Il Mago senza trucchi

Stagione difficile per l’ex Treviso che alla fine è rimasto in Canada ma ricoprendo il ruolo di 6° uomo…con molte difficoltà.

Ha il cilindro vuoto Andrea Bargnani, mestamente torna dietro le quinte a ripassare ogni movimento, ogni parola, ma il pubblico rumoreggia in maniera insopportabile.

Quando hai 20 anni e vieni chiamato in NBA con la prima scelta (primo giocatore Europeo ad ottenere questo onore) è chiaro che un po di pressione addosso ce l’hai, poi finisci in una franchigia ai margini geografici e mentali della lega magari ti senti anche un po emarginato. 
Bargnani tira bene, nella zona compresa tra i 7 e i 5 metri dal canestro è il miglior giocatore della lega sopra i 210 cm in situazione di ricezione, secondo probabilmente solo a Dirk Nowitzki, ma poi?
Poi esattamente come il tedesco cominciano i problemi, più ci si avvicina al pitturato e più contano tenacia, aggressività e muscoli, e non è una di quelle cose che si può davvero evitare di fare, sia perché non si può delegare sempre ad altri il compito di occupare quella zona del campo (sopratutto quando “altri” in squadra non ce ne sono) e sia perché, come dice Federico Buffa, è negli ultimi 3 metri dal canestro che ci si guadagna il rispetto in questa Lega.

Sembra un discorso testosteronico sui valori del fascismo, ma è la verità, e se eviti sempre di affrontarla prima o poi ti si ripresenta tutta insieme, come la caponata che fanno a casa di alcuni miei amici.

È quello che è successo a Bargnani in queste settimane di dedline’s rumors, nel tentativo di trovare uno scambio per l’italiano, Colangelo si è accorto che la percezione che la lega aveva del Mago era tutt’altro che quella di un pezzo pregiato.
 Intendiamoci, Wunderdirk ha vissuto la medesima condizione per gran parte della carriera, con Dallas favorita OGNI ANNO dal 2000 in poi, salvo poi schiantarsi in qualche turno dei playoff con la stampa specializzata che tuonava “Dirk è forte si, ma troppo monodimensionale, non è aggressivo, non è un vincente”.
Voi forse non ve lo ricordate, ma io c’ero, compravo ASB tutti i 15 giorni e francamente ero confuso dal reiterarsi di questa formula.
 La fortuna di Nowitzki è stata quella di avere alle spalle un proprietario innamorato di lui oltre ogni logica, e aver vinto un titolo grazie ad un roster, che integrava perfettamente le sue lacune, fatto di veterani in missione per la vita.

Il tedesco non ha trovato il fuoco sacro della difesa-rimbalzo, o delle sportellate sotto i tabelloni, ha mantenuto le sue carenze e ha affinato i suoi punti di forza, esattamente quello che ci si dovrebbe aspettare da Bargnani.
Il futuro per l’italiano non è molto roseo, con quel contratto non sono in molti nella lega a scalpitare per avere un mozzarellone sovrastipendiato, vi è più che fuori dai confini Canadesi probabilmente sarebbe un comprimario o addirittura, ipotesi per niente fantascientifica, un sesto uomo di lusso da far entrare per allargare le difese nei momenti cruciali.

Qualcuno potrebbe farsi abbagliare dalle cifre messe insieme da Andrea in questi anni, sempre copiose in punti, sulle quali ci sarebbe da porre l’asterisco “sempre titolare e grossomodo primo terminale offensivo della squadra”, il che non è necessariamente un male, però definiscono meglio il 20 + 5 (!!!) della sua miglior stagione.
Se dovesse rimanere a Toronto allora è chiaro che in Canada dovranno arrivare muscoli e chili che ribilancino i pesi in campo, ma questo è un discorso che si fa ormai da parecchio tempo, altrimenti il suo contratto scadrà quando lui avrà 30 anni (2015) e allora ci sarà il momento della verità.

P.S.
Ma a Toronto hanno ancora l’amnesty da spendere giusto?

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien