Curiosità dal passato…Wes Unseld!

Dopo un turno di riposo Marco torna con le sue chicche degli anni passati, stavolta andiamo nella capitale per parlare di un personaggio unico.

Dopo una settimana di pausa per cause tecniche di chi vi scrive ritorna la rubrica sulle curiosità del passato. E torniamo alla grande, parlando di un personaggio tanto schivo e riservato nella vita, quanto determinato e feroce all’interno di un campo da basket: Wesley Sissel Wes Unseld.

Uno che nella storia della lega e del gioco ci è entrato dalla porta principale, a spallate, con le lotte per la presa di posizione, con la difesa ed i rimbalzi.

Unseld è stato La bandiera dei Bullets, gli attuali Wizards, a Baltimore prima ed a Washington quando la franchigia decise di spostarsi nella capitale. Unseld venne scelto con il numero 2 al draft NBA del 1968 dai Baltimore Bullets, in uscita da Louisville University. A Louisville nei quattro anni trascorsi nella NCAA, Unseld si era distinto per un solido gioco sottoc anestro, per una ferocia nell’andare a rimbalzo fuori dal comune. La sua prima stagione nel college la chiuse a 35.8 punti e 23.5 rimbalzi, senza contare la difesa, batterlo in post basso in uno contro uno era veramente difficile per chiunque, difensore fisico certo, ma anche di grande tecnica.
E su entrambe le cose ha sempre dovuto contare Unseld, perché sicuramente non poteva metterla sul piano dell’altezza. Pur avendo giocato tutta la sua carriera cestistica da centro, Unseld non superava i 2 metri. La guida ufficiale della NBA lo da 6’7”, in pratica 201 cm, avendolo visto dal vivo posso garantire che se arrivava ai 195 cm era un miracolo, e basterebbe vederlo in un filmato d’epoca in difesa su uno dei tanti centri che ha dovuto affrontare nella sua carriera per capire chi ha ragione. Celebre una frase di Wilt Chamberlain sulla difesa di Unseld in post basso, sembra di avere uno che ti picchia e che è dentro la tua canottiera. Unseld arriva alla corte dei Bullets di coach Gene Shue reduci da una stagione chiusa con il peggior record della Eastern Conference.
E l’arrivo di Unseld trasforma letteralmente la franchigia. Il suo enciclopedico post basso su entrambi i lati del campo, specie quello difensivo, i suoi rimbalzi, la sua determinazione e cattiveria agonistica nel pitturato danno nuova linfa vitale ai Bullets che passano in un anno dall’essere la peggiore squadra ad est, 36-46, al diventare quella con il miglior record nella Eastern Conference, 57-25. In quella prima stagione viaggia a 13.2ppg ma cattura oltre 18 rimbalzi a sera, dominando la speciale classifica. Inoltre ha la capacità di trasformare il rimbalzo difensivo in contropiede grazie ad una abiltà nel passaggio in uscita che farà scuola per molti anni a venire.
Baltimora gioca un bel basket, anche spettacolare offensivamente, ma la specialità della casa e la difesa durissima, avventurarsi nell’area dei tre secondi dei Bullets diventa sempre molto complicato. Alla fine di quella stagione Unseld entra subito nella storia della lega, diventa infatti il secondo giocatore della storia a vincere il premio come Rookie Of The Year e MVP della stagione nello stesso anno.
Neanche da dire chi sia stato il primo. Quell’anno Sport News lo nomina sportivo USA dell’anno. Ed è solo l’inizio di una fantastica carriera, due anni dopo Unseld, con un altra grandissima stagione, 14 ppg 17 rimbalzi di media, in una squadra meno forte di quella in cui è approdato da rookie, porta i Bullets alle finals, perse 4-0 contro i Bucks di Oscar Robertson e Jabbar. E le finals è un posto dove Unseld e i Bullets in quegli anni 70 tornano altre 3 volte. Ma è nella stagione 1977/78 dove Unseld entra di diritto nella storia in maniera definitiva.
I Bullets vincono il titolo in finale contro i Sonics 4-3 in una delle serie finali più intense dure e drammatiche della storia della NBA. E per capire l’importanza del centro di Louisville si devono leggere le sue statistiche. In quei play off Unseld viaggia a meno di 10 ppg, 12 rimbalzi e 4 assist a partita, eppure la sua difesa incredibile, la sua grinta il suo non retrocedere mai davanti ad avversari più grossi rispetto a lui lo portano a vincere il titolo di MVP delle Finals, nella storia l’unico caso di MVP dato per le prestazioni difensive più che per quelle offensive.
E l’anno dopo i Bullets tornano ancora una volta alle finals sempre guidati dal loro centro, dalla sua energia dalla sua voglia che non sembra diminuire mai quando Wes entra in un campo da basket. Unseld si ritirerà al termine della stagione 1980/81, l’unica in cui non riesce a portare la sua franchigia alla post season. Resterà nella storia come il primo centro under size ad aver spostato gli equilibri del gioco, in un epoca dove l’altezza nei centri contava davvero tanto, basti pensare ai suoi duelli, sulla carta impari, contro Chamberlain o Jabbar, contro Lanier e Jack Sikma, tanto per citarne alcuni, tutti superiori come stazza tutti almeno una volta azzittiti da questo bassottello tracagnotto ma con un cuore enorme.

Unseld per questo sarà inserito nella lista dei 50 giocatori più grandi della storia della NBA, un onore enorme per un uomo ed un giocatore delle sue caratteristiche, non solo sportive ma anche morali ed umane. Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • mad-mel

    Adoro questa rubrica

  • gasp

    Un grande giocatore che guidò il taxi abbondanato che era la NBA ai quei tempi assieme a Jabbar e Cowens.

  • Lorenzo

    Quoto Mad-mel

  • cuni

    Chiedo scusa per la mia ignoranza, ma c’è scritto che Unseld è il SECONDO rookie ad aver vinto rookie of the year e MVP. Chi fu il primo? E poi, ce ne sono stati altri? Grazie 🙂

  • cuni

    ovviamente ROY/MVP nello stesso anno

  • gasp

    Cuni
    Fu Chamberlain

  • cuni

    grazie gasp

  • gasp

    Abbati
    Ma il primo centro undersize che riuscì a dominare tra i vari Chamberlain e Jabbar non fu Cowens?

  • in your wais

    Beh, più che dominare Wily o Jabbar, diciamo che Cowens ed Unseld riuscirono loro a non farsi dominare, ed a tenergli testa…traguardo non da poco, dato che contro ogni altra squadra Lakers/Bucks/76ers partivano con un enorme vantaggio…

    La grandezza di Wes fu anche quella di aiutare, con la sua difesa, i suoi rimbalzi e la sua mentalità di squadra, a far rendere al meglio Heyes, talento offensivo mostruoso ma non esattamente uomo squadra modello…

    Si dice comunque che Wes fosse talmente forte da poter fare un passaggio due mani sopra la testa, da linea di fondo a linea di fondo (quasi 30m) anche vestito in giacca e cravatta

  • marco nba evolution

    cowens venne scelto dopo unseld, era almeno 10 cm più alto ed aveva un tiro dai 5 metri di discreto livello.

  • Danilo

    la leggenda narra anche che fosse capace di effettuare un passaggio lob dalla propria linea di fondo verso il tabellone contrario e far tornare indietro il pallone di rimbalzo….