New York, Il Grande Melo Bacato

Li aspettavamo tutti contro Miami alle finali di conference ma Indiana ha ghiacciato i Knicks e la loro leader, l’ultimo a lasciare la barca che andava a fondo.

Ora tenterò di spiegare come i Knicks non sono mai stati in questa serie.

Dico “tenterò” non perché sia di difficile analisi, ma piuttosto perché scriverci un intero articolo potrebbe essere un duro esercizio di stretching visto che non c’è poi moltissimo da dire.
 Bella stagione quella di NY, il sesto uomo dell’anno J.R Smith, la “scoperta” Pablo Prigioni, il veterano Jason Kidd a fare da chioccia, il figliol prodigo Raimondo Felton, il solito Carmeluzzo Anthony, l’high-top fade di Iman Shumpert ecc ecc
…Bell’inizio di playoff poi, passando attraverso gli attempati Celtics come un coltello caldo nel burro.

Poi, ovviamente, il sogno si infrange la dove si è spesso infranto, sulle maglie dei Pacers, fin dai tempi in cui per il campo scorrazzava un ragazzetto troppo magro per poter stare in piedi (figuriamoci per giocare), troppo fastidioso per non sentirlo, troppo bravo a tirare per potergli lasciare quel mezzo metro in più.
Tanto comunque, Miller, anche con la difesa addosso la metteva lo stesso.
E guarda come son partite via già un po’ di righe senza aver scritto nulla sulla serie.

Son proprio bravo.

Per inciso, questa edizione degli Indiana Pacers non è, sulla carta, più forte degli uscenti Knicks, i ragazzi di Vogel sono “semplicemente” più organizzati, sono in un sistema, un sistema non sempre perfetto ma che proprio grazie all’assenza di un go-to-guy in senso classico, può permettersi di funzionare chiunque sia in campo.
Proprio coach Vogel in un’intervista, alla domanda “Who’s your man outside?” risponde placidamente “The open man”.

Per dire che George Karl non è solo la fuori. 
I Knicks si sono portati a casa gara 2 grazie all’imprecisione al tiro degli avversari, gara 5 perché non poteva essere altrimenti tra le mura del Garden, e sono rientrati in gara 6 sull’onda di una valanga di triple nel 3° quarto, frutto sempre di tiri a gioco statico o di opportunità su rimpallo o recupero.
Per il resto tutto il peso della serie è ricaduto sulle (infortunate) spalle di Carmelo Anthony, il quale ad onor del vero non si è mai tirato indietro, prendendosi tiri di grande responsabilità e tenendo i suoi in partita, Shumpert a parte, praticamente praticamente da solo.
 Anthony c’è, ed anche a tratti intelligente visto che ha sapientemente usato il corpo in g5 per caricare di falli sia Hibbert che George, dimostrando di poter giocare anche una partita strategicamente importante con il mestiere che si richede ai grandi interpreti del gioco.
Il resto della squadra non è comparso sul radar, certo era lecito aspettarsi qualcosa di più da Felton (uscente da una buona regular season), e ha fatto piacere vedere Chris Copeland mettere tiri pesanti, ma il problema non è dei singoli quanto del sistema di gioco inesistente, che grava quasi interamente sugli isolamenti di Anthony e sul gioco dai 5 metri in fuori.
Chandler per esempio, che certamente non è un giocatore offensivamente determinante, è costantemente nell’azione di attacco come bloccante, e spesso si ritrova in movimento verso canestro o addirittura in posizione sotto al ferro completamente smarcato, gli avversari sanno che la palla non gli arriverà mai e giustamente possono permettersi di mandare un uomo a raddoppiare sul portatore di palla o su secondo tagliante.
E fanno bene, perché di palle giocabili a Chandler ne sono arrivate ben poche, anche se costringere Hibbert ad un recupero (e a un probabile fallo) poteva essere una strategia vincente.

oi c’è il caso J.R Smith, inspiegabilmente scomparso dalla serie, fermo in appostamento sul perimetro, senza attaccare il ferro neanche con la palla in mano, pochi giochi chiamati per lui…qualcuno ci spiegherà il mistero prima o poi.

In difesa si è sentita la mancanza dei chili e dei centimetri per contenere Hibbert e West, se dal primo ci si aspettava un certo grado di dominio (specie con con l’arbitraggio NBA), il secondo ha preso tutti i vantaggi di una difesa “Bulgara con elmetto Prussiano” di Melo (cit. Goffredo), giustamente interessato a non prendere inutili falli.
Non sono mancate le distrazioni dei singoli (possibile ci sia sempre un tagliante da lato debole sulla linea di fondo? Alla terza volta fatevi delle domande), e sopratutto la mancanza di organizzazione della squadra a rimbalzo, il che ha permesso ai Pacers di reclamare per se parecchie seconde opportunità.

Insomma ci sono i giocatori, forse, ma non c’è la squadra, essattamente l’opposto di quello che succede ai Pacers dove anche Lance Stephenson, non esattamente un fenomeno, ha trovato il modo per farsi notare.
Ecco, francamente avevo puntato tutti i miei averi in una gara 6 che facesse contento Spike Lee, un po’ perché mi avrebbe evitato di scrivere questo tedioso articolo alle cinque del mattino, un po’ perché gara 7 è pur sempre gara 7, e a me piace vedere il sangue.

Il futuro dei Knicks?
Tenere Chris Copeland, confermare Prigioni e silurare Woodson, che sarà anche tanto simpatico ma evidentemente non è in grado di disegnare niente di sensato sulla lavagnetta.
Adesso godiamoci finalmente le croccantissime finali dell’ovest, sperando che invece ad est il copione non si svolga troppo rapidamente.

P.S
Caro Stern hai puntato sui cavalli sbagliati, di tutte le pubblicità “BIG” che mandi a nastro sul League Pass è rimasta valida solo quella di LeBron. Tutti gli altri ora sono fuori dai giochi.
Dov’è il tuo fiuto vecchio Shylock?

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili

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  • D-Matt

    ahahaha veramente Stern ha toppato in pieno 😉 Comunque Knicks perlomeno quest’anno sono tornati ad essere comunque competitivi, ma x fare il salto di qualità va spedito Melo…

  • gasp

    Ottimo articolo,io non mi sono sorpreso della eliminazione dei Knicks da parte dei Pacers: se basi il tuo gioco di isolamenti per Melo e Smith e ti affidi troppo al tiro da tre quando incontri che fa della difesa un punto forte come Indiana le prendi di santa ragione.

    In estate NY deve cercare di scambiare STAT (difficile quasi impossibile) e cercare giocatori che difendono forte.

  • brazzz

    in estate i knicks devono andare in gito a cercare solo una cosa,anzi una persona..uno che gli spieghi che il basket prevede di giocare in 5, e prevede l’esistenza di una cosa che si chiama,appunto,GIOCO…ad oggi il suddetto è totalmente assente,per cui nei po non si va da nessuna parte….c’è il talento,ho letto..ma insoma.tutto sto tlento,a parte melo,non lo vedo..jr è troppo cretino,gli altri o son da pensione o mezzi giocatori,per cui,tutto sto talento,bo?

  • Saba3

    Tifo NY e non vedo l’ora che Stoudamire se ne vada, e secondo me:
    STAT alla fine deciderà di portare il suo “Talento” a Long Beach.

    HAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

  • jump

    peccato per ny, ma vederli giocare così era veramente uno strazio… poi jr è indisponente quando si incraponisce a giocare da solo (e lo fa praticamente sempre. Mi dispiace solo per il mio pupillo kidd che dopo boston non ha più segnato.. ci vuole gente con più fame, anche se non con nomi blasonati.. ma servirebbero un paio di innesti.. copeland anche se segna in difesa è inguardabile..