Curiosità dal Passato…Wat Misaka!

Dopo la pausa per l’All Star WeekEnd torna Marco con le sue curiosità dal passato e oggi parlerà di un giocatore del sol levante.

Vi ricordate Earl Lloyd?

Ne abbiamo parlato in una delle puntate precedenti in quanto che fu il primo giocatore afroamericano a giocare nella NBA, nel lontano 1950. Ma come abbiamo detto in quella puntata Lloyd fu il primo afroamericano ma non il primo giocatore di etnia non caucasica a giocare nella lega. E si può dire che nella NBA dei nostri padri, che all’epoca si chiamava BAA ma che noi chiameremo comunque NBA per comodità, non era facile non essere bianchi e avvicinarsi al mondo dello sport professionistico.

E ancora di più non sarà stato facile essere di etnia giappo-americana e giocare nella lega nel lontano 1947, subito dopo la guerra mondiale, combattuta aspramente anche tra giapponesi e americani e che aveva lasciato all’interno degli USA una ferita profonda per come, post attaco di Pearl Harbour, i giappoamericani erano stati trattati dal governo USA. E Wat Misaka conosceva bene questa storia.Questa puntata di curiosità del passato ha più il sapore di una pillola che di un racconto vero e proprio, ma la storia, breve, di Misaka va raccontata perchè ha aperto le porte a tutti quei giocatori di etnie diverse dalla bianca all’interno del mondo NBA. Non è mai facile essere precursori, per lui, come abbiamo spiegato, ancora più difficile rispetto ad altri. Ma Misaka nella sua carriera sportiva e nella sua vita è sempre stato abituato a lottare per emergere, ed anche per sopravvivere. Wataru “Wat” Misaka nasce ad Ogden nello Utah, nel 1923, paly maker di 170 cm, con buona visione di gioco, discreto tiro e grande solidità fisica. Le cronache ci dicono che guidò la Ogden High School a vincere il titolo di stato nel 1940, poi con l’attacco di Pearl Harbour iniziarono i guai per Misaka e la sua famiglia. Sull’onda emotiva dell’accaduto infatti, il governo USA decise di internare in veri e propri campi di concentramento tutti i cittadini americani di origine giapponese, per paura che fra loro si annidassero delle spie. E la famiglia Misaka subì questa sorte. Solo che la tenacia mentale e la sua importanza all’interno della Ogden High School fecero si che Misaka, pur vivendo in condizioni tragiche, riuscì a continuare a giocare a basket, portando a ulteriori risultati positivi, ad esempio la vittoria in un regional nel 1942.
Finite le High School Misaka era diventato un prospetto di livello nazionale solo che per colpa della sua origine non venne reclutato da nessun College di primo piano, inoltre visto che il suo domicilio era un campo di concentramento nello Utah avrebbe potuto giocare solo per Utah University.
Così la sua carriera universitaria si svolse tra Weber Junior College prima e Utah University dopo, con grandi successi sia a livello personale che di squadra, a Utah due titoli di stato e due partecipazioni al torneo finale NCAA. A questo punto il salto nella neonata, nel 1946, lega professionistica di basket era più che maturo. Wat venne scelto con il numero 60 al draft del 1947 dai New York Knicks. Ed il 18 Novembre 1947 nella vittoriosa traseferta di Providence Wat Misaka diventa il primo giocatore non bianco a calcare il parquet, speriamo che lo fosse almeno, NBA, segnando 5 punti nella vittoria dei suoi Knicks per 87-69.
La carriera di Misaka nella lega dura solo altre due partite, le sue statistiche carriera sono facilmente ricordabili, 7 punti in totale con il 15% al tiro, ma quello che ha fatto lui per il mondo dello sport, quell’anno oltretutto in concomitanza con Jacky Robinson nel baseball a Brooklyn, ha un valore simbolico elevatissimo. Dimostrò come non è necessario essere bianchi per affermarsi nello sport, ed a quell’epoca era un risultato di grande spessore.
Misaka non era così convinto di continuare nel mondo del basket professionistico, infatti non appena venne cercato per un lavoro da ingegnere nello Utah, terra d’origine, chiese di essere tagliato dai Knicks perché, disse, tra uno stipendio da neo ingegnere e uno da giocatore professionista non c’è poi una grande differenza, solo che come ingegnere ho più possibilità di fare carriera.

Così la carriera cestistica di Misaka terminò così , molto velocemente, la sua leggenda e la sua importanza nella lega e per la lega rimarrà sempre in eterno.Certo non è la solita storia, ma è una storia che andava la pena di raccontare

Curiosità precedenti
Ernest DiGregorio
Bill Willoughby
Larue Martin
Washington Vs Tomjanovich
Thompson Vs Gervin
Earl Lloyd
New Orleans Jazz
Elmore Smith
Dale Ellis
Alvin Robertson
Wes Unseld

 

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • Nitrorob

    Questa è fibra Wat!!

    ah no scusa…..palle!
    ne doveva avere 2 enormi per fare quello che ha fatto in quei anni, visto che i Jappo erano gli “ebrei americani”

  • gasp

    “tra uno stipendio da neo ingegnere e uno da giocatore professionista non c’è poi una grande differenza, solo che come ingegnere ho più possibilità di fare carriera.”
    Pensa come sono cambiati i tempi!