Nuggets state sereni…ci sono i Broncos!

L’anno scorso hanno infiammato il parquet casalingo e la Western Conference, adesso i Nuggets ripartono da 0 ma con ottimismo e tranquillità.

In questa estate abbiamo parlato del futuro dei nostri portacolori, l’arrivo di Gigione Datome in quel di Detroit (CLICCA QUI per leggere), le nuove avventure di Marco Belinelli (CLICCA QUI per leggere) e Andrea Bargnani (CLICCA QUI per leggere) con San Antonio e New York, oggi prendo io la palla per parlare dei Denver Nuggets e di Danilo Gallinari!

Tutto quello che ha un inizio, ha una fine!” così recitava l’agente Smith in Matrix, ed é quello che é successo agli splendidi Denver Nuggets dell’era Karl-Ujiri; la stagione 2012/13 é stata la chimera della storia dei Nuggets, record di vittorie tra le mura amiche del Pepsi Center, terozo posto nella Western Conference il tutto con coach George Karl nominato ” Coach of the Year”.
Tutto molto bello se non fosse che a metà stagione il Gallo ha salutato la compagnia (ginocchio) e che al primo turno Steph Curry e i suoi Warriors abbiano vinto la serie 4-2. In estate c’é stata la proverbiale tabula-rasa, Iguodala a Golden State, via in neanche due settimane il GM ed il coach, il primo accasatosi a Toronto mentre il secondo é momentaneamente senza panchina.

Che ne sarà dei Nuggets quest’anno, rei di un mercato non esaltante, ancora privi di una superstar e di colui che li aveva dato un gioco collettivi spumeggiante?

I punti per ripartire ci sono e sono importanti ma soprattutto una grande mano ce l’hanno già e si chiama…Broncos, ma andiamo con ordine:

Brian Shaw

Lui e Mike Malone sono da anni considerati come i migliori assistenti in NBA e finalmente entrambi  hanno al loro chance con la differenza che Malone a Sacramento si ritrova tanto talento ma nella totale anarchia, mentre Shaw ha a disposizione una squadra di validi giocatori con un mix di giovani/veterani con il quale si può lavorare bene.
Essendo un discepolo di Phil Jackson tutti si aspettano il celeberrino” triangolo” ma Shaw, nella sua carriera d’assistente, è stato anche agli Indiana Pacers una squadra che, a grandi linee, si avvicina a questi Nuggets e comunque lo stesso Shaw, il giorno della sua presentazione ha fatto capire che ha le idee chiare su come sfruttare il talento a disposizione. Il gruppo è lo stesso dell’anno scorso, i giocatori si conoscono tra di loro il che è un vantaggio per un nuovo allenatore soprattutto se in città…(vedi il 4° punto)

La squadra

La regia non è cambiata con Ty Lawson e Andre Miller, un’arma la prima una sicurezza la seconda, sotto i ferri è arrivato J.J Hickson che ha un ottimo feeling con la doppia-doppia, c’è sempre JaValone, Kenneth Faried ha un anno in più e col potenziale a disposizione ci si aspetta un salto di qualità. Wilson Chandler e Darrel Arthur sono delle mine vaganti e dal mercato è arrivata l’unica vera guardia di ruolo del roster, Randy Foye, un eccellente tiratore se messo in ritmo…ah, poi c’è Nate.

Il Gallo

È lui l’ago della bilancia. È chiaro e palese che sia il giocatore in squadra con più talento ed intelligenza tecnico/tattica superiore alla pari di Miller, con Karl c’era un ottimo feeling e prima dello sfortunato infortunio l’ex Olimpia era un serio candidato ad andare era le riserve della Western Conference all’All Star Game. La riabilitazione procede bene, il punto sarà capire come Brina Shaw vorrà utilizzarlo: da complemento o da leader? In un anno 0 come questo, varrebbe la pena aspettare il recupero totale del Gallo e provare a dargli finalmente le chiavi della squadra provando ad accentrare di più il gioco su di lui…voglio dire, a Dallas hanno puntato su Nowitzki quando ancora non era quello che è oggi, perché non provare con Danilo?

Broncos

Peyton+Manning+Denver+Broncos+v+New+York+Giants+dHAoFquPxd5l

E che c***o c’entrano i Broncos con i Nuggets? Credo che è la prima domanda che vi siete posti quando sopra li ho citati, ve la faccio breve: meglio essere un giocatore dei Jacksonville Jaguars che uno dei Broncos…dopo il flop dell’anno sceso contro Baltimore, Denver è OBBLIGATA ad andare al Superbowl, è OBBLIGATA a dominare la AFC e Payton Manning è OBBLIGATO a giocare la stagione della vita soprattutto dopo l’arrivo del “Mercenario” Wes Welker, in poche parole: pressione pari se non più di quella che ha avuto LeBron James nella stagione 2011/12.
Lo “Sports Authority Field at Mile High” fa sold-out ogni domenica, la squadra nelle prime settimane ha impressionato tutte le dirette rivali e in città nell’aria si respira la grande impresa, vietato fallire e tutta questa attenzione può solo che giovare ai Nuggets.

Nessuno chiede a Denver il titolo, nessuno chiede le Finals, si sa che è finto un ciclo e che se ne sta aprendo uno nuovo, tutto quello di buono che arriverà sarà ben accolto, nessuna pressione, nessun obbligo il tutto in una Western Conference, e nello specifico una Northwest Division, non così scontate…e niente vale più di poter lavorare con tranquillità, serenità e con un gruppo serio come quello che in questi anni i Nuggets hanno dimostrato di avere.

 

 

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • Sergamo

    Denver Nuggets squadra acefala come poche!
    Grazie al cielo che ci sono il Gallo e Andre Miller… altrimenti gli altri sommati non fanno 2 teste.

  • sul fatto che i Broncos faranno più strada dei Nuggets è poco ma sicuro, tanto stanotte contro i Raiders certamente si porteranno sul 3-0, al momento non vedo rivali se tutti restano sani, sui Nuggets invece non saprei secondo me dovevano portare avanti il progetto con coach Karl, sta decisione di tagliarlo ancora adesso mi lascia molto perplesso