Curiosità dal Passato…Danny Biasone e i 24″!

Ultimo appuntamento stagionale con le curiosità dal passato di Marco, oggi vi narrerà di un nostro compaesano, ai entrato in campo ma…

Questa prima serie delle “Curiosità dal passato” chiude così come è iniziata: con una storia che riguarda un paisà, anzi con una storia che riguarda un italiano proprio che pur non avendo giocato un solo minuto nella NBA ha contribuito in maniera determinante a farla diventare lo sport bello e spettacolare che è adesso.
Daniel, all’origine Daniele, Danny Biasone viene alla luce il 22 Febbraio del 1909 a Miglianico, in provincia di Chieti, undici anni dopo la famiglia di Danny, come tante all’epoca, decide di tentare la fortuna imbarcandosi su una delle tante navi che all’epoca portarono tantissimi nostri connazionali dall’altra parte del mondo, oltre oceano in “America”!! La famiglia Biasone si stabilì a Syracuse, una cittadina dello stato di New York non esattamente piccola, famosa fino all’epoca per la presenza della Syracuse University.

A differenza di tanti altri Italiani emigrati negli Stati Uniti, Daniel Biasone ebbe un’infanzia abbastanza fortunata, frequentò tutte le scuole diplomandosi nel 1928 alla Blodgett Vocational High School di Syracuse. Non frequentò alcuna università ma si gettò immediatamente nel mondo del lavoro svolgendo molte attività fino al 1941 quando prese in gestione una sala bowling, la Eastwood Recreation Center sempre a Syracuse. E la sua vita svoltò. All’epoca gestire una sala bowling significava fare soldi. In breve tempo Biasone grazie alle sue indubbie capacità imprenditoriali, roiuscì a ripagare il debito che aveva dovuto fare per acquisire la gestione del posto, ed iniziò a guadagnare, così tanto da acquistare la sala stessa nel 1944. Nel 1946 Maurice Podoloff creò la BAA, antesignana della NBA. Biasone era molto interessato all’idea di entrare nello sport professionistico USA, ma non era ancora nelle condizioni di poter acquistare o creare una squadra di baseball o di football, suo primissimo amore. Decise allora di provare con il basket, e con un investimento nemmeno troppo oneroso per l’epoca, poco più di 5000 $, fondò i Syracuse Nationals. Le prime stagioni della lega corsero via ma il gioco non sembrava avere presa verso l’esigente pubblico statunitense, specie in materia di sport professionitici.
Il basket, alla fine degli anni 40 e agli inizi degli anni 50, veniva considerato, per la maggior parte delle volte, uno sport assolutamente noioso, dove lo spettacolo era centellinatissimo. Dopo un inizio dove, più per la curiosità che per altro, le “arene” videro la prsenze anche di un buon numero di spettatori, agli inizi degli anni 50 la NBA era in una crisi economica profonda, perchè alla gente non sembrava interessare. E come dargli torto. Abbiamo già parlato della “mitica” partita terminata 19-18 tra Pistons e Lakers, con il pubblico ad un certo punto interessato ad altro, possiamo anche citare un altro caso accaduto sempre nel 1950, la partita tra Rochester Royals vs Indianapolis Olympians durata ben 5 dicesi 5 supplementari, ma questo solo perchè per ben tre dei cinque supplementari i Royals tennero la palla per 4.58 per tentare, fallendolo, l’ultimo tiro. Le cronache dell’epoca, alcune, ci dicono che alla fine meno di 30 persone videro l’epilogo della disfida. Ed in molti pretesero ed ottennero il rimborso del biglietto. Biasone capì che così non si poteva andare avanti.
Lui era un amante del baseball e del football giochi comunque spettacolari ed offensivi. Iniziò a studiare un metodo per cercare di rendere il gioco del basket nella NBA spettacolare ed offensivo. Pensò quindi di creare un limite di tempo entro il quale ogni squadra doveva chiudere il proprio possesso offensivo cercando il tiro per poter realizzare i tanto attesi due punti. Iniziò quindi una serie di esperimenti, usando proprio i suoi Nationals durante le loro sedute di allenamento.
Così dopo circa tre mesi di test partorì l’idea di far durare ogni azione offensiva 24 secondi. Adesso la domanda che tutti si fecero, e che diciamolo ancora oggi ce la facciamo anche noi, fu la classica perchè caro Danny proprio 24 secondi. E Biasone aveva la risposta a questa domanda. Una risposta banalissima ed assolutamente matematica. Per avere un gioco spettacolare secondo Biasone, ogni squadra avrebbe dovuto avere almeno 60 possessi offensivi a partita, questo era stato il risultato uscito da tre mesi di “strani” allenamenti ed esperimenti vari. A questo punto prese i 48 minuti facendo un’opera di conversione e trasformandoli in 2880 secondi e dividendoli per 120, i possessi di due squadre in una partita. Il risultato fu matematico: 24!!!
Con questa proposta e sicuro di quanto pensato e sperimentato Biasone si recò negli uffici della NBA, per sottoporla all’ allora Commisioner Podoloff. E piacque tantissimo, così la stagione 1954/55 iniziò con la presenza del cronomentro dei 24 secondi in campo, definito “shot clock”.
La prima partita giocata con questa nuova ed innovativa regola fu Fort Wayne Pistons at Milwaukee Hawks, il 30 Ottobre 1954. E fu subito spettacolo. Tanto per capirci la media punti complessiva nella lega salì da poco più di 79 a partita ad oltre 91. Inoltre i Boston Celtics furono la prima squadra nella storia della NBA a chiudere una stagione sopra i 100 punti di media a partita. E questo record venne ritoccato nelle successive quattro stagioni. L’affluenza del pubblico iniziò ad aumentare immediatamente, la NBA divenne una lega spettacolare, nell’arco di tre anni si ebbe un incremento del numero degli spettatori intorno al 40% rispetto all’epoca pre 24 secondi.
Insomma si può dire che Biasone salvò la lega e la fece diventare la NBA che conosciamo adesso, veloce, spettacolare e ad alto punteggio.

Per la cronaca la prima stagione con lo “shot clock” venne vinta proprio dai Syracuse Nationals, un po di giustizia divina insomma. Bisono rimase proprietario dei Nationals fino al 1963, quando un gruppo di imprenditori di Philadelphia gli fece un’offeta che lui accettò La franchigia venne spostata in Pennsylvania cambiando nome i 76ers. Questa è la storia dei Daniel Biasone e dell’importanza che la sua idea ha avuto nel mondo del basket mondiale.

E questa era la nostra ultima puntata per questa stagione. Ringrazio chi ha seguito questa rubrica con interesse, per i commenti sempre molto competenti ed interessati.

E ringrazio F.M.B per avermi aiutato a sviluppare questa idea che spero sia piaciuta.

Arrivederci alla prossima stagione

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70

Nickname: Doc.Abbati

  • questa è la storia dei miei bellissimi Sixers di Philadelphia….show ya luv!!!!

  • gasp

    Bianchi,non saltavano una foglia, sai che divertimento!

    P.s ma la stagione quando sarà?

  • marco-nba evolution

    la nuova stagione rinizierà con la partenza della regular season a novembre 2013, dall’inizio dei playoff ci sarà al posto delle curiosità del passato un altra rubrica similare con pezzi più corti che parlerà dei playoff

  • Lorenzo

    Rubrica seguita e letta tutto l’anno davvero interessante e bella…anche quest’ultima storia fantastica…GRAZIE DANIEL!!! e anche grazie Marco per tutto quello che ci racconti.