Carlisle duro su Mayo: “Non è un fighter!”

La separazione tra l’ex Grizzlies e Dallas pare ormai dietro l’angolo e anche il coach ha perso la pazienza dopo l’ultima partita.

I tifosi e gli stessi Dallas Mavericks si aspettavano il botto se non una presenza di livello costante da parte di O.J Mayo (25 anni), arrivato in estate come secondo violino dietro Dirk Nowitzki (34 anni), ad inizio stagione l’ex Grizzlies sembrava rispettare quello che che ci aspettava da lui smentendo i critici che lo definivano come un giocatore incostante, poi però ha iniziati a scendere di livello.

Nel momento importante della stagione, quando Dallas stava risalendo la china ed era in lotta per l’8° posto, O.J è scomparso dal campo dando un contributo davvero misero e nell’ultimo match contro i Memphis Grizzlies coach Rick Carlisle non ci ha più visto; l’allenatore ha chiamato un time-out per “cazziare” la sua guardia: “Ho chiamato il time-out per toglierti dal campo!” poi in conferenza stampa ha spiegato: “Voglio di più da lui, voglio vederlo reagire e combattere, e lui stanotte non lo ha fatto!”.

Mayo ha chiuso 2 punti, 1/6 dal campo, in 28′ di gioco e Carlisle non ci è andato leggero: “Sono rimasto shockato! Tutto quello che abbiamo fatto quest’anno per aiutarlo ad evolvere il suo gioco, stanotte era un match davvero importante per noi e lui non ha lottato col gruppo” poi però si è tranquillizzato: “Ha avuto una notte storta, ha ancora un’ultima opportunità per rifarsi”.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • marcus833

    Mayo 25 anni e Nowitzki 34 anni…

  • alert70

    Giocatore sopravvalutato e senza testa.

  • graphicplayer

    secondo me no. Anzi. Semplicemente ha bisogno di sentirsi responsabilizzato. Ha dato con continuità finché dirk era fuori. Poi si è sentito messo in seconda fila e ha staccato mentalmente. È un limite certo ma li è l’allenatore che deve lavorare sulla psicologia del giocatore. Spero vada a chicago sinceramente.