NBA Finals, Gara7: le pagelle!!!

Ultimi voti della stagione 2012/13 con i Miami Heat campioni per il secondo anno consecutivo sulle spalle di James & Wade!

 

 

Heat copy

James 10: Se qualcuno ancora pensa che dovesse dimostrare qualcosa, beh è stato semplicemente zittito. Rovente da dietro l’arco come mai in questa serie, mano ferma anche quando i sassi sapevano che la sfera più pesante della serata sarebbe finita tra le sue dita e implacabile dal perimetro, dimostrando nella gara più importante della stagione che nella regular season non a caso era stato il miglior tiratore dal perimetro. Insieme a Wade tiene sempre il match sul filo del rasoio e quando è il momento di decidere i giochi, da vero leader qual’è, non tradisce e trova solo il nylon. Scontato l’MVP delle Finals consegnatoli dal leggendario Bill Russell. 37 punti e 12 rimbalzi in gara 7, giù il cappello. The King repeat.

Wade 8,5: Il capitano ha un plus manus negativo a conti fatti ma quanto sono stati importanti certi cesti dalla media distanza in arresto e tiro non è quantificabile. Dopo un’inizio serie così così, due gare da ‘vecchi tempi’. E terzo anello al dito. La storia.

Bosh 4,5: Completamente fuori gara anche per via dei 3 falli nel primo tempo, nella ripresa difende bene in più occasioni su Duncan ma quello zero finale offensivo sarebbe potuto costare carissimo. Fortunatamente qualcuno ha provveduto a farsi carico anche dei suoi mattoncini offensivi. Resterà a South Beach?

Chalmers 6: Pasticcione in più occasioni, ma SuperMario quando se lo mette in testa, ha attributi da supereroe. Lo 0/2 dalla lunetta negli ultimi secondi ha fatto tremare la American Airlines Arena come mai nella storia, ma forse aveva esaurito la buona sorte dopo la tripla di tabella allo scadere del terzo quarto. Con alti e bassi, prezioso.

Miller 5: Inizio tremendo. Solo ferro dalla distanza, in difesa prende solo la targa di chi deve marcare e non si accende mai. Fortuna vuole che le armi dalla linea dei 7,75 per Spoelstra non si esauriscano con l’ex Grizzlies.

Andersen 7: Esplosione di energia e difesa alla morte sul #21 texano. Mette lo zampino in tante palle vaganti creando scompiglio in area Spurs, difendendo nel pitturato con enorme personalità (della quale, visti gli inchiostri sulla pelle, non avevamo dubbi).

Battier 9: Un monumento. Esigo un monumento per questo giocatore che, dopo essere stato accantonato nelle serie contro Chicago e Indiana, ha saputo mantenere freddezza, lealtà, lucidità e istinto killer per arrivare a giocare una gara decisiva come quella di ieri notte in una maniera che definire sublime è riduttivo.
James e Wade oltre a pagare qualcosa ad Allen per il miracolo di gara 6, dovranno sdebitarsi anche con l’umile Shane, a cui gli dei del basket dovevano qualche arretrato. Gentiluomo.

Allen 5: 4 assist e 4 rimbalzi, ma anche 3 palle perse e soprattutto zero punti. Sinceramente, tutti ci aspettavamo un Ray più incisivo dopo la magia di gara 6. Poi è arrivato un certo Battier…

Haslem SV: Spoelstra ha la malsana idea di riproporlo. 1’37” conditi da due falli bastano per farlo tornar seduto fino alla sirena finale.

Spoelstra 7,5: Ieri notte ha gestito bene i momenti di pressione. Miami è uscita svariate volte con ottime giocate dai timeout.. poi quando hai un duo James-Wade così, ogni cosa è davvero molto più semplice. Ripetersi non è mai facile, ha saputo aggiustare svariati meccanismi in corsa. Ha la sua buona fetta di merito.

Spurs copy

Duncan 7,5: Limitato nel pitturato in modo decisamente migliore rispetto a gara 6, il caraibico sfodera ancora tutta l’enciclopedia del basket accumulata negli anni. Pur essendo stremato, segna 18 punti, va ancora in doppia doppia ma ‘tradisce’ i suoi stampando due volte sul ferro quella doppia occasione avuta nel mismatch contro Battier che sarebbe valsa la parità: fotografia negativa che non abbandonerà facilmente la testa del grande Tim nei prossimi giorni. Avrà un’altra occasione? Detto questo, massimi onori ad un guerriero difficilmente eguagliabile.

Parker 5: Si sveglia nel secondo quarto ma i limiti dovuti al bicipite femorale dolorante sono fin troppo evidenti. E un’assenza come la sua in termini di punti e regia non può che ripercuotersi su tutta la meccanica di squadra di San Antonio. Affranto.

Green 4: Dal paradiso all’inferno. Danny Boy stecca le due gare più importanti della sua carriera, sbloccandosi da tre solo a 5′ dalla fine del terzo quarto. Oltre a questa miseria offensiva (1/12 dal campo), troppe incertezze difensive, tra le quali la più fatale si è rivelata esser quella di voler sfidare un LeBron James in serata super al tiro. Buco nell’acqua al momento della verità.

Leonard 8: Gioca da veterano, non ci stancheremo mai di ripeterlo: impressionante. Al primo allungo di Miami firmato James si inventa un clamoroso gioco da tre punti che infonde linfa vitale nelle vene di una San Antonio spremuta fino all’ultima goccia di orgoglio, sudore e nervi sul parquet della Florida. Il tempo è dalla sua parte, la classe non manca..arrivederci a presto Kawhi.

Ginobili 5: Due falli prematuri portano Manu a doversi gestire ancora una volta per tutta la gara. Suona la carica nel secondo quarto, ha un’orgoglio smisurato ma nel finale ricasca nell’incubo di gara 6. Tre sanguinosissime palle perse (incomprensibile quella in uscita dal timeout decisivo per cercare Duncan a cui James si era francobollato) e un’espressione alla sirena finale che la dice lunga sui rimpianti del nativo di Bahia Blanca. Una sola gara da Ginobili vero nella serie..pochino..

Diaw 6,5: James ha provato a limitarlo e a tratti ci è anche riuscito, esordendo nel match nel momento peggiore per San Antonio. Nella ripresa è protagonista di qualche folata offensiva da grande pallacanestro.

Neal 5: Sembra che finita quella strepitosa gara 3 l’incantesimo si sia rotto. L’uomo dei tiri senza senso ne infila un altro anche nell’ultimo atto delle Finals, ma in 26′ è troppo poco, visti poi i limiti in difesa. Nota stonata.

Splitter, Joseph SV: Match al di sopra del loro livello fisico, nervoso e tecnico.

McGrady 10: Ti voglio bene Tracy (F.M.B)

Popovich 6: Che dire, anche il generale Pop si è dovuto arrendere agli Heat che hanno trovato nel trio James-Wade-Battier la serata perfetta. Se proprio gli si vuole imputare qualcosa, quel qualcosa è la gestione finale dei cambi (NON dei falli) in gara 6, ma anche i migliore possono avere delle battute a vuoto.

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S