Bryant risponde: “Io & MJ non comparabili”

Inevitabile e puntuale la risposta del “Black Mamba” alla parole sul confronto tra lui e il proprietario dei Bobcats sull’ultimo libro di Jackson.

A parte le partite dei Playoffs e la permanenza confermata dei Kings a Sacramento, la notizia che ha suscitato maggior interesse e discussioni è senza dubbio quella che ha riportato le parole dall’ultimo libro di Phil Jackson (CLICCA QUI per leggere), al centro del palco Michael Jordan e Kobe Bryant (34 anni), messi a confronto dallo Zen.

Per fortuna che il “Black Mamba” non è rimasto in disparte ed è intervenuto, tanto per cambiare, tramite il suo profilo Twitter (@kobebryant) dove in 140 caratteri ha espresso la sua opinione in merito a quelle parole con un altro paragone

Ma se tanto mi da tanto anche queste parole rischiano di far esplodere altre polemiche/discussioni e visto che ormai il vaso è traboccato, abbiamo creato su Flickr una Gallery proprio dedicata ai due e alle loro similitudini, CLICCA QUI per vedere!

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

Nickname: F.M.B

  • josè

    7 Agosto 1992, Barcellona, Spagna.
    Ambassador Hotel.

    […] La notte del 7 Agosto, i due bimbi dormivano. I loro padri invece erano ben svegli, infervorati in una discussione che era partita da una semplice domanda posta da Bird: qual era stata la più grande squadra NBA di tutti i tempi?
    “Ovviamente i lakers delgi anni Ottanta”, disse Magic appoggiandosi alla stecca da biliardo. “Abbiamo vinto 5 titoli, più di tutti voi”.
    “No, sono stati i Celtics di Bill Russel”, disse Patrick Ewing, che giocava per i New York Knicks ma era cresciuto a Cambridge, nel Massachusetts. “Hanno vinto undici anelli”.
    “Vi state dimenticando deli Celtics dell’86, con il miglior reparto lunghi della storia del basket, incluso il ragazzo seduto qui” disse Ahmad Rashad, il commentatore della CBS, indicando Bird.
    “Quella front line dei Celtics era incredibile”, aggiunse Charles Barkley.
    Jordan, evitando di farsi distrarre da tutte quelle chiacchiere, piazzò la palla nella buca d’angolo e tirò una lunga boccata dal suo sigaro. Aveva 29 anni, aveva appena vinto il suo secondo anello e la sua sesta corona di miglior marcatore del campionato. Alcuni dei suoi compagni, in quella stanza, erano pluridecorati veterani dell’NBA, ma erano ormai a fine carriera.
    La stella dei Bulls era invece soltanto all’inizio.
    “La migliore squadra di tutti i tempi non l’avete ancora vista”, disse Jordan. “Ho appena cominciato. Vincerò più di tutti voi messi insieme. Vi dico una cosa. Parliamone quando mi sarò ritirato”.
    “Non vincerai cinque anelli”, disse Magic. […]

    [..] La conversazione scemò senza che a nessuno venisse data definitivamente ragione. Poi l’argomento cambiò: chi era il miglior giocatore uno contro uno di tutti i tempi?
    “Signori”, disse Jordan, “lasciate perdere. Su questo non avete nessuna possibilità. Larry, non sei abbastanza veloce per starmi dietro. Magic, io ti posso marcare, ma tu non potrai mai fermarmi. Nessuno di voi due può difendere ai miei livelli, e nessuno di voi due può segnare come faccio io”.
    “Di questo non sono convinto” disse Magic. “Avrei potuto segnare molto di più nella mia carriera, se avessi voluto”.
    […] In quel momento Jordan si sarebbe aspettato che Magic riconoscesse qualcosa di ovvio: il numero 23 dei Bulls era il miglior giocatore al mondo. Si girò quindi verso Johnson, spense il suo sigaro e gli si avvicinò alzando la voce.
    “Ti conviene smetterla” disse Jordan a Magic. “Verrò a casa tua e te ne segnerò 60 in faccia. L’ho già fatto con i Celtics, puoi chiederlo al tuo amico Larry. Tu e Bird siete stati dei grandi giocatori, avete fatto delle cose incredibili, ma ora è finita. Adesso sono io il padrone della NBA”.
    [..] Bird osservò in silenzio, mentre i toni della discussione si alzavano. Vide in Jordan una spavalderia che non aveva mai notato prima di allora. Bird riconobbe quella sicurezza nei propri mezzi, perchè era la stessa che aveva lui quando era al top dell carriera.
    “Per molti anni fui convinto di essere il migliore giocatore sulla Terra”, ricorda Bird. “Quella sera capii che quel giocatore non ero più io, e neanche Magic”.
    […] “Ora basta”, intervenne Bird. “Magic, abbiamo avuto il nostro momento. C’è stato un periodo in cui nessuno era meglio di me e te. Ma ora non più. Michael adesso è il migliore. Passiamo il testimone e facciamoci da parte”.

  • Heat Fan Since 07

    me lo vedo uno con l’ego di Bird cedere il testimone a jordan. come no,non ci credo manco se lo vedo XD

  • cuni

    quel racconto se non sbaglio dovrebbe essere tratto dal libro di magic&bird

  • josè

    non sbagli 😀

  • hack a sto cazzo!

    josè
    scusa ma che fine ha il tuo post?Non serve a un cazzo come l’ hack a…

  • josè

    questi sono racconti epici.
    ma non lo vengo mica a spiegare a un rimbambito come te.

  • Mr Funk

    Il racconto è molto bello, penso che mi procurerò quel libro.

    “Ora basta”, intervenne Bird. “Magic, abbiamo avuto il nostro momento. C’è stato un periodo in cui nessuno era meglio di me e te. Ma ora non più. Michael adesso è il migliore. Passiamo il testimone e facciamoci da parte”.

    Con Magic e Bird al top neppure Michael avrebbe retto, ma arriva il momento in cui bisogna cedere il passo a quelli più giovani, anche se la carriera di Magic non è durata moltissimo.
    Difficile dire chi sia il più forte di ogni epoca…

  • josè

    “Con Magic e Bird al top neppure Michael avrebbe retto”

    na barzelletta

  • Mr Funk

    Una precisazione, gli anni ’80 appartengono a Magic e Bird, Jordan in quel periodo non ha vinto niente. Nel 1990-1991 quando arrivò il primo titolo a Chicago i due big di Boston e Los Angeles erano a fine carriera

  • josè

    grazie al cazzo che non ha vinto niente,uno giocava con mchale,parish,walton,d.johnson e compagnia,l’altro con jabbar,worthy,cooper,scott e compagnia,lui all’inizio aveva corzine,dailey,woorldridge,poi sono arrivati pippen e grant ma erano ancora acerbi.
    come poteva vincere?

    stavolta la precisazione te la faccio io,bird nel 1991 era a fine carriera devastato dagli infortuni ma magic aveva 32 anni(jordan a 35 anni vinse il suo ultimo titolo) trascinò i lakers alle finali e se non fosse stato per l’hiv avrebbe continuato altri anni.
    ma contro quei bulls e contro quel jordan anche lui avrebbe potutofare ben poco.

  • gasp

    MJ ha vinto quando poteva,doveva e quando era pronto;altri discorsi come se avesse avuto quei compagni invece di quelli sono aria fritta

  • hanamichi sakuragi

    il discorso di bird non fa una piega. prima erano loro i più forti in quel momento era Jordan.
    credo ci sia poco altro da dire.

  • Mr Funk

    come se Jordan nel aveva dei pivellini in squadra:
    Kukoc, miglior sesto uomo;
    Pippen, potenziale mvp e difensore stratosferico. Quando Jordan passò al baseball, Pippen era tra i possibili vincitori del trofeo;
    Rodman, il migliore rimbalzista della lega. Zero attacco, ma in difesa si prendeva gente come Shaq, Malone ecc.. e in quel periodo l’Nba aveva parecchi lunghi forti;
    Kerr e Armstrong specialisti nel tiro da tre punti;
    Ron Harper che prima di arrivare ai Bulls era un giocatore da 20 punti di media.

    La storia dei compagni di squadra è il medesimo discorso che ormai ha scassato le scatole, Bird e Magic hanno dominato gli anni ’80 perchè aldilà della squadra attorno sono stati due giocatori che hanno rivoluzionato il gioco, non era l’epoca di Jordan e in quel periodo ha mangiato merda pure lui. Se parliamo degli anni ’90 il discorso cambia, ma non diciamo fesserie.

  • Mr Funk

    Altra precisazione su Magic, quanti rookie conosci che al primo anno nell’Nba dominano e vincono pure l’anello? E’stato il primo nella storia, poi uno di 2 metri che poteva giocare sia play e nelle emergenze ricoprire il ruolo di centro. Epico!

  • Yohei

    nessuno arriva in nba e vince subito… tranne un certo ervin

  • Yohei

    nessuno arriva e vince subito… tranne un certo ervin

  • hanamichi sakuragi

    cmq quando magic dice se avesse voluto avrebbe potuto segnare di + dice una cosa sacrosanta…

  • hanamichi sakuragi

    ho provato a scaricare il libro.. un cazzo.. qualcuno è + smart di me e mi spara il link???

  • gino

    magic era un grande jordan era un dio.
    quanti giocatori possono segnare 63 punti al boston garden contro quei celtics dopo averne segnati 49 due sere prima?
    era al secondo anno ma non importa,anche al settimo anno non era possibile una cosa del genere.

    e quanti giocatori potevano essere paragonati a dio dal miglior giocatore dell’epoca?

    nella nba di allora c’è la convinzione che se jordan fosse stato scelto dai rockets via seconda scelta dei blazers per sampson la coppia jordan/olajuwon avrebbe collezionato titoli senza dover aspettare il decennio successivo.

  • Mr Funk

    riporto una frase del mio primo messaggio:
    “Difficile dire chi sia il più forte di ogni epoca…”

    Se spulciamo le singole prestazioni, oppure i punti segnati il tutto assume le sembianze di un classico discorso da bar.
    Stiamo paragonando due grandissimi giocatori, a questo punto perchè non tirare in ballo anche Wilt?
    Ciascuno ha dominato nella propria epoca e tendenzialmente gli appassionati di pallacanestro tendono ad attribuire lo scettro di miglior giocatore a colui di cui hanno potuto in qualche modo assistere e godere delle gesta.
    Chi ha vissuto e si è emozionato durante gli anni dello Showtime preferirà un Magic o Bird, personalmente preferisco un Jordan, ma perchè ho iniziato a seguire il basket Nba a partire dall’epoca Bulls. Le gare di Magic e Bird me lo sono riviste col tempo e da li ho potuto apprezzare e capire la loro grandezza.

  • 8gld

    Lui era Magico.

    Al suo 1° anno Nba, dopo aver vinto il titolo ncaa contro Bird, si andò a prendere il suo 1° anello da centro.
    Mancava Jabbar e lui: “nessun problema ragazzi qui c’è Magic”.
    A casa dei ’76 mise su una prestazione mostruosa al primo anno giocando da centro. A casa del dottore.

    Li vinse contro i ’76, contro i Celtics di Bird e contro i Pistons dei bad boy.
    Difficile trovare franchigie così forti in finale e batterle.

    Lui sorrideva, si divertiva, faceva divertire e illuminava tutto solo con la sua presenza.
    Avrebbe fatto giocare qualsiasi spettatore seduto nei palazzetti.
    Coinvolgeva tutti. Compagni, allenatore, staff, tifosi, non tifosi, spettatori alla televisione e anche quelli alla radio anche se non lo vedevano.

    L’unico che è riuscito a far sorridere Jabbar.

    Il suo CARISMA è irripetibile. Ad oggi nessuno ha o ha avuto il suo CARISMA.

    Il televisore in bianco e nero con lui diventava a colori.

    Con il televisore a colori e la NBA che si iniziava a veder di più lui avrebbe bucato qualsiasi schermo di qualsiasi paese.

    Insieme a MJ i più grandi.

    Magic. “Avrei potuto segnare molto di più nella mia carriera, se avessi voluto”.
    VERISSIMO, ma non era quello che cercava e voleva. Per lui il basket era puro divertimento. Lui era lo showtime, lo showtime partiva da lui perchè lui era lo Show.

    Era Magico veramente.

  • hanamichi sakuragi

    8gld: mi hai fatto venire i brividi cazzo

  • 8gld

    @hanamichi sakuragi:

    quello che lui faceva mentre lo vedevi. 🙂