Jackson mette Jordan e Kobe a confronto!

Lo Zen si lascia andare nel suo ultimo libro e parla a briglia sciolta dei due fenomeni che ha allenato e con i quali ha vinto tutti i suoi anelli da allenatore!

Niente Brooklyn, niente Toronto per Phil Jackson che passa le sue giornate sulla veranda di casa sua a twittare e leggere alcune pagine del suo nuovo libro (Eleven Rings “Soul of Success”) attendendo la chiamata giusta per tornare in NBA e puntare subito al titolo, intanto il coach Zen ha parlato e messo a confronto i due fenomeni che gli hanno consentito di entrare nella leggenda, Michael Jordan e Kobe Bryant (34 anni).

Mike Bresnahan del Los Angeles Times ha letto l’ultimo manoscritto del coach ex Chicago e ha riportato la parte del paragone: “Michael era più carismatico e socievole di Kobe. Amava uscire con i suoi compagni di squadra e guardie di sicurezza, a giocare a carte, fumare sigari, e scherzare” aggiungendo: “Kobe è diverso. Lui è sempre stato riservato come adolescente, in parte perché era più giovane rispetto agli altri giocatori e non aveva sviluppato forti competenze sociali al college. Ai Lakers aveva evitato fraternizzare con i suoi compagni di squadra. Ma questo suo essere chiuso col tempo è passato e durante le trasferte cercava di conoscere meglio si suoi compagni”.

Poi l’aspetto tecnico/tattico: “Michael aspettava sempre che la partita venisse a lui senza forzare troppo, cosa che Kobe invece fa quando la partita non viene da lui; soprattutto quando il gioco non sta andando la sua strada. Quando un tiro non gli entra, va avanti finché non gli entra mentre Michael sarebbe più incline a cercare una soluzione diversa, come un passaggio, per cercare di vincere chiamando in causa i compagni”.

Infine sull’ossessione del “Black Mamba“: “Kobe voleva superare a tutti o costi MJ per essere il più grande di sempre, era un ossessione per lui!” aggiungendo: “Quando andammo a giocare a Chicago organizzai un meeting tra i due per far si che si confrontassero, dopo la stretta di mano iniziale Kobe ha detto a Michael: “Tu sai che ti posso prendere a calci in culo!””

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • Michael Philips

    Ammiraglio

    Vujacic è il basket.

  • Ammiraglio

    Michael, come osi soltanto pronunciare il suo nome?

  • LOL

    ad uno che dice che il titolo andava altrove se non si fosse rotto perkins cosa vuoi che dica? non ce la faccio proprio a rispondere, certo pensare che quello egoista che gioca da solo fottendosene dei compagni ha una media tiri a partita uguale a 19 che diventa 20 nei playoff mentre quell’altro si prendeva 25 tiri a partita fa abbastanza sorridere…

  • Michael Jordan

    Eccomi di nuovo, per la seconda volta, mi trovo faccia a faccia con la fine, con la mia ultima partita, l’ “ultimo ballo” come l’ hanno definita i giornalisti. Dopo di questa non ci saranno più i Bulls, non ci sarà Coach P-Jax, non ci sarà più la leggenda, il vincente, il più grande di tutti i tempi, non ci sarà più Michael Jordan. Gara 5 poteva già essere l’ ultima , ma dentro mi sentivo quasi impossibilitato a vincere e a chiudere la mia carriera. Stavolta NO! Oggi deve essere il giorno! Si parte!

    Delta Center pieno (d’ altronde, quando non lo è?), 19.911 leoni con una sola preda,ME. I quintetti sono quelli di sembre, per noi oltre a me ci sono Harper, Pippen, Kukoc e Longley, per i Jazz Stockton, Hornacek, Russell, Malone, Keefe. Loro sono molto carichi e convinti dopo la vittoria in Gara 5 e ci serviranno tutte le nostre forze per conquistare questo Titolo, forse il più difficile. Ecco, appunto, dopo un minuto di gioco (UNO!!) Scottie schiaccia a due mani e qualcosa nella schiena va in tilt. A quanto pare dovrò mettercela tutta. La partita va come deve andare: Dennis e Karl si picchiano, quel piccolino col 12 continua a dare lezioni di tattica cestistica e dall’ altra parte, beh, metto in bella mostra il mio piuttosto elevato talento offensivo. Nessuno riesce a distaccare l’ altro, nel momento in cui la partita sembra girare da una parte entro due azioni torna tutto in equilibrio. Mancano circa 20 minuti, parità. 15 minuti, parità. 10 minuti, parità. 5 minuti, parità. 1 minuto, parità. Ecco fermiamoci qui.

    Manca un minuto, 83-83, palla Jazz, io ho 41 punti, ma non mi interessa. Malone gioca in post, qualcosa non funziona nel raddoppio e sullo scarico Stockton è totalmente libero dall’ arco; parte il tiro … No, non di nuovo, ti prego ! … Ciaff, 3 punti! Siamo sotto di 3 a 41.9 secondi dalla fine. Non ascolto nulla di quello che dice Phil nel timeout, sto pensando alla mia carriera, e quante volte ho messo io tiri del genere, i 63 contro i Celtics, “The Flue Game”, “The Shot” contro Cleveland, le sfide, prima contro Magic e Bird, poi con Isiah, Pat, Chuck, Clyde, Payton & Kemp, e Stockton (to) Malone.

    Devo fare qualcosa, qualcosa che posso essere ricordato come la più grande uscita dal basket. Finalmente si gioca: prendo palla, batto facile Russel e appoggio il -1 alla tabella, ma non basta ancora. Indovinate cosa fanno i Jazz? Palla a Malone in post. Eh no! Basta, sono 13 anni che vediamo sempre la stessa cosa, vado lì e gliela rubo, ma sì ! Ovviamente dall’ alto verso il basso, come faceva “The Big O”. Ora sono dall’ altra parte e i 19.911 ormai non sono altro che dei piccoli leoncini che già piangono, perchè già sanno che la preda sta per scappare, e per giunta col Larry O’Brien Trophy sotto il braccio, di nuovo! Isolamento, crossover, spinta a Russell in modo che se lo ricordo per sempre e tiro … dai, dai, dai! SI !! E’ entrata!!! … Ok, ci sarebbe da raccontare l’ errore successivo dei Jazz da raccontare, ma è il tiro, l’ immagine più famosa della storia del basket, a rendere questa partita storica e a mandarmi dritto in Paradiso!

    Michael Jordan

  • brazzz

    ma scusate..non dite che nel passato c’era una marea di possessi in più?e allora 20 tiri di oggi valgono ampiamente i 25 di allora,dico bene?
    poi,per inciso,il 23 non ha mai avuto uno shaq vicino,dico bene?offensivamente parlando,quei bulls,specie queli del primo 3peat,non erano la squadra più forte di sempre..
    ma comunque il discorso è un altro..kobe ha passato una vita al limite,sempre al limite di sbroccare,o nel gioco,o coi compagni..e speso ha pure sbroccato..il 23 no..e questo è proprio oggettivo..
    poi,di certo kobe è la cosa più vicina al23 che abbia mai visto..vicino,ma dietro..

  • Ammiraglio

    LOL

    Lo sai benissimo come funzionano le cose. Lascia perdere, è inutile; sai chi è coglione, sai chi non lo è. è inutile che ogni volta perdi tempo ad argomentare le tue tesi, entra soltanto nelle “discussioni” che hanno un senso.

    Questo è il mio consiglio personale, a te la scelta 😉

  • 8gld

    @Lol:
    Puoi dirgli che sta dicendo una marea di s……..e, che sta delirando o puoi semplicemente dire che non sei d’accordo.
    L’importante per te e non solo è mettere il SOGGETTO, indicare con chi ce l’hai, semplice(in questo caso riferito a te ma non in primis).

  • hanamichi sakuragi

    MP mi hai anticipato… sta storia che Jordan la passava secondo me è un regalo venuto con gli anni.
    detto questo per me Jordan più forte di Bryant.

    infine per l’abbandono di shaq ai Lakers: non diamo tutta la colpa a kobe.. sono stati 2 coglioni… potevano vincere almeno altri 2 anelli.

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