnesota Timberwolves
Partiti con grandi ambizioni, grande entusiasmo per un mercato di tutto rispetto “made in Europe” ma per Minnesota è tutto finito; Kevin Love ha passato più tempo in borghese che in campo, Ricky Rubio sta facendo molta fatica a tornare sui suoi livelli, Brandon Roy non ce l’ha fatta e Andrei Kirilenko fa quello che può. Certo, la sfortuna degli infortuni ha la sua buona fetta ma a Minnesota quello che preoccupa è proprio l’ambiente, quartultimi ad Ovest (18-23) e Love che sta facendo capire a grandi linee che se ci fosse la chance di fare i bagagli non si farebbe pregare, 4 PG lunatici da gestire (Shved, Rubio, Ridnour, Barea), Derrick Williams sta faticando ad affermarsi e manca il go-to-guy…buona fortuna! (F.M.B)

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Il Nichilista

    Buona fortuna ai TWolves è un ossimoro

  • Danilo

    mi vorrei soffermare solo sull’analisi Sixers :

    1) T.Young non mi pare affatto essere un fantasma quest’anno; 15 punti col 522 % da due ( primo in squadra ) + 7.40 rebs ( primo in squadra ) 1.6 rubate a partita ( incredibilmente PRIMO in squadra ) e quasi una stoppata ad allacciata.

    2) la mancata presenza di Bynum ha completamente falsato la stagione, ci sarebbero stati due All-Star altrimenti ( con Holiday )

    3) diamo a Collins una squadra al completo col secondo miglior centro della lega e poi stiamo a vedere

  • @Danilo infatti ho scritto che la squadra ALTERNA momenti da all-star a momenti no, se fossero continui (e con un Bynum al 100%) sarebbero nelle prime 4 a mani basse.